La Marcia per la vita a Berlino

Siccome a volte veniamo accusati di vedere solo ciò che non va, questa settimana vogliamo fare un plauso ai cristiani e, più in generale, a tutti quegli uomini e donne di buona volontà che qualche giorno fa hanno partecipato alla Marcia per la vita (http://www.marsch-fuer-das-leben.de/index_en.php) che sotto lo slogan “Sì alla vita. Per un’Europa senza […]

Siccome a volte veniamo accusati di vedere solo ciò che non va, questa settimana vogliamo fare un plauso ai cristiani e, più in generale, a tutti quegli uomini e donne di buona volontà che qualche giorno fa hanno partecipato alla Marcia per la vita (http://www.marsch-fuer-das-leben.de/index_en.php) che sotto lo slogan “Sì alla vita. Per un’Europa senza aborto ed eutanasia” [Ja zum Leben. Für ein Europa ohne Abtreibung und ohne Euthanasie] ha sfilato per le vie di Berlino tra non pochi ostacoli, sia interni (perché il tema resta politicamente e teologicamente scorrettissimo da quelle parti) sia esterni (perché – tanto per dirne una – le Femen per l’occasione avevano annunciato una contromanifestazione eclatante costringendo le forze di polizia a schierarsi per tempo per evitare scontri e provocazioni fra i due cortei). La Marsch fűr das Leben tedesca, partita senza particolari clamori, né grandi supporti, nell’estate del 2007 e da allora ripetutasi con cadenza annuale ha superato questa volta le 7000 presenze (record storico per la Germania) e – cosa non di poco conto, considerando i tempi che corrono – ha visto la partecipazione personale anche di quattro Vescovi, tra cui monsignor Rudolf Voderholzer – titolare della storica roccaforte cattolica di Ratisbona –, Matthias Heinrich – ausiliare a Berlino – e Thomas Maria Renz, ausiliare a Stoccarda. Non si è trattato, peraltro, di presenze affatto marginali dal momento che Heinrich ha salutato ufficialmente i partecipanti a nome dell’arcidiocesi all’inizio del corteo pomeridiano e Renz ha concluso la giornata (come accade da altre parti, la Marcia si colloca all’interno di un fine-settimana intero dedicato a varie manifestazioni e iniziative civico-culturali pro-life) guidando una preghiera ecumenica visto che la manifestazione religiosamente aveva comunque una connotazione interconfessionale.

Strategico il percorso del corteo – a cui hanno aderito alla fine più di una decina di associazioni, tra movimenti della società civile tedesca e gruppi d’ispirazione religiosa – che è partito di fronte al Palazzo della Cancelleria – sede del Governo federale e del Primo ministro, Angela Merkel – giusto accanto al Parlamento, e si è poi snodato lungo le vie centrali più affollate sfiorando la grande stazione ferroviaria centrale e terminando vicino a una Chiesa storica della capitale. Una manifestazione tanto più incoraggiante in quanto proprio nelle ultime ore dopo quello annunciato delle Femen si è svolto anche un secondo flash-mob di attivisti politici anarchici e pro-aborto che ha ulteriormente contribuito a incendiare le piazze berlinesi. Insomma, per una Domenica, contro le previsioni più scettiche e i pronostici pessimistici di tutti, la ‘Germania di popolo’ ha mostrato davvero il suo volto più bello e promettente, con decine di famiglie e ragazzi in prima linea impegnati per una grande battaglia civile di giustizia e solidarietà: difficile dire ora quanto questa sfida lanciata dal basso sarà raccolta dalla classe politica attuale al di là delle dichiarazioni rituali di circostanza – pervenute anche questa volta, da più di un parlamentare, a sostegno delle ragioni dei pro-life – ma l’appuntamento annuale, oltre a far crescere visibilmente le adesioni di anno in anno, se non altro sta avendo comunque il merito di ‘obbligare’ per una volta i mass-media più distratti e allineati a occuparsi in maniera un po’ più seria e circostanziata anche di questi temi (che in realtà sarebbero non-negoziabili, eh….) oramai completamente rimossi dall’agenda del dibattito pubblico e mass-mediatico. Dalla Merkel, invece, questa volta nessuna dichiarazione ufficiale. Il numero dei partecipanti, anche se in progressivo aumento, probabilmente non dice ancora granché, a certi livelli. Ma il popolo in crescita della Marsch non ha fretta e continua a lavorare imperterrito sul campo come nulla fosse già per le prossime edizioni: l’appuntamento è per l’anno prossimo, sempre a Berlino, sempre nei pressi del Parlamento, sempre per l’ultima Domenica di settembre. Se quel fine-settimana siete liberi, magari, fateci un pensierino anche voi.



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