Fecondazione artificiale all’estero: in Italia ora è detraibile

Fai la fecondazione artificiale all’estero? Fabbrichi un bambino che non saprà mai il nome di uno dei due genitori? Ebbene, stai tranquillo, perché le spese sostenute per toglierti il capriccio di avere un figlio, d’ora in poi saranno detraibili. Oltre allo scempio delle unioni civili, approvate senza discutere ed in barba a tutte le regole […]

Fai la fecondazione artificiale all’estero? Fabbrichi un bambino che non saprà mai il nome di uno dei due genitori? Ebbene, stai tranquillo, perché le spese sostenute per toglierti il capriccio di avere un figlio, d’ora in poi saranno detraibili.

Oltre allo scempio delle unioni civili, approvate senza discutere ed in barba a tutte le regole democratiche, adesso apprendiamo pure quest’altra novità.

Il “cattolico” Renzi e tutti coloro che lo sostengono più o meno direttamente stanno distruggendo l’Italia. Per lo più nel silenzio e nell’incapacità di reagire dei buoni.

Insomma, come riporta Italia Oggi, tra le novità del modello 730, quest’anno spicca la deducibilità dalle tasse delle spese per la fecondazione artificiale all’estero.

Ricorda il quotidiano che «l’anno scorso il fisco aveva già introdotto la stessa detrazione per le operazioni mediche compiute in Italia, nei centri autorizzati alla “procreazione medicalmente assistita” (Pma). Centri per lo più pubblici, dove la fecondazione eterologa, per legge, è “libera e gratuita”, mentre è a pagamento nei centri privati». Ovviamente precisiamo che nemmeno questa detrazione è accettabile. La fecondazione artificiale infatti non è un cura ed il bambino  non è una medicina o un prodotto. Senza contare che per avere un figlio se ne uccidono tanti altri che non nasceranno mai. Ormai però siamo alla commercializzazione di tutto e di tutti…

Italia Oggi nota che «secondo un’indagine 2012 dell’Osservatorio sul turismo procreativo, nel 2011 erano 4 mila le coppie che si recavano all’estero per un desiderio di maternità: duemila per l’eterologa, e poco più di 30 coppie per la maternità surrogata. Dati vecchi. Diverse sentenze, soprattutto una recente della Consulta, hanno demolito diversi divieti posti dalla legge 40/2004 sulla procreazione assistita, tanto che, secondo la relazione presentata nel luglio 2015 al Parlamento dalla ministra Beatrice Lorenzin, nel 2013 risultavano attivi in Italia 369 centri autorizzati alla Pma, con 91.556 cicli di trattamento iniziati su 71.741 coppie, da cui si sono ottenute 15.550 gravidanze, 12.187 bambini nati vivi, pari al 2,4% dei nati in Italia nel 2013». Cifre impressionanti. Oltretutto quali saranno le conseguenze di questi concepimenti artificiali? È ancora troppo presto per dirlo, ma diversi dati scientifici lasciano intendere che procreare in una provetta non fa bene alla salute del bambino e nemmeno alle altre figure coinvolte… Ma alle industrie della fecondazione artificiale ed ai teorici del “figlio a tutti i costi” – purché sia sano, bello e intelligente (a confronto l’eugenetica hitleriana impallidisce)  – questo non importa. Conta soltanto il business. Quanta ipocrisia, quanto delirio di onnipotenza, quanta decadenza…

Per capire qual è la situazione in Italia, il quotidiano economico ricorda che «il 64,8% dei trattamenti di fecondazione assistita viene svolto nei centri Pma pubblici e privati convenzionati, quindi a carico del servizio sanitario nazionale [cioè le nostre tasse, i nostri soldi, il frutto del nostro lavoro vengono usati per fabbricare e uccidere embrioni, la cui dignità e vita vengono vergognosamente calpestate! n.d.r.]. La relazione Lorenzin segnala tuttavia una tendenza all’aumento dei centri privati, soprattutto nelle Regioni del Sud. Nel Lazio l’88% dei cicli avviene in centri privati, quindi a pagamento, mentre in Sicilia, Calabria e Puglia il Servizio sanitario non rimborsa nulla, poiché i centri Pma sono tutti privati, a pagamento. Risultato: le coppie che si spostano da una Regione all’altra sono il 26% del totale assistito. La fecondazione eterologa ha assunto le dimensioni di un business cospicuo soprattutto per la spinta di alcuni centri medici stranieri, che hanno insediato proprie filiali nelle maggiori città». Tra questi centri, spiccano quelli spagnoli.

Le coppie coinvolte spendono sui 7-8 mila euro, viaggi esclusi. Ebbene, ora tali spese sono deducibili dal 730. Però intanto non si parla di quoziente familiare, le scuole cadono a pezzi, l’istruzione è decadente, le persone disabili e le loro famiglie non sono aiutate, i figli vengono abbandonati favorendo il divorzio, sempre più express, l‘aborto è permesso senza problemi, si medita di sopprimere i malati con l’eutanasia, di garantire la droga libera e così via.

Possiamo dire che questa visione dell’Italia è nauseabonda? Possiamo dire che questo governo va mandato a casa? Possiamo lanciare un appello per la rigenerazione politica e morale del nostro Paese?

Fonte: http://www.notizieprovita.it



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