Fa’afafine: spettacolo gender per elementari e medie

I comitati dei genitori del Friuli Venezia Giulia chiedono il rispetto della libertà di scelta educativa.

Pubblichiamo il Comunicato delle sottoriportate associazioni che condividiamo e sosteniamo). In aggiunta, e non in contrasto, da parte nostra facciamo le seguenti osservazioni: a) il testo parla della contrarietà ad ogni discriminazione, bisognerebbe invece parlare sempre di “ingiusta discriminazione” perché ci sono anche discriminazioni giuste; b) demandare la decisione al consenso informato dei genitori va bene, ma può essere anche questo relativismo: se i genitori danno l’assenso ad una educazione ingiusta non per questo essa diventa giusta; c) appellarsi al pluralismo va bene, ma se il pluralismo viene applicato ad aspetti antropologici fondamentali diventa relativismo; d) dopo la legge Cirinnà come portare avanti queste battaglie? (S.F.).

Nei giorni 23, 24 e 25 gennaio 2017, rispettivamente nei teatri S. Giorgio di Udine, Verdi di Pordenone e Pasolini di Cervignano, varie scolaresche di Istituti comprensivi parteciperanno allo spettacolo teatrale di “Fa’afafine – Mi chiamo Alex e sono un dinosauro”.

Nella rappresentazione, rivolta a una fascia d’età dagli 8 ai 13 anni, si racconta la storia di un bambino gender creative, il quale non ha ancora deciso se essere un maschio o una femmina, o meglio, vorrebbe essere tutti e due: nei giorni pari maschio, nei giorni dispari femmina. E vorrebbe andare a Samoa dove ci sono i Fa‘afafine, persone che non hanno un’identità maschile o femminile definita. Una sorta di “terzo genere”, come lo ha definito il National Geographic, nel numero speciale di gennaio 2017, dedicato alla rivoluzione gender e fortemente criticato dall’Università Americana dei Pediatri che ha sottolineato il prevalere dell’agenda politica sulle questioni scientifiche e sul benessere dei bambini.

*****

Risulta evidente che la proposta dello spettacolo alle classi in orario scolastico contrasta con il pronunciamento del Ministero dell’Istruzione (C.M. n. 1972 del 15 settembre 2015) in cui si dichiara che «tra le conoscenze da trasmettere non rientrano in nessun modo né “ideologie gender” né l’insegnamento di pratiche estranee al mondo educativo». Anche se fine dichiarato dello spettacolo è di essere «uno strumento per aiutare a condurre un’indagine sugli stereotipi più ricorrenti nell’immaginario giovanile e lavorare con intelligenza e sensibilità alla graduale destrutturazione degli stessi», occorre rilevare, come affermato dall’Università Americana dei Pediatri, che «A livello di identità maschile e femminile, la credenza di una persona di essere qualcosa che non è, nel migliore dei casi, un segnale di pensiero confuso».

*****

Comitati dei genitori e associazioni condividono la necessità che la scuola educhi contro ogni forma di discriminazione ma questo non può avvenire con l’ausilio di iniziative discutibili e controverse. La partecipazione a proposte educative legate a temi formativi sensibili deve ritenersi soggetta alla facoltà di scelta dei genitori. È diritto dei genitori aderirvi o meno, richiedere l’esonero e anche che i ragazzi – se in orario scolastico – possano disporre di attività didattiche alternative, in riconoscimento del diritto allo studio. L’informazione data alle famiglie deve essere la più completa. Non da ultimo il fatto che alcune scolaresche abbiano ritirato, in queste ultime settimane, la loro adesione all’iniziativa, dopo aver approfondito la natura dei messaggi veicolati dalla rappresentazione, dimostra che l’informazione sulle finalità e sui contenuti dell’iniziativa non è stata puntuale e tempestiva.

*****

Chiediamo alle Istituzioni e ai dirigenti scolastici di assicurare in ogni caso una puntuale e completa informazione dei genitori, richiedendone l’esplicito consenso, per garantire la libertà educativa di tutti, il pluralismo educativo e la salvaguardia della necessaria alleanza educativa tra scuole e famiglie del territorio.

Pordenone, 9 Gennaio 2017

Comitato Articolo 26
Comitato Genitori “Vogliamo educare i nostri figli”
Associazione nazionale Famiglie Numerose
Forum delle Associazioni Familiari
Far-Famiglia

Pubblichiamo il Comunicato delle sottoriportate associazioni che condividiamo e sosteniamo). In aggiunta, e non in contrasto, da parte nostra facciamo le seguenti osservazioni: a) il testo parla della contrarietà ad ogni discriminazione, bisognerebbe invece parlare sempre di “ingiusta discriminazione” perché ci sono anche discriminazioni giuste; b) demandare la decisione al consenso informato dei genitori va bene, ma può essere anche questo relativismo: se i genitori danno l’assenso ad una educazione ingiusta non per questo essa diventa giusta; c) appellarsi al pluralismo va bene, ma se il pluralismo viene applicato ad aspetti antropologici fondamentali diventa relativismo; d) dopo la legge Cirinnà come portare avanti queste battaglie? (S.F.).

Nei giorni 23, 24 e 25 gennaio 2017, rispettivamente nei teatri S. Giorgio di Udine, Verdi di Pordenone e Pasolini di Cervignano, varie scolaresche di Istituti comprensivi parteciperanno allo spettacolo teatrale di “Fa’afafine – Mi chiamo Alex e sono un dinosauro”.

Nella rappresentazione, rivolta a una fascia d’età dagli 8 ai 13 anni, si racconta la storia di un bambino gender creative, il quale non ha ancora deciso se essere un maschio o una femmina, o meglio, vorrebbe essere tutti e due: nei giorni pari maschio, nei giorni dispari femmina. E vorrebbe andare a Samoa dove ci sono i Fa‘afafine, persone che non hanno un’identità maschile o femminile definita. Una sorta di “terzo genere”, come lo ha definito il National Geographic, nel numero speciale di gennaio 2017, dedicato alla rivoluzione gender e fortemente criticato dall’Università Americana dei Pediatri che ha sottolineato il prevalere dell’agenda politica sulle questioni scientifiche e sul benessere dei bambini.

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Risulta evidente che la proposta dello spettacolo alle classi in orario scolastico contrasta con il pronunciamento del Ministero dell’Istruzione (C.M. n. 1972 del 15 settembre 2015) in cui si dichiara che «tra le conoscenze da trasmettere non rientrano in nessun modo né “ideologie gender” né l’insegnamento di pratiche estranee al mondo educativo». Anche se fine dichiarato dello spettacolo è di essere «uno strumento per aiutare a condurre un’indagine sugli stereotipi più ricorrenti nell’immaginario giovanile e lavorare con intelligenza e sensibilità alla graduale destrutturazione degli stessi», occorre rilevare, come affermato dall’Università Americana dei Pediatri, che «A livello di identità maschile e femminile, la credenza di una persona di essere qualcosa che non è, nel migliore dei casi, un segnale di pensiero confuso».

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Comitati dei genitori e associazioni condividono la necessità che la scuola educhi contro ogni forma di discriminazione ma questo non può avvenire con l’ausilio di iniziative discutibili e controverse. La partecipazione a proposte educative legate a temi formativi sensibili deve ritenersi soggetta alla facoltà di scelta dei genitori. È diritto dei genitori aderirvi o meno, richiedere l’esonero e anche che i ragazzi – se in orario scolastico – possano disporre di attività didattiche alternative, in riconoscimento del diritto allo studio. L’informazione data alle famiglie deve essere la più completa. Non da ultimo il fatto che alcune scolaresche abbiano ritirato, in queste ultime settimane, la loro adesione all’iniziativa, dopo aver approfondito la natura dei messaggi veicolati dalla rappresentazione, dimostra che l’informazione sulle finalità e sui contenuti dell’iniziativa non è stata puntuale e tempestiva.

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Chiediamo alle Istituzioni e ai dirigenti scolastici di assicurare in ogni caso una puntuale e completa informazione dei genitori, richiedendone l’esplicito consenso, per garantire la libertà educativa di tutti, il pluralismo educativo e la salvaguardia della necessaria alleanza educativa tra scuole e famiglie del territorio.

Pordenone, 9 Gennaio 2017

Comitato Articolo 26
Comitato Genitori “Vogliamo educare i nostri figli”
Associazione nazionale Famiglie Numerose
Forum delle Associazioni Familiari
Far-Famiglia



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