Il Papa: “La teoria gender è una guerra mondiale contro il matrimonio”

Francesco in Georgia ribadisce che “il matrimonio si distrugge non con le armi, ma con le idee. Occorre difendersi dalle colonizzazioni ideologiche”

“Oggi c’è una guerra mondiale per distruggere il matrimonio”, ha detto il Papa rispondendo a braccio alla domanda che una madre georgiana gli aveva posto durante l’incontro con i religiosi e i seminaristi che si è tenuto nella chiesa dell’Assunta a Tbilisi. La donna aveva esplicitamente citato nella sua testimonianza le “nuove visioni della sessualità come la teoria gender e la marginalizzazione della visione della vita cristiana”. La risposta di Francesco non si è fatta attendere: il matrimonio, ha detto, “non si distrugge con le armi, bensì con le idee. Ci sono colonizzazioni ideologiche che lo distruggono. Pertanto occorre difendersi dalle colonizzazioni ideologiche”.

L’intervento del Papa ricorda assai da vicino quello da lui stesso pronunciato – sempre a braccio – a Napoli il 22 marzo dell’anno scorso, quando incontrò i giovani sul Lungomare Caracciolo. In tale circostanza, Bergoglio disse che “la famiglia è sotto attacco, c’è un secolarismo attivo, ci sono colonizzazioni ideologiche non solo in Europa. E’ una cultura che non vuole far vedere la famiglia, per la quale è meglio non sposarsi, rimanere a casa”. La minaccia, aveva aggiunto, è insidiata dalla “teoria del gender, uno sbaglio della mente umana che fa tanta confusione”.

Poco settimane dopo, inaugurando sul sagrato della basilica vaticana un ciclo di catechesi su uomo, donna e matrimonio, il Papa aveva rincarato la dose: “Mi domando se la cosiddetta teoria del gender non sia espressione di una frustrazione e di una rassegnazione, che mira a cancellare la differenza sessuale perché non sa più confrontarsi con essa”. La responsabilità della diffusione di tali teorie, osservò Francesco, è anche “della cultura moderna e contemporanea che ha sì aperto nuovi spazi, nuove libertà e nuove profondità per l’arricchimento della comprensione di questa differenza”, introducendo però “molti dubbi e molto scetticismo”.

di Matteo Matzuzzi

Fonte: http://www.ilfoglio.it



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