La bellezza del lavoro manuale

Tutte le professioni concorrono in qualche modo alla salvezza o alla perdizione delle anime. Con una certa frequenza, mi capita di vedere per le vie della città i netturbini che raccolgono la spazzatura con dedizione ed animo, dimostrando che accettano con una certa allegria la loro situazione di un lavoro rude. La virtù dell’umiltà, tra […]

Tutte le professioni concorrono in qualche modo alla salvezza o alla perdizione delle anime.
Con una certa frequenza, mi capita di vedere per le vie della città i netturbini che raccolgono la spazzatura con dedizione ed animo, dimostrando che accettano con una certa allegria la loro situazione di un lavoro rude. La virtù dell’umiltà, tra loro, si manifesta nell’accettare un compito che deve essere svolto e che rientra nell’ordine stabilito da Dio.
Mi incanta vedere che certuni eseguono il loro lavoro persino con il senso coreografico di una danza. Per chi sa osservare, si tratta di un bel modo di eseguire il lavoro. Infatti, alcuni di loro rimangono in piedi sui predellini metallici fissati presso alla vasca ribaltabile dei camion della spazzatura, e a un determinato momento saltano sulla via, con l’atteggiamento di chi si trovasse su un carro allegorico. Ma non lo fanno con l’intenzione di esibirsi, bensì nella sana gioia di chi sta lavorando.
Siccome il camion si sposta lentamente, essi vanno già di corsa per giungere in anticipo sul luogo dove si concentrano i sacchi della spazzatura, li afferrano e li lanciano dentro la vasca ribaltabile, senza la necessità di fermare il camion. In seguito, riprendono il loro posto sul predellino del veicolo che è in continuo movimento. E così vanno pulendo la città, dando l’impressione di chi sente il piacere di conservare pulita la città.
Se si ragionasse secondo i preconcetti di Marx, questi operai dovrebbero essere dei ribelli. Eppure, lavorando in questo modo, con questa buona disposizione, i netturbini, senza rendersene conto, fanno una vera predica anticomunista.
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In mezzo agli splendori di Venezia, è molto interessante contemplare i gondolieri mentre conducono le loro gondole. Per esempio, quando è necessario fare una manovra affinché le imbarcazioni non si scontrino, essi emettono un grido quasi cantato; e la risposta dell’altro gondoliere è ugualmente un grido cantato, e non il suono irritante di un clacson. Quindi, eseguono le manovre in modo sincronizzato, e le gondole non si scontrano, mentre loro e le loro pittoresche gondole continuano solcando i canali con tranquillità.
Ogni lavoro manuale ha il suo proprio pulchrum, la sua bellezza. In ultima analisi, ogni lavoratore può ostentare la bellezza nel modo di realizzare il proprio lavoro, riconoscendo ed affermando che Dio é l’Autore di tutte le condizioni della vita, e che egli compie la volontà di Dio anche nelle ardue circostanze.
Plinio Corrêa de Oliveira – 4 Gennaio 1985
(Rivista “Catolicismo”, Luglio 2018)
Fonte: http://circolopliniocorreadeoliveira.blogspot.com



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