Elezioni: diciamocelo, le luci sono poche

Anche i cattolici, con ogni probabilità, andranno a votare per disperazione e per rabbia. Oppure per disperazione e per rabbia staranno a casa.

La legge elettorale che purtroppo porta il nome di un triestino – l’onorevole Ettore Rosato – e con cui andremo a votare il prossimo 4 marzo è un pastrocchio. Milena Gabanelli, intervistata da Lilly Gruber a “Otto e mezzo”, ha invitato tutti gli elettori a studiarsi bene la legge e poi … a spiegarla anche a lei. E se non ci capisce niente lei figuriamoci noi. Chi andrà a votare ci andrà per disperazione o per rabbia, sapendo che non uscirà nessun solido quadro politico ma una marmellata che favorirà gli inciuci, i passaggi di frontiera, la realizzazione del non detto. Ma per rabbia e disperazione la gente starà anche a casa e l’affluenza al voto diminuirà.

Anche i cattolici, con ogni probabilità, andranno a votare per disperazione e per rabbia.  A parte, naturalmente, quelli che hanno apprezzato le devastanti leggi contro la famiglia e la vita che la maggioranza al governo ha approvato. Oppure per disperazione e per rabbia staranno a casa. Noto sui social e nei colloqui personali diversi cattolici che non si recheranno alle urne il 4 marzo. Non so quanti saranno e non credo che cambieranno le sorti della disputa elettorale, ma certamente non saranno pochi.

Così, al quadro di incertezza e precarietà determinato dalla legge elettorale, si aggiunge per i cattolici la constatazione che i principi cui essi hanno sempre tenuto non hanno più agibilità in politica, che non esistono minime garanzie in nessun partito e che la diaspora dei cattolici in politica ha compiuto tutto il suo sviluppo, raggiungendo la sua fase terminale.

Infatti ecco il paradosso: nessun partito è affidabile, quindi i cattolici possono votare tutti i partiti. Perché a sminuire il valore dei criteri cattolici di giudizio in politica sono stati soprattutto i cattolici stessi e i loro pastori non li hanno certo consigliati per il meglio.

Oggi sembra che un cattolico possa votare anche per Emma Bonino ed essere radicale. Il Popolo della Famiglia si è fatto il mazzo per raccogliere le firme in tutto il territorio nazionale per partecipare alle elezioni. Alla Bonino, invece, il cattolico Tabacci  ha offerto ospitalità nella sua lista. Emma Bonino, glorificata da importanti uomini di Chiesa, girava le parrocchie quando era candidata alle elezioni regionali del Lazio e ora le gira per parlare di ius soli e della necessità di invertire la denatalità tramite gli immigrati, lei che la denatalità l’ha drammaticamente provocata col suo impegno per l’aborto di Stato. E nessuno, in alto, dice niente.

Tutti i deputati cattolici che hanno votato per le leggi ingiuste contro la famiglia si sono riciclati in qualche lista elettorale, tranne, a quanto sembra, Angelino Alfano. Lupi è rientrato in Forza Italia e la Lorenzin si è fatta il suo partitino tanto per contrattare qualche seggio sicuro. Collocandosi in collegi uninominali sicuri, grazie ai meccanismi perversi della legge – quelli che anche la Gabanelli dice di non capire ma che i politici capiscono benissimo – verranno eletti nuovamente.

Diciamoci la verità: luci non se ne vedono. Anche la Lega, come raccontiamo in altra parte di questo giornale, ha imbarcato la laicista Giulia Bongiorno e vuole regolamentare la prostituzione, ossia la compravendita del corpo umano. Tuttavia continuiamo a lavorare nel piccolo e, soprattutto, a lavorare per il “dopo”.



3 commenti su “Elezioni: diciamocelo, le luci sono poche

  1. Corrado ha detto:

    L’unica vera alternativa è il Popolo della famiglia.

  2. Elisabetta Chiudina-Piaceri ha detto:

    Carissimo Direttore,
    credo che qualsiasi sia l’esito delle elezioni del 4 marzo,
    non dobbiamo dagli un valore salvifico. L’ultima cosa di cui abbiamo bisogno e’ fare il gioco dei politici che, fin dal tempo dell’antica Roma, usano il metodo del “divide et impera” per creare sfiducia e diffidenza reciproca tra le persone favorendo la ricerca del proprio interesse anziché del bene comune. Purtroppo abbiamo permesso che la politica fosse gestita soprattutto da persone che non agiscono più per il bene comune dei cittadini italiani ma per altri scopi. Molti cittadini, a loro volta, sono diventati “politicamente corretti” , abituandosi a non rischiare nulla, a brontolare, a polemizzare senza coinvolgersi e a seguire qualcuno che fa promesse, anziché ad assumersi in prima persona la responsabilità di migliorare la Patria con il proprio impegno e sacrificio quotidiano e con le proprie decisioni dettate non dall’opportunismo, ma dalla retta coscienza.
    Mi sembra che manchi la fiducia e la speranza in un futuro migliore, forse perché lo si aspetta da qualcuno come regalo anziché da se’ stessi come conquista… con l’aiuto di Dio e la collaborazione degli altri.
    Tuttavia ritengo che ciò che conta non e’ vincere una battaglia o vedere i frutti del proprio impegno, ma dare un Senso all’esistenza e, giorno dopo giorno, contribuire personalmente alla costruzione di un mondo “Bello” a partire dalla conversione del proprio cuore e da lì’ “contagiando” ogni ambito della vita (familiare, lavorativo, ecclesiastico, ecc,) .
    Tutto ciò non e’ facile ne’ immediato, ma mi
    consola ricordare che nemmeno Gesù ha visto l’esito della Sua missione, se non dal Cielo, dopo la Sua morte…
    Cordiali saluti e complimenti per la sua onestà intellettuale ed il suo coraggio di dire la verità!

  3. Franco De Iaco ha detto:

    Sissignore, ci siamo fatti il mazzo ma l’abbiamo spuntata.

    “E i cavalieri fecero l’impresa: 43.534 firme raccolte, 945 candidati presentati, 97 collegi coperti su 97.
    Il Popolo della Famiglia sarà presente in ogni angolo d’Italia.
    Contro tutto e contro tutti ce l’abbiamo fatta. Per la famiglia, ognuno a partire dalla propria.
    Fatevi un applauso donne e uomini del PdF, avete iniziato a sorprendere l’Italia.
    Ora un voto alla volta, un voto alla volta, sino alla soglia fatidica del milione.” ha scritto Mario Adinolfi il 30 gennaio.

    Sulla scheda elettorale ci sarà il simbolo del Popolo della Famiglia da poter esprimere un voto interessante per i cristiani cattolici e non, ed anche per i non cristiani. E’ tutto una questione di valori.
    Il minimo del 3% sarà raggiunto senza troppi problemi, il che vuol dire una ventina di deputati. Il di più sarà tutta grazia a favore della vita.

    Ora c’è anche una pagina nazionale http://www.popolodellafamigliaroma.org/
    dove chi ha un poco di buona volontà può leggere il programma ed altre informazioni.

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