Trieste: gender, scuola e audizioni regionali. Facciamo il punto

Perché i POF vengono approvati solo alla fine di ottobre? Perché si fanno riunioni con i genitori prima che il POF sia approvato? Perché il POF è scritto in modo così ambiguo? Perché l’assessore Grim dice che il Gioco del Rispetto si fa in tutte le scuole comunali ma nei POF non ce n’è traccia? Alle famiglie deve esser data chiarezza.

Mercoledì 9 dicembre la VI Commissione regionale competente, presieduta dal Consigliere Franco Codega, del PD, ha convocato una audizione pubblica sul problema del gender nelle scuole. In contemporanea sul quotidiano on line La Nuova Bussola Quotidiana veniva pubblicato un mio articolo sulla vicenda capitata ad Amedeo Rossetti: suo figlio è stato depennato dalla scuola materna comunale “I Cuccioli” di Trieste perché erano passati i tempi di legge mentre mamma e papà cercavano di informarsi su cosa si intendesse insegnare a loro figlio. Non riprendo qui né la cronaca della Audizione in regione né l’articolo sulla vicenda Rossetti a cui rimando i lettori. Faccio solo qualche osservazione generale su questo nodo di problemi.

Prima di tutto, dato che la questione del gender nelle scuole non è una invenzione e si potrebbe fare un lunghissimo elenco di casi a riprova di ciò, come mai il POF viene approvato di solito alla fine di ottobre? E’ già passato un mese e mezzo di scuola. E perché si fanno riunioni con i genitori sul nuovo anno scolastico prima che il POF sia approvato? Cioè al buio. Ambedue le cose sono successe alla scuola “I Cuccioli”. In tempi normali potremmo anche soprassedere.  Ma in tempi di emergenza, con molti genitori in apprensione, perché le istituzioni non si fanno carico di queste giuste preoccupazioni delle famiglie? Perché il POF non viene approvato entro la prima settimana di scuola? In modo che tutti sappiano e si possano regolare di conseguenza?

Secondariamente. Il testo dei POF deve essere non generico ma preciso e dettagliato. Ormai sappiamo tutti che frasi come “educazione alla tolleranza e al rispetto delle differenze” oggi non soddisfano perché sono ambigue. Una scuola, in ordine alle finalità espresse in questa frase potrebbe anche dare lezioni esplicite di omosessualità, perché anche quella è una differenza.

Quindi – e siamo alla terza osservazione – quando una famiglia chiede informazioni, come per esempio ha fatto Amedeo Rossetti scrivendo al Comune, bisogna essere con essa molto chiari e dare le informazioni e le assicurazioni richieste perché la prima responsabile dell’educazione dei figli è la famiglia. In primavera, quando era scoppiato la questione del Gioco del Rispetto, l’assessore Grim aveva ritirato l’implementazione del Gioco per motivi tecnici e aveva anche detto che l’anno scolastico successivo, ossia in quello ora in corso 2015-2016,  il Gioco del Rispetto si sarebbe fatto in tutte le scuole comunali. Però nei POF delle Scuole comunali non ce n’è traccia. Una qualsiasi famiglia potrebbe essere quindi preoccupata: si farà o non si farà? E se questa famiglia chiede spiegazioni ha diritto di ricevere risposte chiare.

Alla conclusione dell’audizione in Regione, il consigliere Codega ha detto che, comunque, le proteste dei genitori sono molto limitate e, quindi, il problema non esiste. Qui ci sono due cose da dire. La prima è che la pubblica amministrazione non deve agire solo di rimando rispetto ai cittadini, ma anche di anticipo, secondo ciò che è giusto. La seconda è che bisogna che i genitori si facciano sentire di più perché le istituzioni si accorgano del problema.

 

 



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