Gioco del Rispetto: perfino i disegni non vanno bene

Nel Gioco del Rispetto vengono usati disegni che non favoriscono la maturazione dei bambini. Facciamo un esempio.

di Dott. Valentina Morana
Psicologa investigativa-Psicoterapeuta

Su richiesta di un genitore che mi ha contattato per una spiegazione tecnica di questa scheda, così rispondo:
Questa scheda viene proposta a bambini di ¾ anni, cioè soggetti in formazione, come spunto educativo. Da quello che si può osservare, tutti i soggetti rappresentati non hanno orecchie né naso. Le figure in giallo e nero hanno il braccio sinistro nascosto dietro la schiena, le figure in verde invece hanno la mano destra nascosta. Il soggetto raffigurato come papà ha i capelli come il soggetto raffigurato vicino alla “figura mamma”, e ugualmente il soggetto raffigurato come mamma ha i capelli come il soggetto raffigurato vicino alla “figura papà”.

Analisi
Qui gli adulti e i bambini sono rappresentati come fotocopie, e i bambini hanno abbigliamento identico: questo crea confusione in chi deve osservare, e soprattutto creare la propria immagine. La mancanza del naso, delle orecchie, delle braccia e delle mani, rendono difficile al bambino, la identificazione dello schema corporeo che è in costruzione in quel periodo. Perché il bambino apprende soprattutto dall’osservazione. Le orecchie ma soprattutto il naso, sono aspetti fisici identificativi del sesso dell’individuo, e qui sono assenti. Però parliamo di bambini in formazione, che in quanto tale, necessitano di tutti i punti di riferimento dello schema corporeo. Da questo punto di vista, questa scheda è un errore tecnico per l’età a cui è rivolto.
C’è poi la mano nascosta. Nei bambini può stimolare lo stato d’animo del timore, come espresso alle volte da quei bambini che per timidezza o timore, mettono entrambe le mani dietro la schiena, o nascondono una delle due. Oppure quando hanno difficoltà di contatto. Perciò l’immagine rischia di stimolare questo.
Creare due immagini simili, senza elementi identificativi, in realtà complica la conoscenza di sé e del mondo. L’immagine ambigua (nel senso letterale del termine) crea il dubbio, con eventuali ripercussioni sulla crescita psicofisica dei bambini. Noi psicologi, sappiamo molto bene che il dubbio nell’essere umano, è come un mostro psichico che frena l’azione e la propria autodeterminazione.



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