La contraccezione non ferma le gravidanze delle adolescenti e neanche l’aborto

La contraccezione induce a vivere una sessualità più irresponsabile e – contrariamente a quanto suggerisce la falsa logica mondana – è responsabile di un aumentato numero di gravidanze indesiderate con conseguenti aborti. Nessun male può valere a evitare un altro male: queste sono le prove…

Si crede che la contraccezione limiti le gravidanze extraconiugali e soprattutto prematrimoniali e di conseguenza anche il numero degli aborti; per la serie: meglio pensarci prima che pensarci dopo. La “logica” (poi capirete perché questa parola va virgolettata) sembrerebbe dare ragione ad una convinzione di questo tipo. Ma i fatti, invece, dicono tutt’altro; e allora se si passa dalla logica-tra-virgolette alla vera logica si capisce anche perché i fatti smentiscano la convinzione di cui sopra. Il motivo è più facilmente immaginabile di quanto si pensi. La contraccezione non è mai “sicura” al 100%, soprattutto quella cosiddetta “occasionale”, cioè quella che solitamente è utilizzata dagli adolescenti. E allora se si crede che utilizzando la contraccezione, senza cambiare costume di vita, anzi vivendo la sessualità in maniera sempre più superficiale (tanto – si pensa – sono salvaguardato o salvaguardata dalla contraccezione), per calcolo delle probabilità il concepimento può venir fuori. E, una volta che accade ciò che si pensava non potesse accadere, si ricorre all’aborto come ultimo “contraccettivo”: fallito il primo metodo, s’interviene di emergenza… ma ormai non è più contraccezione.

Ed ecco spiegati i dati sociologici che sono a nostra disposizione e che sembrerebbero (secondo la logica-tra-virgolette) non avere una spiegazione. Ma quali sono questi dati? Vediamoli.

Nel Regno Unito nel 2010 il Governo realizzò un progetto impiegando ben 6 milioni di sterline per diffondere profilattici nelle scuole. Il risultato? Si raddoppiarono le gravidanze fra le adolescenti! Già prima, precisamente tra il 2004 e il 2007, sempre il Governo del Regno Unito aveva sperimentato in 27 contee un programma importato dagli USA destinato ai ragazzi tra i 13 e i 15 anni. I risultati di quell’esperimento vennero pubblicati nel luglio 2009 sulla rivista British Medical Journal. Furono risultati impietosi: le ragazze che avevano partecipato al programma avevano avuto rapporti più precoci e un maggior numero di gravidanze; e consequenzialmente il rischio di abbandonare la scuola.

Gli stessi risultati si sono avuti anche in Francia. Proprio in questi giorni il sito tempi.it riporta questa notizia: «I dati pubblicati dal Ministero della Salute Francese sull’aborto segnalano una crescita delle interruzioni di gravidanza e smentiscono il luogo comune secondo cui la contraccezione serve a diminuire gli aborti. Dal 2012 al 2013 i numeri sono cresciuti del 4,5%, raggiungendo un totale di 229.000 aborti, ben 10mila in più rispetto all’anno precedente. La crescita del numero di aborti si è verificata nonostante sia stata promossa una grande campagna mediatica per l’utilizzo della contraccezione in Francia. Nel rapporto rilasciato dal DREES (L’Istituto statistico del Ministero della Salute Francese) si legge: “Il numero degli aborti, compresi quelli praticati sulle più giovani, non può essere attribuito principalmente a una mancanza di copertura contraccettiva”. Nel 2013, infatti, il 97% delle donne (escluse quelle incinte e sterili) che hanno avuto rapporti e che non volevano figli hanno utilizzato un sistema contraccettivo. In più, “già la relazione del 2007 indicava che due donne su tre hanno abortito dopo aver utilizzato un metodo contraccettivo che non ha funzionato”. Nella relazione compaiono infine le recidive: circa una donna su tre in età fertile ha già abortito almeno una volta. Ma le cifre potrebbero anche essere peggiori, visto che i dati non possono tener conto degli effetti abortivi della “pillola del giorno dopo”, venduta senza ricetta dal 1999 e con un picco di acquisti nel 2013 di 1,2 milioni di confezioni».

Insomma, quello che dicevamo prima: la contraccezione contribuisce a vivere la sessualità sempre più irresponsabilmente e pertanto non c’è da meravigliarsi se le gravidanze indesiderate aumentino e parimenti anche l’abominevole pratica dell’aborto. Il peccato chiama il peccato. Anche la sociologia dimostra come non è possibile utilizzare un male per evitarne un altro.

di Corrado Gnerre

Fonte: http://www.settimanaleppio.it



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