Grazie, Sentinelle!

Sabato scorso 11 gennaio sono tornate in Piazza Unità le Sentinelle in Piedi. Il loro austero silenzio è una lezione di serietà e di consapevolezza umana. E’ la migliore forma di lotta nel vacuo frastuono del pensiero unico che ci ubriaca.

Sabato 11 gennaio sono tornate a farsi vedere le Sentinelle in Piedi che hanno sostato in silenzio in piazza Unità. Il loro numero è aumentato rispetto alla prima manifestazione triestina di qualche settimana fa. In contemporanea, a Roma, si svolgeva la manifestazione della Manif Pour Tous Italia.

Il movimento spontaneo delle Sentinelle in Piedi, che sorge dal basso, non ha connotazione ecclesiale o clericale, è semplicemente la coscienza che si ribella allo stravolgimento della natura umana che si vuole attuare con leggi come quella sull’omofobia. E quindi un movimento che dà speranza, una ribellione silenziosa all’indifferenza, spiriti che non si rassegnano ad accettare che l’omosessualità diventi ragion di Stato, che si imposti nelle nostre scuole una educazione sessuale indifferenziata o eclettica non rispettosa dell’ identità naturale maschio-femmina, che si impartiscano indicazioni di regime (le nuove “veline”) da parte dell’UNAR su cosa non si può dire, scrivere e insegnare, ossia che la coppia che costituisce una famiglia è solo quella tra uomo e donna e che c’è un solo modo umano di procreare, persone che sanno ancora usare il semplice buon senso, senza cedere alla pervadente ideologia omosessualista che ha fissato ormai l’unico peccato veramente mortale: concepire una nuova vita a letto, tra marito e moglie e preparando per essa un vero nido accogliente e umanizzante.

Vedere quelle persone in piedi, in silenzio, in riflessione o in lettura, nel frastuono della vita cittadina che le circonda, ci conforta. L’uomo parla sempre – scriveva Heidegger – anche quando sta in silenzio. Il silenzio delle Sentinelle è tanto più eloquente quanto più silenzioso. Cosa dire davanti all’assurdità? Cosa dire davanti alla perdita completa delle evidenze? Cosa dire davanti alle pressioni delle lobbies o alle conveniente politiche? Cosa dire davanti ai tanti che non sanno più dire sì, sì, no, no e bizantineggiano su tutto? L’austero silenzio delle Sentinelle è una lezione di serietà e di consapevolezza umana. E’  la migliore forma di lotta nel vacuo frastuono del pensiero unico che ci ubriaca.

 



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