Inacccettabile quel corso per insegnanti

Pubblichiamo la Lettera che due insegnanti di Trieste ci hanno inviato e un commento del Direttore. Il tema è l’utilizzo di momenti istituzionali per diffondere una ideologia. Così non va bene.

Pubblichiamo la Lettera che due insegnanti di Trieste ci hanno inviato e un commento del Direttore

Venerdì 17 maggio, in occasione della giornata mondiale contro l’omofobia,  si è tenuto presso il MIB (School of Management di Trieste) un incontro dal titolo “Educare al rispetto per superare l’omofobia”. L’incontro formativo, patrocinato dal Ministero delle Pari Opportunità e dal Comune di Trieste in collaborazione con la Provincia di Trieste, l’Ufficio Scolastico Regionale ed il circolo Arcobaleno Arcigay Arcilesbica Trieste, è stato esteso a tutti gli insegnati ed educatori delle scuole di ogni ordine e grado (aveva anche valore di credito formativo per i neoassunti). Relatori di questo corso sono stati una psicologa “esperta” di omogenitorialità e il presidente dell’Arcigay/Arcilesbica di Trieste.  

Abbiamo partecipato a questo incontro formativo in qualità di  docenti di scuola media e ne siamo uscite sconvolte. 

Innanzitutto non ci è chiaro perché sia necessario dedicare una intera giornata formativa agli insegnanti per “formarli” su un fenomeno quale è l’omofobia, che sarebbe inscrivibile nella più generale categoria della violenza e del bullismo. Perché fare violenza su un omosessuale dovrebbe essere diverso dal farla, per esempio, su un handicappato? La nostra impressione, confermata dalle affermazioni e dai toni da noi sentiti durante le lezioni, è che questa iniziativa aveva come unico scopo quello di far passare messaggi ideologici gravitanti attorno al mondo dell’associazionismo omosessuale e della teoria del gender. Del resto la scelta dei relatori non lasciava dubbi.

L’affondo più sconvolgente, a nostro avviso, è stata l’affermazione secondo cui ci sono studi scientifici (ma quali?) secondo cui i figli cresciuti in famiglie omosessuali (la cosiddetta omogenitorialità) non avrebbero nessun problema e non svilupperebbero nessuna disfunzione comportamentale e psichica. Ma cosa c’entra questo col problema dell’omofobia? Non doveva essere un corso di formazione sulle discriminazioni degli omosessuali?

A noi per la verità risulta che da vari studi, quali per esempio quello del sociologo Regnerus dell’università del Texas, confermato dal New York Times (non proprio dei chierichetti della Chiesa), risulta che i figli delle cosiddette “nuove famiglie” presentano percentuali notevolmente  più alte su tutti i fattori di rischio per la persona quali suicidio, tradimento del partner, incapacità a trovare un lavoro, psicoterapia, devianze sociali, e sono generalmente meno sani e più inclini alla criminalità rispetto ai figli delle famiglie eterosessuali.

Un’altra chicca è stata quella dello “stress da minoranza”: secondo i relatori gli omosessuali, per il fatto di essere tali, sarebbero sottoposti allo stress dovuto all’appartenenza a una minoranza. Anche qui ci chiediamo: ma cosa c’entra questo col bullismo, la violenza e la discriminazione sugli omosessuali? E’ un problema di cui dobbiamo farci carico noi il fatto che l’omosessualità sia un comportamento di  minoranza nel genere umano?

Insomma a noi questa iniziativa di inculturazione dedicata agli insegnanti è sembrata squilibrata e pericolosa sotto tanti punti di vista. Per esempio nel fatto di ingenerare negli educatori, specialmente quelli che lavorano coi più piccoli (scuole elementari e medie), la tendenza a voler individuare fra gli alunni i “potenziali omosessuali” passibili di violenza o discriminazione, determinando così confusione in un momento delicato della loro formazione.

Noi crediamo che gli insegnanti debbano vigilare sulla violenza e sul bullismo che si esercitano tra i giovani, ma che questo tema importantissimo non debba essere strumentalizzato per creare bolle ideologiche, che non risolvono il problema, ma anzi, a nostro avviso, lo aggravano, e che forse servono soltanto a veicolare messaggi di natura ideologica e politica.

Infine, per riprendere il titolo della locandina che sponsorizzava l’iniziativa “E non c’è niente da dire”, a nostro parere invece, c’è molto da dire e da sapere!

Elisabetta Chiudina-Piaceri

Rosalba Scrima                     

 

Ormai è chiaro che siamo davanti ad una ondata conformista e conservatrice di un nuovo pensiero unico intollerante che forza le menti e le coscienze sia con questi corsi di formazione di cui riferiscono queste due insegnanti, che ringrazio vivamente, sia con i prodotti culturali apparentemente trasgressivi ma in realtà ossequianti ai nuovi centri di potere, sia con le programmate trasgressioni come quella, ormai tristemente famosa, del Primo Maggio a Roma.

Uno degli aspetti più preoccupanti è quando di questo pensiero unico si fanno portatrici le istituzioni pubbliche. E’ questo il caso della scuola pubblica e del patrocinio che gli Enti locali danno a queste manifestazioni ideologicamente orientate a far passare una cultura di parte presentata come la cultura dei diritti umani. Alla lunga, però, queste forzature non pagano, ma finiscono per indurre i cittadini ad una obiezione di coscienza anche rispetto alle istituzioni pubbliche, provocando divisione nella compagine sociale, anziché unione e corresponsabilità.

Stefano Fntana



Un commento su “Inacccettabile quel corso per insegnanti

  1. COSTANTINO ha detto:

    UNIONI GAY: HANNO GIÀ TUTTI I DIRITTI

    Finalmente nel mondo della scuola qualcuno, in questo caso due insegnanti, hanno il coraggio di esternare il loro pensiero per la difesa della famiglia naturale.

    Anche se viviamo in un mondo dell’ideologia “GENDER, secondo cui l’uomo e la donna vorrebbero decidere da loro il proprio sesso, altro non è se non il tentativo di mettersi al di sopra del Creatore,

    I Gay le lobby massoniche e quanti intendono distruggere la vita coniugale, composta da un uomo e una donna, e la famiglia stessa, hanno dimenticato – o fanno finta – che sono i cromosomi XY e XX a stabilire il sesso del bambino.

    L’autodeterminazione dei Gay-lesbiche è: “la mia libertà di diventare “mamma e papà” non deve conoscere limitazioni, nemmeno quelle poste da madre natura e inscritte a lettere di fuoco nelle nostre carni, nel nostro DNA. L’uomo intende inventarsi se stesso prendendosi così gioco di Dio creatore.
    Premesso che il nostro ordinamento non contempla nessun riconoscimento giuridico pubblico alle unioni tra persone dello stesso sesso, in quanto tale forma di convivenza non appare idonea a creare quella «famiglia naturale» cui si riferisce espressamente l’art. 29 della Carta Costituzionale.
    L’obiettivo è distruggere la famiglia naturale.

    COSTANTINO

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