I nuovi orizzonti di Nek

“Spogliati di tutte le tristezze con un bel sorriso e sposta l’obiettivo sempre avanti, perché se guardi meglio, oltre il limite di ogni orgoglio, c’è di più”   Come essendosi riappropriato di una vera identità, nell’album omonimo “Filippo Neviani” del 2013, l’artista originario di Sassuolo non disdice, come ha fin dall’inizio della sua carriera sempre […]

“Spogliati di tutte le tristezze con un bel sorriso e sposta l’obiettivo sempre avanti, perché se guardi meglio, oltre il limite di ogni orgoglio, c’è di più”

 

Come essendosi riappropriato di una vera identità, nell’album omonimo “Filippo Neviani” del 2013, l’artista originario di Sassuolo non disdice, come ha fin dall’inizio della sua carriera sempre fatto, le belle canzoni d’amore, ma le spinge, parafrasando un altro suo famoso brano, in un’altra direzione: «Ho voglia di ricominciare, lasciare tutto e andare, cambiare giro…».

Con oltre 10 milioni di dischi venduti, Nek ha proposto, fin dai primi pezzi, canzoni d’amore vibranti di sentimenti, emozioni, appassionate come la eloquente “Stai con me” del 1992: «Senza energia, senza la fiamma del tuo amore, io senza te sono un uomo senza forza. Ti ricordi come eravamo, in una favola abbiamo vissuto». Alla ricerca di quel potente calore umano, che ha trovato compimento nel progetto di evangelizzazione suscitato dall’incontro del 2006 con Chiara Amirante, fondatrice della comunità Nuovi Orizzonti, Nek ha potuto abbattere definitivamente quel muro che ha riconosciuto essere presente dentro ogni persona, come cantava nel lontano 1993: «E il muro di Berlino nessuno l’ha buttato giù, è un muro che non cadrà mai (…) è un muro dentro te, un muro che hai voluto tu». Anche se i temi dell’amore tra un uomo e una donna sono sempre stati cari a Nek, non sono mancate le denunce esplicite contro un mondo disumano e alienante, come espresso nella emblematica canzone “Manager” del 1992: «Manager, ma ci credi tu al tuo tempo speso così?». Non mancava di avvisare e di ammonire gli amici, in quegli stessi anni, a non arrendersi: «Amico mio anche tu resta in piedi come noi, pensa quanto è orribile vivere nell’indifferenza di un mondo apatico; è vero che si parla tanto senza fare niente e che solo poca gente si muove operando veramente…».

Divenuto particolarmente famoso con la canzone: “Laura non c’è” presentata al Festival di Sanremo del 1997, Nek ha replicato con un altro successo al Festivalbar con “Se io non avessi te” del 1998: «Sai che amarti non è mai abbastanza, è che tu sei tutto quello che mi manca». Ai testi impregnati di brividi e di sensazioni forti di amore, come ad esempio in “La vita è” del 2000: «La vita è avere te, pensarti e saperti mia, temevo di sbagliare io e invece sei il mondo mio» oppure nel brano “Le cose da difendere” del 2002: «Sono tutte qui, come brividi tutte dentro di me le cose da difendere e la prima rimani tu…», Nek ha dedicato molti brani. In un’altra celeberrima canzone (“Lascia che io sia”), il cantante modenese reiterava il suo costante appello all’essenzialità dell’amore: «Lascia che io sia il tuo brivido più grande, non andare via, accorciamo le distanze».

Nella canzone presentata ancora con successo al Festival di Sanremo 2015 “Fatti avanti amore”, Nek ha reso ancora più esplicito l’amore cristiano autentico vissuto anima e corpo, in cui la dimensione corporea delle braccia e l’abbraccio spirituale di un cuore aperto è entusiasticamente celebrata: «Siamo fatti per amare nonostante noi siamo due braccia con un cuore». Precedentemente, nel 2008, Nek aveva ribadito l’importanza del vero amore con il brano “Se non ami”: «Potrai essere qualcuno se ti va, ma se non ami non hai un vero motivo per vivere, non ha senso quello che fai». Cantando si impara con Nek ad apprezzare quel magis, quel di più che si rivela nell’amore sincero e che ci orienta alla nostra vera casa, come testimoniato nella canzone “Dammi di più” del 2013: «Cerchiamo un cielo per andarci a vivere, inventiamo oltre il buio…». Nella significativa “Hey Dio”, Nek richiama ed inneggia alla vera risorsa per guarire un mondo malato incapace di amare: «Hey Dio vorrei sapere anch’io se questo mondo malato può ancora essere mio, e se il domani che arriva è molto peggio anche di così… C’è bisogno di amore, è tutto quello che so, per un futuro migliore, per tutto quello che ho, per cominciare da capo e ritrovare una coscienza! Per fare a pezzi con le parole questa indifferenza… Non potrei stare fermo mai davanti a un mucchio di niente. Io voglio cominciare da qui, l’amore è il vero motivo per essere più liberi».

All’apertura di un amore disinteressato e non centrato su se stessi, richiama il pezzo “Soltanto te”: «È evidente che non esisti soltanto te. Questo mondo che è da rifare, ora non te ne puoi fregare, non va bene così com’è e quindi smettila di pensare come centro dell’universo soltanto te». Al Nek “cavaliere della luce” che cerca di irradiare nel mondo, anche attraverso delle semplici ma non banali canzoni d’amore, un raggio di vita vera, non rimaneva che ricominciare e ripartire, come nella canzone indicativa “E da qui” del 2010: «È bello sognare di vivere meglio, è giusto tentare di farlo sul serio per non consumare nemmeno un secondo (…) con questa canzone dico quello che da sempre so, che la vita rimane la cosa più bella che ho».



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