La Chiesa Ortodossa Russa per l’abolizione totale della maternità surrogata

Alla Duma si vorrebbe discutere un regolamento sulla materia. Per il Patriarcato di Mosca questo metodo “offende la dignità umana” ed è da cancellare sia su base commerciale che volontaria. I bambini “surrogati” saranno battezzati solo dopo periodo di penitenza dei genitori. La proposta di adozioni per coppie sterili. Per la Chiesa che fa capo […]

Alla Duma si vorrebbe discutere un regolamento sulla materia. Per il Patriarcato di Mosca questo metodo “offende la dignità umana” ed è da cancellare sia su base commerciale che volontaria. I bambini “surrogati” saranno battezzati solo dopo periodo di penitenza dei genitori. La proposta di adozioni per coppie sterili.

Per la Chiesa che fa capo al Patriarcato di Mosca è inammissibile la maternità surrogata sia su base commerciale che volontaria; questo metodo di generazione dei bambini “offende la dignità umana”. Si è espresso così nei giorni scorsi Vakhtang Kipshidze, vice-presidente del dipartimento sinodale del Patriarcato per i rapporti tra la Chiesa, la società e i mass-media, in una dichiarazione rilasciata all’agenzia RIA-Novosti.

Il progetto di legge sul divieto della maternità surrogata in Russia è giunto all’esame della Duma di Stato (il Parlamento russo) lo scorso 27 marzo. Nella presentazione del testo si sottolinea che il divieto proposto sarebbe temporaneo, in attesa di elaborare un nuovo progetto complessivo di regolamento della maternità surrogata, che difenda allo stesso tempo i diritti e gli interessi dei neonati, delle madri surrogate e dei potenziali genitori.

“L’uso delle tecniche di maternità surrogata è una scelta dei genitori del bambino. La Chiesa non può appoggiare questa scelta, poiché ritiene che essa costituisca un’offesa alla dignità umana e sia in sè una tecnologia riproduttiva di dubbia moralità” – ha affermato Kipshidze.

Immorale e contro natura

La posizione della Chiesa ortodossa russa sulla maternità surrogata viene espressa con chiarezza nei “Fondamenti della Concezione Sociale”, approvati inizialmente dal Sinodo giubilare del 2000 e in seguito aggiornati diverse volte, in riferimento alle nuove questioni morali e bioetiche emerse negli ultimi anni. Si tratta del documento che più di tutti esprime la coscienza ortodossa di essere “anima” della società russa, voluto e preparato dall’allora metropolita Kirill, ora patriarca della Chiesa russa. Esso è in qualche modo il testo ispiratore della politica dello stesso presidente Putin, eletto la prima volta proprio nel 2000.

Nel documento si dichiara che “la gravidanza di una donna fecondata artificialmente, che dopo il parto restituisce il bambino ai ‘committenti’, è contro natura e moralmente inaccettabile anche nel caso venga realizzata su base non commerciale. Questo metodo presuppone la negazione della profonda intimità emozionale e spirituale che si instaura tra la madre e il figlio già durante la gravidanza”. Inoltre, tale mezzo di fecondazione provoca traumi nella madre portatrice del feto, in quanto “vengono calpestati i suoi sentimenti materni”.

Nel suo intervento alla Duma di Stato del 2015, il Patriarca di Mosca Kirill illustrò ai deputati la posizione della Chiesa circa le dubbie tecniche riproduttive. “La coscienza morale non può rassegnarsi ad ammettere a livello legislativo la legge sulla cosiddetta maternità surrogata, che trasforma i bambini e le donne in oggetti di affari commerciali e non commerciali”, dichiarò il Patriarca nell’occasione.

Limitazioni al battesimo dei bimbi surrogati

Secondo le parole di Kipshidze, i bambini nati in seguito all’uso di tecniche di maternità surrogata non hanno nulla di meno o di più degli altri bambini. Tuttavia, la Chiesa li può battezzare soltanto dopo un’adeguata penitenza da imporre a coloro che hanno preso la decisione di utilizzare tale metodo non tradizionale di generazione dello stesso. “Questa posizione esprime l’importanza che i genitori che intendono battezzare il bambino siano in sintonia con la dottrina morale della Chiesa, che ritiene inadeguata tale tecnica riproduttiva”, ha spiegato il rappresentante della Chiesa russa, ricordando che in caso di minaccia per la salute del bambino, egli verrebbe battezzato senza indugio e senza condizioni previe.

Che fare con le coppie sterili?

Nei “Fondamenti della concezione sociale” della Chiesa sono indicati i criteri di comportamento per i genitori che abbiano perso la speranza di avere un figlio con i metodi tradizionali. “Se il marito o la moglie non hanno la capacità di avere un figlio, e i metodi terapeutici e chirurgici di cura dell’infertilità non hanno dato risultati, ad essi conviene accettare con umiltà la mancanza di figli come una speciale vocazione della vita”, recita il documento. In tali situazioni si consiglia ai genitori di pensare all’adozione di un bambino.

La Chiesa Ortodossa Russa continua in questo modo a proporre tematiche di cruciale importanza alla società, che porta ancora i segni della lunga dominazione di un regime ateista che aveva distrutto in modo sistematico molti principi della dottrina morale cristiana tradizionale (il divorzio unilaterale era stato introdotto poche settimane dopo la rivoluzione del 1917). Mentre le società occidentali hanno seguito un processo di progressiva secolarizzazione, quella russa cerca quindi di percorrere l’itinerario opposto. Il Patriarcato di Mosca ritiene che proprio la difesa dei principi morali “non negoziabili”, insieme alle opere caritative e alla difesa dei cristiani perseguitati nel mondo, sia il campo privilegiato delle relazioni ecumeniche con la Chiesa Cattolica e le altre confessioni e religioni. Sarebbe un modo per creare una vera “alleanza nella fede”, senza cercare illusorie unioni o pericolosi sincretismi.

di Vladimir Rozanskij

Fonte: http://www.asianews.it



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