Il vero inventore degli assegni familiari

Gli assegni familiari: statali? (articolo su “Daoudal Hebdo”, n.112, pp. 2,3) di Yves Daoudal * Gli assegni familiari non sono stati inventati dal Governo di Vichy [1940-1944, ndr], né da un altro Governo. Si tratta di un’iniziativa privata. Sono stati inventati da un uomo di nome Emile Romanet, uno dei più grandi nomi del cristianesimo […]

Gli assegni familiari: statali?

(articolo su “Daoudal Hebdo”, n.112, pp. 2,3)

di Yves Daoudal *

Gli assegni familiari non sono stati inventati dal Governo di Vichy [1940-1944, ndr], né da un altro Governo. Si tratta di un’iniziativa privata. Sono stati inventati da un uomo di nome Emile Romanet, uno dei più grandi nomi del cristianesimo sociale. Per la precisione, com’è opportuno su tali questioni, bisogna però risalire all’industriale cattolico Léon Harmel.

Nel 1891, Léon Harmel fu uno dei primi lettori dell’Enciclica Rerum novarum di Leone XIII. Infatti, egli dotò la propria attività imprenditoriale [una filatoria ereditata dal padre, ndr] di diverse strutture, inclusi i fondi di mutuo soccorso che anticiparono (e ispirarono) l’Enciclica.

Nel 1891, per soddisfare i desideri di Papa Leone XIII sul giusto salario, decise d’istituire per l’azienda un “extrastipendio familiare”: un’indennità aggiuntiva, cioè, per i lavoratori con figli piccoli a carico. Stabilì, in sostanza, gli assegni familiari all’interno della propria azienda. Léon Harmel fu dunque molto influente negli ambienti cattolici che ragionavano sui vari aspetti della Dottrina sociale della Chiesa in gestazione, compresa la questione del salario familiare.

Durante quegli anni, un giovane impiegato d’un’impresa di caldaie a Grenoble – Emile Romanet – frequentava il Circolo Saint-Bruno [per gli studi cattolici sulle questioni sociali, ndr]. Qui esaminò l’Enciclica di Leone XIII e s’interessò, in particolare, della questione della famiglia e dell’equo salario. Romanet giunse alla conclusione che il salario dev’essere computato in funzione dei gravami familiari.

Nel 1897 divenne co-proprietario dell’impresa. Le sue idee fecero strada e nel 1915 indisse un sondaggio per stabilire quali fossero le esigenze delle famiglie in rapporto al numero dei figli. Nel 1916, d’accordo con l’altro co-proprietario (erede del fondatore), introdusse in azienda gli assegni familiari.

Poi convinse i sindacati dei muratori, dei meccanici, dei calderai e dei fonditori dell’Isère a fare lo stesso: il 29 aprile 1918 fu creato un “fondo di compensazione”. Così nacquero gli assegni familiari.

* giornalista e scrittore francese, fondatore del settimanale Daoudal Hebdo

(traduzione dal francese a cura di Silvio Brachetta)



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