“Il mondo permette tutto, ma non perdona niente”

C’è del vero nel detto secondo cui «nella Chiesa non tutto è permesso ma tutto è perdonato, mentre il mondo permette tutto ma non ti perdona niente», riportato dal Padre Cédric Burgun, prete della Diocesi di Metz, in una sua riflessione. Don Burgun è membro della Comunità dell’Emanuele e docente presso la Facoltà di Diritto […]

C’è del vero nel detto secondo cui «nella Chiesa non tutto è permesso ma tutto è perdonato, mentre il mondo permette tutto ma non ti perdona niente», riportato dal Padre Cédric Burgun, prete della Diocesi di Metz, in una sua riflessione. Don Burgun è membro della Comunità dell’Emanuele e docente presso la Facoltà di Diritto canonico dell’Istituto cattolico di Parigi (Icp). È inoltre un convinto promotore della causa di beatificazione del politico francese Robert Schuman (1886-1963), uno tra i padri fondatori dell’Unione europea.

Lo stesso metro di giudizio, secondo il Padre è applicato nelle pene da comminare: la Chiesa – dice – «condanna gli atti, mai le persone», ma il mondo «se ne frega perché, se un atto è malvagio, tutta la persona deve pagare e cadere».

Padre Cédric non può che fare riferimento al paradosso etico-morale che cova sotto le proposte del governo socialista di François Hollande. Da una parte c’è la martellante attuazione del «liberalismo a oltranza», che sta distruggendo l’istituzione del matrimonio e della famiglia (con la mozione sul matrimonio omosessuale) e liberalizzando senza criterio ogni ambito economico e sociale. E, contemporaneamente, le persone vengono bacchettate senza pietà, com’è accaduto all’ex Ministro del Bilancio Jérôme Cahuzac, travolto da un’«ondata di rabbia, bugie, insulti» a seguito al suo coinvolgimento nella recente vicenda legata al riciclaggio di denaro e alla frode fiscale.

In realtà è l’intera gestione Hollande che sta lentamente implodendo su se stessa. Almeno dal punto di vista economico, il premier è coinvolto in prima persona, secondo quanto riporta il periodico tedesco “Handelsblatt”: «Hollande voleva debellare la corruzione e gli intrighi, ma non c’è riuscito. Scioccato, parla ormai di ‘oltraggio alla Repubblica’ e di ‘violazione alla morale repubblicana’. Tuttavia prima, e per mesi, aveva preso le difese del suo ministro [Jérôme Cahuzac], un’incoerenza che l’opposizione gli rimprovera ormai senza pietà. Il partito conservatore, l’Ump, ha già dichiarato quanto sia difficile credere che Hollande non fosse al corrente di nulla. Il presidente dovrà spiegare perché malgrado i sospetti abbia difeso Cahuzac così a lungo» (tr. dal tedesco a cura di cafebabel.com).

E comunque don Cédric Burgun, nonostante tutto, si mette dalla parte del peccatore Jérôme Cahuzac e ne parla come d’un capro espiatorio, punito da una società carica d’odio che, «da un lato, difende quotidianamente la libertà di ogni cittadino, eleggendo l’individualismo come primario e, dall’altro, condanna pubblicamente e senza misericordia qualsiasi peccatore».

La società francese è dedita, più delle altre, alla pubblica lapidazione? Sembrerebbe di sì, per certi aspetti – «écrasez l’infâme», «schiacciate [la religione] infame», gridava Voltaire ai danni dei credenti, da lui ritenuti intolleranti. Ma Voltaire fu parziale. Se infatti, a volte, la religione rigurgita intolleranza e fanatismo, fanatici di certo furono quei laici che condannarono l’innocente Alfred Dreyfus (1859-1935) per alto tradimento, perché ebreo. Il cattolico Charles Péguy, in quell’occasione, prese pubblicamente le parti di Dreyfus, scrivendo un saggio (nel 1896) sul clamoroso errore giudiziario.

In ogni caso, non solo la Francia, ma il mondo intero lapida il prossimo con facilità e cerca capri espiatori in ogni dove. Sia pure quando l’oligarchia al potere s’illude d’imporre legalmente liberalità e tolleranza.



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