In Cattedrale le reliquie di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II

Nella solennità dell’Immacolata il Vescovo ha benedetto la teca con le reliquie dei due Santi Papi, proponendole alla devozione e alla preghiera dei triestini.

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Fra i tanti tesori artistici che impreziosiscono la nostra chiesa cattedrale e la rendono segno e simbolo della spiritualità e della fede della nostra città, forse pochi saprebbero indicare la piccola abside detta di sant’Apollinare che si apre nella navata destra a fianco di quella, così cara alla devozione dei triestini, che conserva i resti del san Giusto martire santo patrono della città e della diocesi. Questa piccola abside conserva tracce di affreschi (fine sec. XIII inizio sec. XIV): nella calotta una Croce gemmata sul trono fra due palme e due santi, intorno alla finestrella a transenna al centro dell’emiciclo affreschi con la Flagellazione di S. Apollinare e altre storie della sua vita. Il basamento è affrescato col motivo del finto velario e figure di animali.

L’altare, dedicato a san Nicolò, ora ospita un nuovo tesoro spirituale: una bella teca, disegnata da Dario Covi, che conserva le reliquie di san Giovanni XXIII e di san Giovanni Paolo II. Mons. Trevisini, arciprete della cattedrale, ha curato i contatti con la Soprintendenza e gli uffici diocesani per la realizzazione dell’opera, valorizzandola con una adeguata illuminazione per predisporre i fedeli alla venerazione e alla preghiera.

La reliquia di Giovanni XXIII è un ex corpore donato all’arcivescovo Crepaldi dal card. Comastri in occasione della Cattedra di san Giusto, quando venne a tracciare la vita e la spiritualità del Santo Padre che, facendosi docile allo Spirito Santo, ebbe la straordinaria intuizione di avviare il Concilio Vaticano II. La reliquia di san Giovanni Paolo II è costituita da una ciocca di capelli ed è stata donata dal card. Stanisław Dziwisz, che fu Segretario particolare di Papa Wojtyła.

L’arcivescovo che ha benedetto la nuova teca al termine della Celebrazione eucaristica nella solennità della Immacolata Concezione di Maria, ha rimarcato nella sua omelia la profonda devozione che i due Papi ebbero nei confronti della Vergine e come essi, sull’esempio di Maria seppero raggiungere “le vette della santità perché seppero dire, sempre e con eroica generosità, il loro si al Signore”. Ha poi sottolineato che “santità vuol dire essere conformi a Cristo, vuol dire seguire il suo Vangelo, vuol dire fare la sua santa volontà, vuol dire amare Dio con tutta la forza del proprio cuore e amare i fratelli, soprattutto i poveri e i bisognosi, con piena disponibilità e senza calcoli impropri. Come Maria, san Giovanni XXIII e san Giovanni Paolo II furono pieni del Signore; come Maria essi donarono al mondo il Signore. Essere santi, infatti, vuol dire essere pieni di grazia ed essere pronti a donare la grazia, la grazia che è il Signore nostro Gesù Cristo”.

Già nella celebrazione in memoriam per i santi Papi dello scorso 25 maggio, l’arcivescovo, presentando le reliquie alla Comunità ecclesiale tergestina, aveva rimarcato il legame che essi ebbero con la nostra città: Giovanni XXIII, attraverso il legame di amicizia e di stima che nutriva verso mons. Santin, e Giovanni Paolo II che a Trieste venne in visita e celebrò l’Eucaristia in cattedrale. In quell’occasione, nella Celebrazione animata dalla Cappella Civica diretta dal M° Marco Sofianopulo che compose un inno proprio per i Santi Papi. Mons. Crepaldi sottolineò come essi furono animati da una fede appassionata con un forte afflato missionario, come in tempi difficili seppero essere cristiani capaci di coltivare la speranza, come seppero essere uomini di esemplare carità cristiana, come lo Spirito di verità dimorava in loro, agiva in loro e si servì di loro per illuminare il mondo.

Ora avremo modo di venerare le reliquie dei due nuovi santi che potranno essere oggetto di considerazione spirituale nell’esercizio quotidiano della nostra pietà di popolo cristiano.



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