La legge Fiano spiegata da Augusto Del Noce. Ridicola, ma figlia del comunismo italiano

Il Partito Comunista, che non era democratico, fagocitò la democrazia italiana presentandosi come l’unico vero partito democratico. Una operazione in perfetto stile gramsciano c he aveva il suo perno sul fascismo come “Male assoluto”. In Italia, per decenni, essere fascisti è stata una colpa inammissibile ed essere comunisti un merito.

La cosiddetta “Legge Fiano” – dal nome dell’onorevole Emanuele Fiano, del Partito Democratico, che l’ha proposta – sulla punizione dell’apologia del Fascismo è talmente ridicola che non meriterebbe grandi discorsi. Sforziamoci tuttavia di trattarne, cercando di elevarla ad una certa dignità culturale.

La Camera l’ha approvata con i voti dei partiti di Renzi, Alfano e Speranza più altri cespuglietti. Contro tutti gli altri. Ecco il testo dell’Art. 293 bis del Codice penale approvato a Montecitorio: «Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque propaganda i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco, ovvero dei relativi metodi sovversivi del sistema democratico, anche attraverso la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti, ovvero ne fa comunque propaganda richiamandone pubblicamente la simbologia o la gestualità, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni. La pena è aumentata di un terzo se il fatto è commesso attraverso strumenti telematici o informatici».

Potrebbe ancora Margherita Hack dire che «Le conquiste sociali fatte sotto il Ventennio oggi ce le sogniamo»? Potrà ancora Bruno Vespa dire a proposito del Fascismo che «dovremmo chiederci perché un quartiere fu costruito in quattro anni, mentre oggi nello stesso tempo non si riesce ad approntare un progetto di massima»? Leggere D’Annunzio, Ungaretti o Pirandello, oppure apprezzare i manifesti di Sironi o le sculture di Arturo Martini avrà a che fare con la legge Fiano? Il nostalgico che posterà su Facebook il volto del Duce sarà perseguibile? Come si vede la cosa è ridicola, pari solo all’idea del Presidente della Camera Boldrini di impedire ai monumenti del Ventennio di offendere con la loro presenza i partigiani.

Ma se scaviamo, anche in queste sciocchezze riusciamo a trovare un senso importante. Augusto Del Noce ci ha insegnato che l’ideologia della Resistenza, plasmata soprattutto dal Partito Comunista, presentò il Fascismo come il “Male assoluto”. Per il Partito Comunista di allora questa operazione culturale produceva due vantaggi: veniva dimenticata la tragica dittatura comunista e il Partito Comunista trovava spazio nella democrazia repubblicana, facendo dimenticare i suoi assunti totalitari e i gulag staliniani. Sia il PC di Togliatti sia la nuova Repubblica Italiana avevano un comune nemico: il Fascismo (e non il Comunismo). Il Partito Comunista veniva così sdoganato.

Questa politica continuò anche nei decenni successivi. Negli anni Settanta il Fascismo continuava ad essere l’unico nemico, mentre le Brigate Rosse erano solo “sedicenti” tali. Il Partito Comunista, che non era democratico, fagocitò così la democrazia italiana presentandosi come l’unico vero partito democratico. Una operazione in perfetto stile gramsciano.

Storicamente non c’è paragone tra il Fascismo e il Comunismo sovietico. Eppure il veno nemico divenne il Fascismo e non il Comunismo. In Italia, per decenni essere fascisti è stata una colpa inammissibile ed essere comunisti un merito.

La legge Fiano è figlia di questa storia. Certo, risente anche del cambiamento dei tempi: allora c’era Togliatti, oggi ci sono Fiano e Boldrini. Purtroppo oggi non c’è nemmeno più nessun Del Noce.



3 commenti su “La legge Fiano spiegata da Augusto Del Noce. Ridicola, ma figlia del comunismo italiano

  1. Franco De Iaco ha detto:

    A proposito della legge Fiano viene spontaneo fare alcune considerazioni. La prima è sul personaggio che, come tutti i politici di sinistra, deve prima fare le proprie comparsate nelle varie trasmissioni televisive dove dimostrare di non vergognarsi di quello che dice e di dire spudoratamente quello che impone il partito. Nessun dissenso e nessun cedimento a meno che non sia funzionale nel contesto della trasmissione. Quando la maggior parte dei presenti argomenta in modo negativo una qualche esternazione di qualcuno del suo partito, arriva immediatamente il “io non ho detto questo!”. Questo serve a non farsi linciare mediaticamente e che non significa assolutamente che dissenta completamente, significa solo che lui l’avrebbe detto in altro modo.
    La seconda considerazione è sul pulpito dal quale ci viene questa ennesima predica. Un pulpito dal quale si è tuonato contro quello che ha fatto il governo del “nemico” per poi fare ancora peggio e senza alcun pudore. Sulla democraticità della sinistra, nelle sue varie sfaccettature e particolarmente nei suoi supporter non istituzionali, non solo ho dei forti dubbi ma anche l’impressione che guardino con la bava alla bocca alla dittatura della Corea del Nord. Quello sì che sarebbe un bel governare! Anche se dubito che potrebbero ancora sostenere Scalfarotto, Cirinnà e compagni/e. Tra i cosiddetti supporter non istituzionali ai quali alludevo, oltre ai giornali di partito, ai vari circoli “intellettuali” ed i vari personaggi dello spettacolo che hanno spesso successo solo presso il popolo della sinistra, c’è l’A.N.P.I. che, se non la conoscete, vi consiglio di evitarla. E’ un covo di odio e di scelleratezze che non è fomentato da chi partigiano lo è stato veramente, quello sta pensando solo agli acciacchi che lo tormentano ed ai pochi anni che gli rimangono da vivere, ma dai figli e dai nipoti e da altri disperati che possono rivivere il clima delle brigate rosse senza correre il rischio di dover sparare pallottole ma solo cattiverie gratuite. Tra le quali quella di offendere ancora nella memoria una ragazzina che, con eroico sprezzo del pericolo, hanno stuprato ed ucciso.
    Terza ed ultima considerazione sulla esaltazione dei partigiani. Sono stati di qualche peso per evitare la spoliazione delle terre dell’est conquistate a caro prezzo con il sangue di troppi disgraziati? Hanno accolto con eguale entusiasmo gli italiani che sono stati costretti con la forza e con il terrore a lasciare tutto? E per tutto intendo sia le cose materiali che quelle che hanno costruito la propria identità. Come si sono comportati gli eroi di sinistra con quell’accoglienza che oggi sbandierano come vessillo di civiltà solo perché gli permettono di sperare di ottenere voti che gli impediscano di scomparire. E quale peso hanno avuto nel far rientrare in patria i prigionieri italiani in Russia?
    Peccato che non conoscano la vergogna.

  2. Anna ha detto:

    E’ vero,entrambi hanno le loro colpe,fascismo e comunismo,…..ma il fascismo è stato il male maggiore (fascismo che si sposa con il nazismo….),Mussolini e Hitler,figli del male….non sono stati figli di Dio,…secondo me,provenivano direttamente da Satana,…sicuramente Gesù Cristo,li avrà gettati nel fuoco della Geenna…..

  3. Anna ha detto:

    …ma poi scusate,perchè avete messo questa brutta faccia di MUSSOLINI,…a me fa paura da matti,…un guerrafondaio e misogino,sfruttatore di donne,le usava solo per procreare per poi avere un esercito di uomini forte….da inviare in trincea….

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