Eutanasia: Intervista a Mons. Ignacio Barreiro

Monsignore, come viene reputata dalla comunità religiosa una persona che decide di togliersi la vita con l’eutanasia? La Chiesa Cattolica ha sempre insegnato che non siamo proprietari della nostra vita. La vita è un dono di Dio di cui siamo gli amministratori. Quindi non siamo liberi di terminare le nostre vite quando vogliamo, ma dobbiamo […]

Monsignore, come viene reputata dalla comunità religiosa una persona che decide di togliersi la vita con l’eutanasia?

La Chiesa Cattolica ha sempre insegnato che non siamo proprietari della nostra vita. La vita è un dono di Dio di cui siamo gli amministratori. Quindi non siamo liberi di terminare le nostre vite quando vogliamo, ma dobbiamo accettare che la vita durerà fino a quando il Signore lo permette.

“È necessario ribadire con tutta fermezza che niente e nessuno può autorizzare l’uccisione di un essere umano innocente, feto o embrione che sia, bambino o adulto, vecchio, ammalato incurabile o agonizzante. Nessuno, inoltre, può richiedere questo gesto omicida per se stesso o per un altro affidato alla sua responsabilità, né può acconsentirvi esplicitamente o implicitamente. Nessuna autorità può legittimamente imporlo né permetterlo. Si tratta, infatti, di una violazione della legge divina, di una offesa alla dignità della persona umana, di un crimine contro la vita, di un attentato contro l’umanità.”(Dichiarazione Iura e bona sull’eutanasia, CDF 5 maggio 1980)

Ci sono membri della Chiesa che sostengono o non reputano totalmente negativo l’eutanasia?

In primo luogo un membro della Chiesa deve essere coerente. Questo è un requisito logico. Se si considera cattolico deve accettare ciò che la Chiesa crede e insegna, pertanto non può mai accettare l’eutanasia. In secondo luogo, molte persone che non sono cattoliche e perfino gli atei, credono che l’eutanasia sia profondamente anti-umana.

A cosa pensa possa essere attribuito il fatto che l’eutanasia non sia legale in molti paesi?

L’eutanasia non è stata legalizzata in molti paesi perché gli abitanti sono fermamente convinti che nessuno ha il diritto di scegliere l’ora della propria morte e né il momento della morte di qualsiasi essere umano innocente. Inoltre essi ritengono che i membri della società politica non hanno il diritto di decidere su questa materia.

La legalizzazione dell’eutanasia implica il rischio di una deriva totalitaria. È facile passare dall’eutanasia volontaria all’eutanasia forzata quando la legge autorizza i medici a porre fine alla vita di una persona che, a loro parere, non ha alcuna speranza di recupero e sta sostenendo, a loro avviso, una “scarsa qualità vita”. In molti paesi la reale motivazione per la legalizzazione dell’eutanasia involontaria è economica, il fine è ridurre i costi a carico del sistema sanitario di cura per le persone molto malate. Per questa deriva totalitaria molti non credenti considerano che l’eutanasia sia profondamente anti-umana.

Se ogni persona è proprietaria della propria vita, non dovrebbe poter scegliere quando porre fine ad essa?

Come ho spiegato in precedenza, non siamo padroni della nostra vita, pertanto non abbiamo il diritto di scegliere quando morire. Noi non siamo esseri autonomi, nel senso che ci autodeterminiamo, ma dipendiamo da una legge naturale che è iscritta nella nostra natura e che regola il nostro rapporto con noi stessi e con gli altri esseri umani. È una visione illuminista della vita il considerare che siamo proprietari assoluti di essa. Che la possiamo usare e abusare a nostro piacimento. È naturale che l’uomo voglia vivere, per questo dobbiamo insistere sul fatto che la tendenza verso l’auto-eliminazione è sotto molti aspetti patologica.

La persona umana non ha solo il diritto alla vita, come spiegato in precedenza, ma ha anche il dovere e il diritto di continuare a vivere con tutti i mezzi ordinari e proporzionati offerti dalla medicina. La persona umana ha il diritto che la società fornisca tutti i mezzi ordinari e proporzionati perché possa mantenersi viva.

Consideriamo per esempio la libertà. La persona umana ha il diritto alla libertà, ma allo stesso tempo ha il dovere di preservare questa libertà. Pertanto non può privarsi di questa libertà ubriacandosi o prendendo sostanze stupefacenti o accettando una limitazione illegittima della sua libertà accettando certe forme di schiavitù. Allo stesso tempo, può e, in alcuni casi deve, accettare un parziale limite alla propria libertà quando per esempio contrae matrimonio o quando ha assunto degli obblighi di servizio alla comunità. Tuttavia si deve tener presente che lo sforzarsi di mantenere sempre la totale libertà, mantenendo sempre aperte tutte le opzioni è un modo di non vivere, poiché comporta il mancato coinvolgimento con la realtà. Per quanto riguarda la vita umana, la persona ha il diritto e il dovere di preservare la propria vita, ma a volte la può mettere rischio per il bene della comunità.

Opinioni favorevoli all’eutanasia sostengono che essa è mal vista perché assomiglia alle concezioni nazionalsocialiste, crede che sia vero?

I nazisti praticavano l’eutanasia come parte della loro ideologia razzista e anti-umana. Nell’ottobre del 1939 Adolf Hitler ordinò l’inizio del programma “eutanasia”: l’uccisione sistematica di quei tedeschi che i nazisti ritenevano “indegni di vivere”. In un primo momento si consigliava ai medici e al personale ospedaliero che trascurassero i pazienti. Quindi, i pazienti morivano di fame e malattie. Più tardi, gruppi di “consulenti” in visita presso gli ospedali decidevano chi doveva essere eliminato. I pazienti venivano inviati in vari centri di sterminio, ubicati nella Grande Germania, dove si eseguiva l’eutanasia e lì venivano uccisi con un’iniezione letale o nelle camere a gas. Per il Partito Nazionalsocialista erano individui che non si confacevano al loro concetto di “razza superiore” e ad essi si applicava la cosiddetta eutanasia eugenetica, in modo che i “difetti” non fossero trasmessi o ereditati da altri. Le persone con disabilità fisiche e mentali erano viste come “inutili” per la società, una minaccia per la purezza genetica ariana e, in definitiva, non meritevoli di vivere. Come parte di questo programma, furono uccisi anche molti feriti di guerra che non potevano guarire e quindi essere produttivi.

Il 3 agosto 1941, il programma presumibilmente segreto di “eutanasia” diviene di conoscenza pubblica in Germania. In quella stessa data, il Vescovo Clemens August Graf von Galen di Munster denunciò gli omicidi in un sermone pubblico. Papa Pio XII dopo la fine della guerra elevò von Galen al cardinalato, per il suo coraggio contro la tirannia nazista. Più tardi, dopo la sua morte fu beatificato da San Giovanni Paolo II. È noto che i nazisti pianificarono l’assassinio di von Galen, senza metterlo in atto, perché considerarono che il suo omicidio avrebbe avuto conseguenze negative per l’azione bellica. Altri personaggi pubblici e anche clericali presentarono le loro forti obiezioni a questi omicidi.

La crescente critica dell’opinione pubblica riguardo il programma “eutanasia” indusse Adolf Hitler ad ordinare di terminare il programma. Da allora, si stima che siano stati uccisi circa 70.000 pazienti affetti da disabilità fisiche o mentali di origine tedesca e austriaca. Sebbene il programma “eutanasia” venne ufficialmente annullato, l’uccisione di persone con disabilità fisiche o mentali continuò in segreto nei singoli casi.

L’attuale Papa di Roma, si sta contraddistinguendo per infrangere molte posizioni tradizionali della Chiesa cattolica (i matrimoni gay, l’aborto, il divorzio, l’ateismo …), crede che il Sommo Pontefice riterrà appropriato per ogni persona scegliere quando morire?

L’attuale Papa non ha interrotto o sostituito il costante insegnamento della Chiesa sul matrimonio gay, l’aborto, il divorzio o l’ateismo. Le cito, come esempio, una parte dell’omelia del Papa del 4 ottobre per l’inizio del Sinodo dei Vescovi per la famiglia. Egli ci sta dicendo che la Chiesa “Vive la sua missione nella fedeltà al suo Maestro come voce che grida nel deserto, per difendere l’amore fedele e incoraggiare le numerose famiglie che vivono il loro matrimonio come uno spazio in cui si manifesta l’amore divino; per difendere la sacralità della vita, di ogni vita; per difendere l’unità e l’indissolubilità del vincolo matrimoniale come segno della grazia di Dio e della capacità dell’uomo di amare sul serio”. Quindi il Santo Padre aggiunge: ” Vivere la sua missione nella verità che non cambia in base alle mode passeggere o le opinioni dominanti. La verità che protegge l’uomo e l’umanità dalle tentazioni di autoreferenzialità e di trasformare l’amore fecondo in egoismo sterile, l’unione fedele nel vincolo temporale. «Senza verità, la carità scivola nel sentimentalismo. L’amore diventa un guscio vuoto, da riempire arbitrariamente. È il fatale rischio dell’amore in una cultura senza verità.» (Benedetto XVI, Enc. Caritas in veritate, 3).” In questa dichiarazione Lei potrà vedere una reiterazione del costante insegnamento della Chiesa sull’indissolubilità del matrimonio tra un uomo e una donna e una ripetizione della condanna dell’aborto e dell’eutanasia.

Il Sinodo dei Vescovi al punto 76 della relazione finale del 24 ottobre di quest’anno, ha ribadito la posizione costante della Chiesa che il matrimonio può avvenire solo tra un uomo e una donna. Questa relazione è stata approvata dal Santo Padre.

Pensa che l’eutanasia diretta sia un omicidio? perché?

L’eutanasia diretta è un omicidio perché nessuno ha il diritto di togliere la vita ad una persona innocente come ho spiegato sopra, e nessuno ha il diritto di disporre della propria vita. La persona che promuove l’eutanasia si erge a proprietario la vita degli altri. Si autoproclama giudice del livello minimo della qualità di vita necessario per continuare a vivere. Il che significa stabilire quando una vita ha il diritto di essere tutelata o quando può essere eliminata. Questo è un atto di arroganza. Spesso il criterio decisivo può essere utilitarista. La vita è considerata un bene se procura piacere e un male se essa è priva di benefici materiali.

Pensa che qualora il governo della Spagna decida di approvare l’eutanasia, la Chiesa cattolica entri nel merito della decisione politica? Non si dovrebbe separare la politica dalla religione?

Innanzi tutto si deve mettere in chiaro che la Chiesa ha il diritto e il dovere di proclamare il Vangelo di Cristo. Questo Vangelo ha conseguenze sociali e politiche perché l’uomo vive nella società. La Chiesa deve astenersi dal fare politica di partito, ma è parte dei suoi doveri dare precise indicazioni ai suoi membri su come organizzare la società secondo gli insegnamenti di Cristo. Perciò la Chiesa sta esercitando un suo diritto quando si oppone alla legalizzazione dell’eutanasia nello stesso modo in cui si oppone all’aborto e qualsiasi altro tipo di ingiustizia, sia essa individuale o collettiva. Ricordate l’opposizione del Cardinale von Galen contro l’eutanasia durante il dominio del partito nazista in Germania.

Cosa direbbe a chi vive paralizzato da molti anni e sa che il resto della sua vita sarà così?

Una persona che è paralizzata e non ha speranza umana di migliorare la propria condizione si può aiutare in molti modi. In primo luogo bisognerebbe accompagnarla con carità nella sua malattia. Poi si dovrebbe fare tutto il possibile perchè altre persone le facciano compagnia con carità, cosicché essa non si senta sola. Bisognerebbe mostrarle come, pur nel mezzo della sua solitudine e del suo dolore, la vita possiede ancora un senso e come essa possa in vario modo possono aiutare realmente il prossimo. In fine bisognerebbe fare tutto il possibile per convincerla che non ha diritto di togliersi la vita.

Secondo il Cattolicesimo la volontà di Dio è al di sopra della volontà delle persone?

Questo è ovvio per qualsiasi credente, la volontà di Dio è al di sopra della nostra volontà. Egli è Dio e noi siamo sue creature. Dipendiamo interamente da lui. Ma dobbiamo ricordare che la volontà di Dio è piena di amore per noi e vuole sempre il nostro vero bene.

Fonte: http://lnx.vitaumanainternazionale.org



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