«La comunione ai divorziati risposati non si poteva dare prima, non la si può dare oggi né domani»

«La comunione ai divorziati risposati non si poteva dare prima, non la si può dare oggi, non si potrà domani»: lo dice senza tentennamenti, monsignor Tadeusz Pieronek, arcivescovo emerito di Cracovia in Polonia, docente di teologia alla Jagellonica, esperto in diritto canonico e soprattutto grande amico di san Giovanni Paolo II. Con lui parliamo del […]

«La comunione ai divorziati risposati non si poteva dare prima, non la si può dare oggi, non si potrà domani»: lo dice senza tentennamenti, monsignor Tadeusz Pieronek, arcivescovo emerito di Cracovia in Polonia, docente di teologia alla Jagellonica, esperto in diritto canonico e soprattutto grande amico di san Giovanni Paolo II. Con lui parliamo del recente Sinodo sulla famiglia, per poi passare  anche all’ attualità polacca che si interseca con quella europea.

Monsignor Pieronek, è possibile, dopo il Sinodo, dare la comunione al divorziato risposato civilmente?

«No.  Non era possibile prima, non lo è oggi, non lo sarà domani. Il motivo è semplice. La dottrina della Chiesa, su questo punto, è chiara e non modificabile, immutabile. Cambiarla, significa mutare il Vangelo e  sappiamo che questo, salvo cadere in eresia o apostasia, non è pensabile. Cambiarla, inoltre, è un tradimento della tradizione della Chiesa cosa che va rispettata gelosamente, e nessuno, sinodo o papa, è autorizzato a fare questo. Noi non possiamo inventare niente, tutto è scritto. Il Sinodo, poi, è un organismo di consultazione senza alcun potere di decisione. In quanto alla comunione al divorziato risposato va detto che il divorzio è rottura col sacramento, dunque come conciliare rottura con la comunione? Chi si divorzia e risposa civilmente avendo chiaro quello che fa, è nel peccato, si ribella a Dio e la comunione a chi non è in stato di grazia non è amministrabile».

In Polonia aumentano gli esorcisti, sino ad arrivare ad un  giornale apposito, come mai?

«Oggi il diavolo cammina libero,  è scatenato. Questo dipende dalla fede debole o dai dubbi che abbiamo, e tanto più siamo deboli nella fede, tanto più Satana ne approfitta e si mostra. Lo dimostra la caduta dei valori cristiani specie in Occidente e la progressiva secolarizzazione o peggio scristianizzazione dei costumi, in tanti campi del vivere sociale».

Il demonio è entrato anche nella chiesa cattolica?

«L’azione di Satana è volta a distruggere la Chiesa ed ovviamente non ce la farà, ma ci prova sempre. Satana è per natura contro la Chiesa e a volte, come accade, si avvale di uomini di Chiesa per seminare zizzania».

In Polonia la chiesa cattolica esercita ancora il suo peso, però..

«Io non faccio politica. Penso, tuttavia, alle recenti elezioni nel mio Paese.  Il partito liberale che era al governo, si è appiattito troppo a sinistra, seguendo senza alcuna obiezione le direttive dell’Europa che oggi non si confanno spesso ai valori cristiani e alla tradizione cattolica e del nostro paese. E noi come polacchi dobbiamo anche guardare alle nostre particolarità. Come cittadini europei abbiamo non solo la facoltà, ma direi anche il dovere di ribellarci pacificamente a questa Europa che oggi è guidata su basi diverse da quelle che volevamo e in opposizione ai valori cristiani, molto attenta  solo alle oligarchie finanziarie, poco ai poveri  veri. Questa Europa non tiene conto dei valori cristiani anche nelle sue leggi. Poi sono riusciti poco alla volta a islamizzare il continente, ci troviamo davanti ad una invasione islamica».

Orban fa bene?

«Con i suoi tanti limiti, cerca di salvare la cristianità dell’ Europa».

Il suo pensiero sui diritti alle coppie gay?

«La dottrina e la tradizione sono chiare sul punto, alla pari del catechismo, che andrebbe studiato maggiormente. Chi vive in coppia gay o etero, ma senza matrimonio, sapendo bene quello che fa, è nel peccato. Dunque non può prendere la comunione».

di Bruno Volpe

Fonte: http://www.iltimone.org



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