La Chiesa nell’Università

Il 14 novembre scorso il Vescovo ha presieduto la celebrazione eucaristica in Cattedrale per il mondo dell’Università. Don Rudy Sabadin riflette sul senso della pastorale universitaria

(Foto di Massimo Silvano)

La realtà dell’Università è una della più importanti per la nostra città sotto molteplici punti di vista, ma specialmente, per la sua stessa natura, dal punto di vista culturale. L’Università è la culla della cultura intesa nel suo senso integrale, non solo quindi come acquisizione di competenze specifiche, bensì soprattutto come formazione di un orizzonte che permetta uno sguardo critico su tutta la realtà.

È per questo che la Chiesa da sempre ha percepito come una sua vocazione specifica quella di aiutare l’uomo nella costruzione di una cultura autentica: lo dimostra tutta la storia della Chiesa, fin dalle origini, da quel dibattito che ha saputo intavolare con la cultura greca che rappresentava l’ambito culturale di riferimento del tempo.

Essa ritiene di custodire un dono preziosissimo, che il suo Signore le ha lasciato, cioè la luce spirituale del Verbo. Essa sente pertanto di non potersi esimere dal tentativo di portare tale luce nel mondo d’oggi, in particolare in quei luoghi dove questa stessa luce può diventare uno dei cardini della formazione di una visione del mondo autentica, radicata nell’Amore: questa è l’Università.

La Chiesa è già presente nell’Università di Trieste attraverso varie realtà giovanili e molti docenti che vivono la loro fede nel lavoro e nello studio quotidiano. Il compito specifico della Pastorale Universitaria non è quindi certamente quello di costruire ciò che invece è sempre opera dello Spirito di Dio.

È altrettanto vero, però, che spesso i cristiani nel mondo della cultura si sentono spaesati e non sempre riescono a riconoscersi e a parlare con una voce unica, valorizzando così appieno tutta la ricchezza e la armonica molteplicità delle loro espressioni educative. A questo livello si colloca il ruolo e il compito del Coordinamento per la Pastorale Universitaria.

Gli assi del suo contributo alla presenza cristiana nell’Università vogliono essere, per la natura e la vocazione stesse della Chiesa, sostanzialmente quattro.

Il primo è di ordine propriamente culturale. La certezza che la fede è in grado di rigenerare e dare nuova vita alla cultura muove i cristiani ad offrire al mondo soprattutto un punto di vista sintetico sempre nuovo, in grado di superare l’atomizzazione dei saperi e, in definiva, dell’uomo stesso. Il fallimento dell’ideale illuministico secondo il quale lo sviluppo della pura ragione implica necessariamente lo sviluppo dell’uomo intero, poi, spinge la Chiesa a riproporre come strutturale il legame tra verità e moralità, contro l’impostazione oggi prevalente secondo cui l’assoluta libertà va affermata anche contro la stessa verità.

In questa direzione la fede può davvero legittimarsi nel mondo della cultura ed essere fermento di novità per tutti.

Il secondo asse è rappresentato dalla stessa presenza viva della Chiesa, la quale deve trovare il coraggio di farsi promotrice di rapporti nuovi tra le persone e le strutture sociali, improntati alla fiducia e reciproca collaborazione. Questo necessita che i cristiani per primi giochino se stessi, con la loro presenza nello specifico ambito universitario in cui il Signore li ha posti.

Di qui nasce l’intento da parte della Pastorale Universitaria di impegnare le strutture diocesane secondo la logica testé indicata: la cappella universitaria, i vari istituti e gli studentati saranno i luoghi in cui iniziare a vivere e proporre la novità della fede in tutte le sue dimensioni. La consulta diocesana, poi, sarà il luogo in cui cercare la migliore via espressiva comune delle varie realtà cattoliche presenti in Università.

In tal senso, infine, andranno quindi pensate le attività spirituali e culturali che verranno proposte, le quali avranno una duplice attenzione: la prima — per così dire — ad intra, volta cioè alla formazione di una coscienza cristiana e di una fede matura all’interno della Chiesa; e un’altra ad extra, che mira cioè al confronto e al dibattito con le realtà laiche ed extra-ecclesiali nella comune ricerca del vero bene.

Nella Lumen fidei papa Francesco ha affermato che «è urgente recuperare il carattere di luce proprio della fede, perché quando la sua fiamma si spegne anche tutte le altre luci finiscono per perdere il loro vigore. La luce della fede possiede, infatti, un carattere singolare, essendo capace di illuminare tutta l’esistenza dell’uomo» (n. 4): queste parole siano il manifesto e la scommessa che sostengono l’impegno della Chiesa di Trieste a favore dell’Università.

Don Rudy Sabadin

Incaricato diocesano per la

pastorale universitaria



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