La pornoideologia del Sant’Arcangelo Festival 2017 smascherata da un ragazzo intelligente

Dall’ecosessualità al Museo della non-umanità; da chi si alza le gonne in pubblico al Sirenetto con la coda arcobaleno che invita a liberare la sirena che è in noi, dal pornoterrorismo al postfemminismo. E tutto finanziato con soldi pubblici.

Un ragazzo adolescente fa un video con le sue mani e lo fa girare per smascherare la grande “truffa” del Festival 2017 di Sant’Arcangelo di Romagna (sindaco e giunta PD) e tutta la pornoideologia gender che gli sta dietro. E’ preciso, spigliato e documentato: mostra i fatti, gli ospiti, il programma. Dice anche quanto deve essere costato il tutto: più di ottocentomila euro di contributi pubblici, Regione Emilia Romagna compresa. E si chiede: con le famiglie che non arrivano a fine mese si spendono i soldi pubblici per queste porcherie? E’ coraggioso il ragazzo, usa questi ed altri termini molto eloquenti. Vedere il video per credere.

Al Festival di quest’anno a Sant’Arcangelo c’era un Sirenetto con coda arcobaleno che stazionava sulle fontane del paese per aiutarci a “liberare la sirena che è in noi” e, quindi, ad aprirci con libertà  agli impulsi e alle tendenze intime.

Al Festival di Sant’Arcangelo erano presenti anche gli “ecosessuali” – documenta sempre il ragazzo –  perché l’ecosessualità  è una dottrina ormai ampiamente teorizzata dalle eco-femministe Annie Sprinkle ed Elizabeth Stephens. L’ecosessualità  vuole l'”espansione dei confini della sessualità” ma il ragazzo nel video la riconduce a quello che veramente è e che qui Spectator non può ripetere per buona creanza.

A Sant’Arcangelo – racconta sempre il nostro giovane autore – sono stati invitati anche quelli del gruppo Macao, un centro sociale di estrema sinistra di Milano, che ha fatto cinque okkupazioni in un mese e da cinque anni sta abusivamente in una palazzina di viale Molise mentre il Comune tace. Il gruppo Macao è quello che in occasione dello scorso 8 marzo ha organizzato la performance di una decina di donne senza mutande che si sono alzate la gonna in pubblico. Tanto per dire il livello.

Al Festival era inoltre presente il gruppo Motus, si è parlato di identità queer, di pornoterrorismo – “non chiedetemi che cosa sia …” dice il ragazzo speaker – e, dulcis in fundo, inaugurato dall’ ex ministro del governo Letta, Cécile Kienge, è stato aperto il “Museo della non-umanità” per dire che tra gli uomini e gli animali non c’è differenza.

Viva Alice Parma!, sindaco di Sant’Arcangelo di Romagna.

QUI PUOI VEDERE IL VIDEO

http://www.iltimone.org/36291,News.html



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