Il Chiesa di Trieste ha due nuovi preti e un diacono

Il Vescovo ha ordinato due presbiteri e un diacono. Li ha invitati ad andare contro corrente rispetto al mondo, a mettere al primo posto la salvezza delle anime. Ha poi chiesto ad ognuno di fare qualcosa di speciale.

Oggi 7 dicembre, alle ore 16,00 nella cattedrale di San Giusto, il Vescovo di Trieste Giampaolo Crepaldi ha ordinato sacerdoti don Davide Chersicla e don Samuele Cecotti e diacono Davide Zanutti. Erano presenti gli altri seminaristi, i responsabili dei due seminari, le comunità parrocchiali dove i tre ordinati si sono formati, i parenti, gli amici oltre, naturalmente ai sacerdoti triestini che stanno aumentando di numero grazie a questo autentico risveglio vocazionale nella diocesi tra il Golfo e il Carso.

Nella omelia il Vescovo ha paragonato il “sì” dei tre alla chiamata di Dio al fiat di Maria di cui la Chiesa celebrava l’Immacolata Concezione. “Con la vostra ordinazione – ha detto il Vescovo -, anche per voi arriva a compimento il vostro fiat, il vostro al Signore. Resti Maria il punto di riferimento, la stella polare del vostro sacerdozio e del tuo diaconato. Se l’opera della salvezza è dono d’amore di Dio, la sua realizzazione richiede anche la vostra piena e generosa disponibilità ministeriale. Come Dio chiese a Maria la sua collaborazione per la nascita e la crescita umana di Gesù, così esige da voi il della fede, un gioioso e quotidiano mediante il quale vi invita a fidarvi ed a affidarvi a Lui”.

Il Vescovo ha raccomandato ai tre ordinati di essere guidati dallo “zelo per le anime (animarum zelus), che resta l’espressione migliore per delineare il profilo del ministero sacerdotale”.

Purtroppo – ha aggiunto – oggi la parola “anima” è quasi proibita. “Voi invece – ha detto – continuate ad affidarvi alla dottrina certa della Chiesa che insegna che abbiamo un’anima, che l’anima è il principio costitutivo che garantisce l’unità dell’uomo nella sua vita e, soprattutto, nell’al di là dopo la sua morte terrena… in modo assolutamente preferenziale, dovrete preoccupavi delle necessità dell’anima dell’uomo: delle persone che soffrono per la violazione del diritto o per un amore distrutto; delle persone che si trovano nel buio circa la verità; che soffrono per l’assenza di verità e di amore, di coloro che cercano di lasciare le spiagge desolate del peccato per approdare a quelle della comunione con il Signore”.

Infine, il Vescovo si è rivolto uno per uno ai tre ordinati. A Davide Chersicla, che è “un musicista e un po’ artista” ha chiesto di “di coltivare la bellezza della fede cristiana. Un grande teologo russo Evdokìmovscrisse cheè nella bellezza che il mondo sarà salvato; ma, aggiungeva, salverà il mondo quella bellezza che si concretizzerà come spazio di manifestazione dell’Invisibile.

A Samuele Cecotti, “studioso e cultore della filosofia e teologia di San Tommaso”, il Vescovo ha chiesto di “di amare e coltivare la verità, cioè GesùCristo, il Logos eterno del Padre celeste. Lui, e solo Lui, è la Via, la Verità e la Vita (cfr. Gv 14,6) … In tempi di relativismo imperante non aver timore di farti cultore della filosofia cristiana dell’essere. Essa è ascolto delle cose o, meglio, ascolto dell’ordine delle cose, creato da Dio. Le cose ci parlano perché sono una sinfonia, un tutto ordinato, hanno un senso unitario che ci precede”.

Al diacono Davide Zanutti, il Vescovo ha chiesto di “di esercitare il tuo ministero con il massimo della carità, soprattutto verso i feriti della vita e le persone fragili. Essi devono essere al centro del tuo cuore, tenuti, tutti e sempre, nella più grande considerazione, amati con dedizione, generosità e concretezza! Gesù – il cui vangelo non è un programma politico, sociale o economico – non si è contentato di annunciare solo con la parola la trasformazione di cui la sua missione doveva essere il punto di partenza”.

 

 



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