Formazione all’impegno sociale e politico: un nuovo inizio

Il 19 marzo, ore 18,00, a Palazzo Economo in Piazza della Libertà 7 a Trieste, il Vescovo presenta e inaugura la Scuola di Dottrina sociale della Chiesa per la formazione all’impegno sociale e politico. Invitati soprattutto i giovani.

Il prossimo 19 marzo verrà inaugurata a Trieste la Scuola diocesana di Dottrina sociale della Chiesa per l’impegno sociale e politico. Il Vescovo la presenterà in un incontro pubblico a Palazzo Economo alle ore 18,3 (Piazza della Libertà, 7, Trieste). E’ un fatto importante che il Vescovo aveva già annunciato da tempo e a cui aveva anche dedicato un suo libretto dal titolo “Laboratorio Trieste. La formazione dei cattolici all’impegno sociale e politico” (Cantagalli, Siena 2012).

La Scuola è organizzata dalla Diocesi, dalla Commissione per i problemi sociali e dall’Osservatorio Cardinale Van Thuân sulla Dottrina sociale della Chiesa. Avrà un programma biennale e si articolerà in otto incontri per ogni sessione annuale con scansione quindicinale. Luogo degli incontri sarà il seminario di via Besenghi.

Una delle novità di impostazione di questa scuola è chiaramente indicata dal titolo. Normalmente questo tipo di incontri di formazione vengono chiamati “Scuola di formazione all’impegno sociale e politico”, in sigla SFISP. In questo caso, invece, il titolo dice che scopo diretto della scuola è di formare alla Dottrina sociale della Chiesa e, indirettamente all’impegno sociale e politico. Viene messo l’accento sulla Dottrina sociale della Chiesa, che è il patrimonio di principi, criteri e direttive di azione che dovrebbe guidare un cattolico nello spazio pubblico.

Questa notazione è importante. Spesso, infatti, la Dottrina sociale della Chiesa veniva relegata all’incontro inaugurale e poi si passava ad affrontare le varie tematiche concrete con l’intervento di esperti. Ma senza la luce della Dottrina sociale della Chiesa la formazione diventa solo tecnica e non permette di elaborare una cultura che anche valuti, giudichi e orienti l’azione.

Un’altra novità nella impostazione della Scuola sarà che non si tratterà di una serie di conferenze. Una Scuola richiede un progetto unitario e una continuità negli interventi. Chiamare vari relatori, anche competenti, a trattare i singoli argomenti non permette di maturare una visione di insieme. Gli interventi risultano per forza slegati tra loro sicché il frequentante riceve diversi spot, molti stimoli disparati, ma niente di organico. Ai partecipanti sarà fornita la dispensa con i testi degli incontri, riferimenti bibliografici mirati e verranno esaminati insieme casi di studio in modo che tutti gli interventi saranno tasselli di un unico discorso organico.

Altro aspetto importante da mettere in evidenza è che la Scuola è pensata come un fatto di Chiesa. Gli incontri saranno preceduti e conclusi da una preghiera, perché non si tratta solo di trasmettere delle nozioni, ma di formare il cristiano ad un impegno sociale e politico visto come vocazione personale ed ecclesiale. La Chiesa evangelizza la politica anche tramite i fedeli laici che orientano il mondo a Dio. Si tratta di acquisire nozioni ma soprattutto una sapienza ed infatti la Dottrina sociale della Chiesa è “della Chiesa”.

La Scuola non è rivolta solo a persone che hanno già deciso di impegnarsi in politica. E’ rivolta a quanti – soprattutto giovani – sentono il bisogno di una formazione approfondita sulla presenza pubblica della Chiesa e sull’impegno personale del cristiano a costruire una società degna dell’uomo e a gloria di Dio.



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