Giudici: coincidenze che fanno pensare

Il 21 settembre scorso, alla Festa di Vita Nuova, il Prof. Tommaso Scandroglio ha messo a nudo le responsabilità distruttive di tanti giudici italiani. Lo stesso giorno – 21 settembre – del 1990 moriva a Palermo il giudice Rosario Livatino, Servo di Dio, a cui si ispira il “Centro Studi Rosario Livatino” che contro quella responsabilità distruttiva sta combattendo.

Mercoledì 21 settembre 2016 il giornale diocesano Vita Nuova ha raccolto i collaboratori e i simpatizzanti per festeggiare insieme e soprattutto per riflettere su un tema quanto mai attuale: il nostro Bel Paese è democratico?

Alla presenza dell’Arcivescovo Giampaolo Crepaldi e del direttore di Vita Nuova Stefano Fontana, il professor Tommaso Scandroglio, giornalista e docente di Etica e Bioetica all’Università Europea di Roma ha presentato una relazione dal titolo La falsa democrazia dei giudici, nella quale ha proposto una sorta di radiografia della democrazia così come oggi viene interpretata in Italia.

La crisi delle procedure democratiche e dei contenuti stessi della democrazia italiana sono sotto gli occhi di tutti, la cosiddetta Legge Cirinnà ne è un esempio eclatante

Il relatore ha individuato una delle cause della situazione attuale nel fatto che il potere giudiziario si arroga il diritto di applicare, disapplicare, interpretare le leggi in maniera del tutto ideologica, in barba ai principi cardine del nostro ordinamento e perfino in spregio alla teoria della separazione dei poteri; soprattutto in ambiti eticamente sensibili (aborto, eutanasia, matrimonio e adozione per le convivenze omosessuali, fecondazione eterologa, utero in affitto), numerosi sono stati gli esempi di “giurisprudenza creativa” con la quale i giudici hanno scavalcato perfino la Costituzione italiana, ignorandone lo spirito o travalicando la cornice interpretativa che l’ordinamento prevede.

Con la complicità dei mezzi di informazione e in presenza di una classe politica sul cui valore non merita spendere troppe parole, ecco che di fatto in Italia si realizza una pericolosa tecnocrazia oligarchica, un governo dei giudici ideologicamente votati alla distruzione dei principi di realtà e di verità, che sono alla base della democrazia così come la intendono i cattolici rettamente formati; siamo dunque in bilico su un pericoloso piano inclinato, alla fine del quale il baratro del totalitarismo è spalancato per inghiottire la democrazia senza valori nella quale stiamo vivendo.

Sorge spontanea la domanda dei casi estremi: cosa fare? Forse la Provvidenza ci ha messo ancora una volta lo zampino…il 21 settembre 1990 moriva ad Agrigento, in un attentato di mafia, il giudice e Servo di Dio Rosario Angelo Livatino, definito da san Giovanni Paolo II “martire della giustizia e indirettamente della fede” e per il quale è in corso il processo di beatificazione. Nessuno sa cosa avrebbe pensato il “giudice ragazzino” dei suoi colleghi “creativi”; oggi, il “Centro studi Rosario Livatino”, un gruppo di giuristi, magistrati, avvocati, docenti universitari, ne onora la memoria approfondendo i temi della vita, della famiglia e della libertà religiosa avendo come quadro di riferimento il diritto naturale. Dunque, il piano inclinato ha ancora appigli ai quali ancorare il nostro disgraziato Bel Paese!

Nel vallone accanto alla superstrada dove Livatino era precipitato agonizzante per sfuggire agli assassini, fu trovata accanto a lui la sua agenda di lavoro, sulla prima pagina della quale spiccava la sigla “STD”: “Sub tutela Dei”. Altro non serve.

 



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