Gioco del rispetto, avevano ragione i genitori che denunciarono il caso!

Ribadito dal Ministero il diritto dei genitori a conoscere il POF prima dell’iscrizione dei figli a scuola

Lo scorso mese di marzo ha avuto rilievo nazionale la protesta di un genitore per i metodi e le modalità con cui si era cercato di introdurre all’interno di una scuola materna un progetto che andava in più punti ad affrontare tematiche eticamente sensibili, denunciando la mancanza di trasparenza nei confronti delle famiglie; pochi giorni dopo il Comune di Trieste ha replicato rivendicando la correttezza delle prassi eseguite, salvo venir successivamente smentito sia dal genitore stesso, che dai fatti.

Ebbene, lo scorso 6 luglio 2015 il Ministero dell’Istruzione ha diramato la circolare AOODGSIP n. 4321 avente per oggetto “Piano dell’Offerta Informativa ( P.O.F.)”.

Tale circolare è, cito testualmente, “occasione per ribadire la corretta prassi che le scuole sono chiamate a seguire sin dall’inizio dell’anno scolastico nell’ambito dei P.O.F. “; la circolare ribadisce inoltre che, ai fini della predisposizione del Piano, il dirigente scolastico deve promuovere i rapporti con tutte le rappresentanze, tenendo conto delle proposte e dei pareri formulati dagli organismi e dalle associazioni dei genitori.

La circolare richiama l’attenzione sul “Patto di corresponsabilità educativa” istituito dal D.P.R. 235/2007 che punta ad assicurare la massima informazione alle famiglie su tutte le attività previste dal P.O.F. ; ribadisce inoltre che “le famiglie hanno il diritto, ma anche il dovere, di conoscere prima dell’iscrizione dei propri figli a scuola ai contenuti del Piano di Offerta Formativa”.

Nella circolare viene inoltre specificato che “i progetti relativi a qualsiasi tematica possono essere realizzati, in orario curriculare, sia nell’ambito del curricolo obbligatorio, sia nell’ambito della quota parte facoltativa, ma pur sempre previsti dal Piano dell’ Offerta Formativa. La partecipazione a tutte le attività extracurriculari, anch’esse inserite nel P.O.F., è per sua natura facoltativa e prevede la richiesta del consenso dei genitori per gli studenti minorenni”.

Nulla di nuovo quindi rispetto a quanto sosteneva nei mesi scorsi il genitore che ha sollevato il caso, con buona pace di chi riteneva che fossero state seguite tutte le procedure in forma corretta e con buona pace di tutte quelle insegnanti che si indignano proclamando che ” non esiste che un’insegnante debba chiedere ai genitori il consenso per le attività da svolgere”.

Dispiace per loro, ma questo esiste sì, ed è riportato nel sopra citato “Patto” istituito dal D.P.R. 235/2007 e rimarcato dalla circolare ministeriale dei giorni scorsi.

Se questo non è sufficiente, persino il Sottosegretario all’Istruzione Gabriele Toccafondi, in una lettera inviata al settimanale Tempi, ha scritto “Quello che si fa a scuola deve essere conosciuto preventivamente dai genitori, i quali, Costituzione alla mano ( Art. 30), sono gli unici ‘titolari’ della competenza in merito al ‘diritto dovere’ di istruire ed educare i figli”.

Pur essendo in stagione di meritate vacanze,va però ricordato che, così come un genitore sulla spiaggia non toglie gli occhi di dosso ai figli, con lo stesso impegno si deve continuare a vigilare su quanto sta accadendo nel mondo della scuola, senza mai dare nulla per scontato.

Sarà ancora più importante, all’inizio del prossimo anno scolastico, prestare la massima attenzione a quanto viene proposto ai figli nelle scuole ed in quest’ottica avrà un ruolo fondamentale anche la presentazione della lettera per il “consenso informato”, giusto a ribadire quanto già espresso dal ministero dell’istruzione stesso.

Paolo Vogel

 



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