Giornalisti agli ordini dei Governi?

Ordine dei Giornalisti e Assostampa si difendono dalle critiche di Vita Nuova. Lettera e Comunicato stampa allegati. Ci torneremo sopra. Ma intanto una domanda: da quando i giornalisti prendono ordini dai governi?

DA QUANDO I GIORNALISTI PRENDONO ORDINI DAI GOVERNI?

 

Mercoledì 29 maggio, l’Associazione Nazionale della Stampa del FVG ha diramato il Comunicato stampa che pubblichiamo qui sotto. Avrò modo di fare le mie considerazioni in proposito nel prossimo numero di Vita Nuova, compresa l’estrosa citazione di papa Francesco e la ricostruzione di come è avvenuto l’incontro di formazione organizzato dall’Ordine. Per il momento mi limito a chiedermi: da quando i giornalisti prendono ordini dai governi? 

Le Linee guida del Ministero per le pari opportunità, che vorrebbero impedire ai giornalisti di adoperare espressioni come “famiglia naturale” sarebbero “non di parte”? Il ministero dà le Linee guida per i giornalisti e l’Ordine le applica automaticamente? Avviene così nei regimi. A scanso di equivoci, dico subito che a Vita Nuova quelle Linee guida non verranno mai applicate, e non credo che in questo modo daremo scandalo per scarso senso istituzionale, forse daremo un esempio di libertà professionale e deontologica. Quando il Ministero ha pubblicato le Linee guida per i giornalisti, l’Ordine ha dichiarato di non farle proprie. E ha fatto bene, ci mancherebbe solo che il potere politico dettasse  la deontologia dei giornalisti. Perché invece ora se ne investe acriticamente e le applica automaticamente nei suoi corsi di formazione? Su questo mi piacerebbe avere una risposta. Per il resto rimando al prossimo numero di Vita Nuova.

Stefano Fontana

 

COMUNICATO STAMPA

a tutti i colleghi / con preghiera di diffusione

L’Assostampa Fvg esprime piena e convinta solidarietà a Cristiano Degano e ai colleghi dell’Ordine regionale, oggetto di un pesante e ingiustificato attacco da parte del direttore del periodico Vita Nuova. Il sindacato regionale dei giornalisti ha deciso di collaborare con l’Ordine nell’organizzazione dei corsi di aggiornamento professionale previsti dalla legge, convinto della necessità di trasformare un obbligo di legge in opportunità di aggiornamento, conoscenza e crescita per tutta la categoria in questo momento di pesante crisi ma anche di epocali trasformazioni. Nell’incontro in questione c’è stato spazio per tutte le opinioni, e così sarà anche nei prossimi appuntamenti. Se qualcuno preferisce rimanere in silenzio durante gli incontri pubblici, e poi lanciare le proprie scomuniche dalle colonne dei giornali, forse il problema è un altro: secondo alcuni, di certi temi non si deve parlare. E l’ammonimento di Papa Francesco (chi sono io per giudicare un gay…?) evidentemente fatica a trovare ascolto. Ma vediamo la lettera di Degano.

 

Leggo su Vita Nuova l’articolo del Direttore, Stefano Fontana, sui corsi di aggiornamento professionale per i giornalisti promossi dall’Ordine del Friuli Venezia Giulia dal titolo “La rieducazione dei giornalisti”.

Non c’è, ovviamente, nessuna volontà di “rieducare” ma solo la necessità di predisporre degli incontri, appunto, di aggiornamento professionale che la legge, da quest’anno, ci impone di organizzare per i colleghi. Come Ordine regionale cerchiamo, comunque, di trasformare un obbligo di legge in un’opportunità per la categoria. L’opportunità di informarsi e aggiornarsi su diversi temi che riguardano la professione, a cominciare da quelli deontologici. Per questo abbiamo accettato, insieme all’Assostampa, la proposta del Comune di Trieste per un incontro sull’informazione relativa alle persone omossessuali e transessuali, e quindi anche alla questione, particolarmente attuale, dell’omofobia. Lo abbiamo fatto illustrando non posizioni di parte, proposte da questa o quella associazione, ma le linee guida del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, quindi una posizione istituzionale. Sottolineando oltretutto, nel presentare i relatori, che si trattava di un’opportuna informazione ai colleghi su tali linee guida e non certo di un’imposizione da parte dell’Ordine. Dispiace poi che si definisca l’appuntamento “caratterizzato dall’assenza completa di dialogo e confronto”. Al termine delle relazioni abbiamo infatti lasciato spazio a interventi e osservazioni. Se qualcuno, a cominciare dal Direttore Fontana o da qualche suo collaboratore, avesse voluto illustrare punti di vista diversi avrebbe potuto farlo. Anzi, il confronto sarebbe stato sicuramente utile.

In ogni caso, sono sicuro che i colleghi giornalisti, non solo quelli di Vita Nuova, sono in grado di partecipare a questi ed altri appuntamenti formativi con cognizione di causa, non limitandosi, come teme il Direttore Fontana, a “bere senza protestare”.

Cristiano Degano, presidente Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia



Un commento su “Giornalisti agli ordini dei Governi?

  1. Alfiero ha detto:

    Le direttive ministeriali recepite e rese effettive dall’Ordine e le connessioni di regime attuale mi sembrano molto simili a quelle del ministro fascista Giuseppe Bottai quando, nel 1931,emanò l’uniformante “Carta della Scuola”…Ben s’intente: per una sana e civile educazione del discolo Balilla!

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