Festa di Vita Nuova: il Bel Paese è ancora democratico?

La Quarta Festa di Vita Nuova si terrà mercoledì e giovedì 21 e 22 settembre 2016, presso il Centro Pastorale Paolo VI di via Tigor. Sarà presente il Vescovo. Il programma è in prim piano nella home page di questo sito.

(Nella foto una passata edizione della Festa di Vita Nuova)

Mercoledì 21 e giovedì 22 settembre, al Centro Pastorale Paolo VI, ci sarà la Festa di Vita Nuova, giunta alla quarta edizione. E’ l’occasione annuale di incontro di quanti seguono, fanno, leggono, si abbonano, comperano, sostengono il nostro Settimanale. Il format prevede incontri, amicizia, convivialità. E’ una Festa da passare in allegria, ma anche facendo qualche sana riflessione sull’oggi.

I temi delle Feste di Vita Nuova sono sempre stati controcorrente e interessanti. Anche quest’anno è così. Argomento centrale sarà una domanda: Il Bel Paese è ancora una democrazia? L’Italia è ancora democratica?

I giudici smontano le leggi con le loro sentenze e così il potere giudiziario si sostituisce al potere legislativo del Parlamento. Il popolo pensava di aver legiferato sulla fecondazione eterologa con la legge 40 e poi le sentenze dei giudici hanno fatto piazza pulita della legge 40. Non c’è nessuna legge che permetta l’adozione alle coppie omosessuali e molti giudici già hanno emesso sentenze che la permettono. Continua, inoltre, la pratica dei pubblici ministeri di delegittimare uomini politici eletti dal popolo tramite inchieste spesso avventate che poi si riducono a nulla. Il Consiglio superiore della magistratura continua ad essere dominato dalle correnti ideologiche.

Se ci spostiamo sulla legge elettorale il quadro non cambia, anzi. Abbiamo una legge che la Consulta ha dichiarato incostituzionale. Ora, il Parlamento eletto con una legge dichiarata incostituzionale ha approvato la riforma della Costituzione che dovrà essere sottoposta a referendum. Inoltre quel Parlamento intende approvare una nuova legge elettorale che concede un enorme premio di maggioranza al partito che al ballottaggio risulta comunque vincente. Può capitare che un partito con il 25 per cento dei voti ottenga la maggioranza alla Camera.

La riforma della Costituzione approvata da un Parlamento eletto tramite una legge elettorale anticostituzionale annulla di fatto il Senato, potenzia il ruolo politico di una sola Camera e la dà in mano ad un partito col 25 per cento dei voti. Quella sola Camera darà la fiducia ai governi, approverà le leggi, avrà larga parte nella elezione del Presidente della Repubblica e della Corte Costituzionale.

Con la scusa che la nostra legge elettorale è incostituzionale, non si fanno elezioni fino alla predisposizione di una nuova legge elettorale. Il Presidente della Repubblica è quindi restio a sciogliere eventualmente le Camere davanti ad una crisi politica e vorrà a tutti i costi rinviare le elezioni fino alla fine della legislatura.

In questo contesto di debolezza democratica, la maggioranza parlamentare e di governo produce leggi che incidono in modo gravissimo su questioni etiche molto sensibili. La legge Cirinnà sulle unioni civili – ossia su un tema antropologico molto acuto – non è stata discussa in Commissione e non è stata discussa nemmeno in aula perché il governo ha posto la fiducia sia al Senato che alla Camera. Questa legge, approvata in questo modo e che non prevede l’obiezione di coscienza nonostante il tema eticamente molto sensibile, ora viene imposta ai Comuni, tanto è vero che il Comune di Trieste, per esempio, deve lottare per non concedere la “Sala matrimoni” alla celebrazione delle unioni civili.

Se poi andiamo sulla scena internazionale, troviamo da un lato che la nostra sovranità è stata in gran parte ceduta all’Unione europea e dall’altro che la finanza internazionale determina in grande misura le nostre scelte. Gli spazi di manovra sono pochi. L’Euro è una bella camicia di forza.

La democrazia non è tutto, ma è pur sempre qualcosa, e l’Italia sembra essere sempre di meno un Paese democratico. Non che la democrazia vada assolutizzata, anzi essa va limitata perché gli ambiti più importanti della vita sociale sono quelli non soggetti a votazioni o ad elezioni. Non si tratta di difendere una democrazia come insieme di procedure, ma la libertà delle persone, delle famiglie e dei gruppi sociali intermedi.

Questo è il senso del programma della Festa di Vita Nuova del 21 e 22 settembre. Avremo l’intrattenimento di tre relatori molto bravi, ceneremo insieme con il buffet offerto da Vita Nuova, sarà presente il Vescovo, sacerdoti, i nostri giornalisti e collaboratori e tante persone che amano il nostro Settimanale. Venite: vi aspettiamo.



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