Il degrado del divorzio via SMS

Il Parlamento ha approvato il divorzio express: solo sei mesi e poi tutto all’aria. Pubblichiamo l’Editoriale del Direttore di Vita Nuova in edicola oggi.

E’ stata definitivamente approvata la legge che istituisce il divorzio cosiddetto “breve”. Siccome alla brevità non c’è limite, ci aspettiamo ora che il Parlamento approvi il “divorzio via sms”, come di fatto c’è già in Spagna. Purtroppo noi non abbiamo avuto uno Zapatero, ma per scivolare in basso c’è sempre tempo.

La legge è stata approvata quasi all’unanimità, con un Presidente del Consiglio che si dice cattolico e con un Presidente della Repubblica che pure si dice cattolico e che la firmerà senz’altro. E’ stata approvata anche senza una voce di dissenso. E’ passata liscia come l’olio. Il Paese era preparato, si dice. Era preparato al peggio. Segno che le leggi si approvano sì in Parlamento ma il clima culturale della loro maturazione si costruisce nella società. Altrimenti ci sarebbero state opposizioni.

La vicenda di questa legge ci dice una cosa di una certa importanza. Il processo di secolarizzazione è feroce e vorace. Non si ferma mai.

Nell’Ottocento esisteva solo il matrimonio religioso. Poi gli Stati hanno cominciato ad approvare il matrimonio civile, con grande scandalo del popolo e della Chiesa. Non si vedeva come una istituzione così importante per la società come il matrimonio potesse reggere senza un suggello di assolutezza che poteva derivare solo da Dio. E difatti non ha retto. Gli Stati hanno quindi approvato le leggi sul divorzio, sempre con l’opposizione della Chiesa anche se non più del popolo che nel frattempo aveva subito la conquista delle nuove ideologie laiciste. Poi gli Stati hanno approvato le unioni di fatto: non più matrimonio e non più divorzio, ma semplice convivenza. Nel 2007 i Vescovi italiani si sono opposti alle unioni di fatto. Poi gli Stati hanno approvato i matrimoni tra persone omosessuali che non rappresentano un ritorno al matrimonio, naturalmente, ma una sua più profonda lacerazione. Nel frattempo, però, è scoppiata la coppia. Il sociologo Roberto Volpi ha mostrato che oggi sono in crisi anche le coppie di fatto, sia etero che omosessuali. Ognuno vive a casa propria e ci si incontra quando lo si desidera.

La secolarizzazione ha iniziato con secolarizzare il matrimonio dal punto di vista religioso. Poi, però, ha proseguito il suo cammino e ha corroso progressivamente tutti gli altri sensi del matrimonio, quello civile, quello sociale, quello esistenziale. Una volta tolto l’aggancio iniziale con l’Assoluto religioso, tutti gli altri sensi sono andati perduti. La secolarizzazione, infatti, è nella sostanza corrosione del senso e finché c’è una briciola di senso da corrodere essa non si ferma.

Tutto ciò viene presentato come un processo di libertà, dato che il senso delle cose ci pone dei limiti. Oggi la procreazione, la filiazione, le relazioni parentali non hanno più bisogno non solo del matrimonio – il divorzio breve è in ritardo, dato che non ci si sposa quasi più – ma della stessa differenziazione tra i sessi che una volta si riteneva alla base della famiglia e quindi del matrimonio. Questo è il declivio che stiamo percorrendo e la mancanza di reazioni a leggi come quella sul divorzio breve, ci dice che lo stiamo percorrendo molto velocemente.



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