La scuola come campo di rieducazione

La linea assunta da Vita Nuova contro l’ideologia gender è confortata oltre che dal recente Messaggio dei Vescovi del Triveneto anche dall’intervento del Cardinale Bagnasco alla CEI. Molti però ancora dormono.

Vita Nuova ha condotto una eloquente battaglia contro la penetrazione disastrosa dell’ideologia del genere nelle scuole. Nell’editoriale del 21 marzo scrivevamo che “è l’ora dei genitori”, i quali devono agire, protestare, mobilitarsi. Nel numero del 14 marzo avevamo pubblicato il Vademecum per la mobilitazione dei genitori del Forum delle associazioni familiari dell’Umbria e la presentazione critica di due pericolosi libri destinati alle scuole e ai ragazzi. Nel numero del 21 febbraio avevamo dedicato due pagine a demolire i famigerati opuscoli UNAR. Siamo quindi contenti che il Cardinale Bagnasco sia intervenuto in maniera chiara sull’argomento, come avevano fatto i Vescovi del Triveneto nel Messaggio per la Giornata della Vita  di quest’anno.

Riportiamo qui di seguito un articolo di Massimo Introvigne pubblicato su www.lanuovabq.it

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Lunedì 24 marzo, aprendo il Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale Italiana, il cardinale Angelo Bagnasco, che la presiede ha affrontato con grande determinazione la problematica della famiglia e dell’ideologia di genere.

«La preparazione alla grande assise del sinodo sulla famiglia, che si celebrerà in due fasi nel 2014 e nel 2015, nonché il recente concistoro sul medesimo tema – ha detto Bagnasco – hanno provvidenzialmente riposto l’attenzione su questa realtà tanto “disprezzata e maltrattata”, come ha detto il Papa: commenterei, “disprezzata” sul piano culturale e “maltratta” sul piano politico». Il cardinale ha inquadrato la natura ideologica del problema: la famiglia è diventata il nemico da abbattere. «Colpisce che la famiglia sia non di rado rappresentata come un capro espiatorio, quasi l’origine dei mali del nostro tempo, anziché il presidio universale di un’umanità migliore e la garanzia di continuità sociale. Non sono le buone leggi che garantiscono la buona convivenza – esse sono necessarie – ma è la famiglia, vivaio naturale di buona umanità e di società giusta».

Il cardinale è andato oltre: non è rimasto sul generico, ma ha citato come esempio dei maltrattamenti che la famiglia subisce un episodio specifico.  «In questa logica distorta e ideologica – ha detto Bagnasco –, si innesta la recente iniziativa – variamente attribuita – di tre volumetti dal titolo “Educare alla diversità a scuola”, che sono approdati nelle scuole italiane, destinati alle scuole primarie e alle secondarie di primo e secondo grado. In teoria le tre guide hanno lo scopo di sconfiggere bullismo e discriminazione – cosa giusta –, in realtà mirano a “istillare” (è questo il termine usato) nei bambini preconcetti contro la famiglia, la genitorialità, la fede religiosa, la differenza tra padre e madre… parole dolcissime che sembrano oggi non solo fuori corso, ma persino imbarazzanti, tanto che si tende a eliminarle anche dalle carte».

Durissimo il commento del presidente dei vescovi italiani «È la lettura ideologica del “genere” – una vera dittatura – che vuole appiattire le diversità, omologare tutto fino a trattare l’identità di uomo e donna come pure astrazioni. Viene da chiederci con amarezza se si vuol fare della scuola dei “campi di rieducazione”, di “indottrinamento”. Ma i genitori hanno ancora il diritto di educare i propri figli oppure sono stati esautorati? Si è chiesto a loro non solo il parere ma anche l’esplicita autorizzazione? I figli non sono materiale da esperimento in mano di nessuno, neppure di tecnici o di cosiddetti esperti. I genitori non si facciano intimidire, hanno il diritto di reagire con determinazione e chiarezza: non c’è autorità che tenga».

Massimo Introvigne



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