La risposta della Spagna al dietrofront di Rajoy sull’aborto

Il prossimo 22 novembre una grande manifestazione pro life a Madrid. Il Foro Español de la Familia, guidato dall’avv. Benigno Blanco (nella foto), ha infatti mobilitato per questo giorno tutte le associazioni impegnate nella difesa della vita.

In Spagna, dopo che l’attuale primo ministro Mariano Rajoy ha abdicato alla battaglia contro la liberalizzazione totale dell’aborto introdotta dalla legge Zapatero del 2010, è stata convocata per il prossimo 22 novembre una grande manifestazione pro life. Il Foro Español de la Familia, guidato dall’avv. Benigno Blanco (nella foto), ha infatti mobilitato per questo giorno tutte le associazioni impegnate nella difesa della vita che aderiscono a questo grande organismo nazionale che, più o meno, è paragonabile all’italiano Forum delle associazioni familiari. L’obiettivo della manifestazione è, secondo gli organizzatori, quello di dimostrare l’impegno pubblico della società civile spagnola a tutela del nascituro e in solidarietà con le madri che, la legge Zapatero, dietro la retorica dell’emancipazione, abbandona a sé stesse di fronte al dramma di una gravidanza difficile o “indesiderata”.

Si tratta di una battaglia che, il capo del governo spagnolo e leader del Partido Popular, aveva sposato fin dai tempi in cui, dagli scranni parlamentari dell’opposizione, aveva presentato ricorso alla Corte Costituzionale nei confronti della riforma sull’aborto dell’allora premier socialista José Zapatero. Una volta eletto, quindi, Rajoy si era inizialmente impegnato a cambiare quella norma che consente alle madri (anche minorenni) d’interrompere la gravidanza senza alcun parere medico entro la quattordicesima settimana di gravidanza e, in caso di malformazione del feto, entro la ventiduesima. La proposta di riforma che avrebbe almeno ridimensionato l’aborto pubblico e legalizzato in Spagna, pur approvata in prima lettura dal Consiglio dei ministri, è rimasta “in sonno” per lunghi mesi, prima di essere soffocata dallo stesso Rajoy lo scorso 24 settembre, per paura che fosse troppo in favore dei “principi non negoziabili”, compromettendo i voti dei non cattolici nell’ormai imminente campagna elettorale.

Benigno Blanco, presidente del Foro de la Familia e segretario di Stato per otto anni durante i governi di José Maria Aznar, ha parlato di una «profonda indignazione» suscitata a molti cittadini spagnoli dopo il ritiro della riforma della legge Zapatero. «Questa delusione non la dimenticheranno quando sarà il tempo di votare», ha commentato Blanco. Il presidente del Foro ha quindi definito il ritiro della riforma una «battuta d’arresto» della «causa a favore della vita» e, pertanto, ha promesso che cercherà con la manifestazione del di «costruire una maggioranza impegnata per difendere la vita e le donne».



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