La Madonna e la Mitteleuropa

Per fede siamo naturalmente ottimisti perché – come insegnano fior di apologeti e ormai svariati Pontefici – la gioia è il grande segreto della vita cristiana. Però, siccome siamo anche realisti, dobbiamo dire che in generale in Mitteleuropa in questo periodo tira una gran brutta aria. Venti di burrasca, staremmo per dire, se fossimo dei […]

Per fede siamo naturalmente ottimisti perché – come insegnano fior di apologeti e ormai svariati Pontefici – la gioia è il grande segreto della vita cristiana. Però, siccome siamo anche realisti, dobbiamo dire che in generale in Mitteleuropa in questo periodo tira una gran brutta aria. Venti di burrasca, staremmo per dire, se fossimo dei metereologi. Gli ultimi mesi, e ancora di più, le ultime settimane hanno infatti portato alla luce una serie di situazioni serie che non sapremmo bene come definire. La situazione riguarda soprattutto l’area germanofona e i suoi confini dove tra scismi sommersi, secolarizzazioni avanzanti e flirt ammiccanti col pensiero debole non si sa più dove mettere le mani. Ora noi, modestamente s’intende, un’ideuzza ce l’avremmo: ri-cominciare dalla Madonna. In che senso, direte subito voi. Ma nel solito senso, risponderemo noi. In quale altro, sennò? Va bene, lasciamo stare i giochi di parole e veniamo al dunque. Sulla crisi del Cristianesimo nell’Europa centrale si possono dire tante cose ma secondo noi una è centralissima e precede tutto quanto il resto: la Madonna non ha il posto che le spetta. Nel senso che non viene amata e pregata come si dovrebbe. Qui ci rivolgiamo soprattutto all’interno delle comunità cattoliche. Se si vede la storia degli ultimi decenni balza subito agli occhi come la devozione mariana sia stata la grande rimossa dalla scena pubblica e anche nelle opere dei teologi principali che hanno dettato lo spartito (da Rahner a Kűng). Se nel Medioevo San Bernardo poteva scrivere che di Lei, della Regina del Cielo, non si dirà mai abbastanza, nel ‘900 mitteleuropeo di Lei onestamente si è detto molto poco. E’ un fatto. I risultati sono stati un minimalismo mariologico che ha sfiorato livelli indecenti e – a nostro avviso – ha finito col fare perdere la fede a molti. Con che autorità diciamo questo? Per esempio con l’autorità di padre Pio, il santo forse più gigantesco del secolo passato, il quale diceva già allora (riferendosi all’Italia, ma vale per tutti) che il nostro Paese avrebbe cessato di essere cristiano nel momento in cui Maria non sarebbe stata più nel cuore della maggioranza delle donne italiane. Moltiplicata per mille la stessa considerazione si può applicare senza tema di smentita all’attualità – e al recente passato – mitteleuropeo dove evidentemente il magistero eminentemente mariano degli ultimi Pontefici (anche conciliari, dal famoso “non si può essere cristiani senza essere mariani” di Paolo VI, il Papa della Marialis Cultus, in giù) non è mai arrivato. Eccessivi timori ecumenici? Scetticismo verso antiche devozioni? Poca fiducia nell’intercessione della Madre di Dio? Non sappiamo, ma alla fine di questo cammino riduzionistico – diciamo così per capirci – i risultati sono stati spaventosi. Dove si è offuscata la teologia mariana alla fine si è diradata anche la fede del popolo di Dio, confermando in ciò le profezie dei Santi e dei Papi.

E’ bene intendersi su questo punto. Devozione mariana non significa solo Rosario o primi sabati del mese (sebbene, a ben vedere, la grande catechesi di Fatima ai pastorelli sia stata fondata essenzialmente su questi due punti) ma imitazione delle virtù mariane e meditazione del suo ruolo grandioso nel dipanarsi della storia della Salvezza. Alla fine di tante chiacchiere intellettualoidi di fior di filosofi e teologi gli amici mitteleuropei dovrebbero farsi una domandina semplice semplice, che poi è questa: ma i nostri ragazzi, le nostre famiglie, la amano veramente la Madre di Dio, sì o no? Se al solo sentire la domanda cominciate a esitare allora è un brutto segno. Molto brutto. Perché va detto pure che c’è stato pure un certo intellettualismo sedicente cristiano che ha fatto molto male alla fede e alla devozione mariana confermando con ciò la sua orgogliosa arroganza. Tutto il contrario della semplicità, l’umiltà e l’obbedienza che hanno fatto di Maria di Nazareth la creatura più amata dall’Onnipotente. Ci sarebbe pure da dire che il primo ad avere odiato Maria è il demonio e che quindi chi si adopera per indebolire la devozione mariana alla fine compie obiettivamente un’azione demoniaca, quale che sia il motivo. Qualcuno dirà che queste cose non si dicono più. Beh, male, perché se non si capisce la genesi dell’Incarnazione non si capisce nulla del piano di Dio, dalla Genesi in poi. In ogni caso, secondo noi c’è di che riflettere. La qualità e la diffusione della devozione mariana dicono molto della fede in Gesù Cristo perché da sempre la Madre porta al Figlio e dunque ai sacramenti che sono la via della vita di Grazia. E chi ha avuto il dono eccelso della pienezza della vita di Grazia, se non Lei? Che cosa dice la seconda riga dell’Ave Maria? Quindi, per farla breve, la devozione mariana autentica non è una cosa astratta né una favoletta per bambini ma uno dei punti non negoziabili – staremmo per dire – del Cristianesimo vissuto. Dall’Angelus al Regina Coeli al Credo che si recita ogni domenica nelle Chiese di tutto il mondo non c’è preghiera del buon cristiano in cui non sia presente. Ora, a fronte di un simile insegnamento, sempre confermato dalla migliore Tradizione, il declassamento mitteleuropeo degli ultimi decenni proprio non si capisce. Siamo in ogni caso assolutamente persuasi del contrario: la Mitteleuropa tornerà ad essere grande quando la Madonna ricomincerà ad essere amata e onorata come Madre di Dio e Madre dei popoli, quindi anche delle famiglie e delle nuove generazioni. Vale per la Chiesa, vale per le classi dirigenti e vale anche per i politici.



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