E’ il tempo del pianto

Pioveva al sacrario di Redipuglia. La pioggia assomiglia alle lacrime e infatti Papa Francesco ha detto che questo è il tempo del pianto perché la guerra è una follia.

Un Papa Francesco a cui non siamo abituati quello che oggi nel Sacrario di Redipuglia ha celebrato una Messa nel centenario dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale.

Nelle intenzioni del Papa non doveva essere un festeggiamento e non lo è stato.

Una predica breve con parole chiare scandite nell’atmosfera cupa di un sacrario – cimitero in cui riposano 100.000 soldati, battuto dalla pioggia che è cessata solo dopo l’inizio della celebrazione eucaristica.

Cosa trova da dire il Santo Padre dopo aver visto la bellezza del paesaggio? Che la “guerra è una follia” che ha il suo piano di sviluppo nella distruzione. “La cupidigia, l’intolleranza, l’ambizione al potere… sono motivi che spingono avanti la decisione bellica, e questi motivi sono spesso giustificati da un’ideologia” ha detto Papa Francesco che poi ha ripreso ripetutamente la risposta che Caino ha dato Signore al che gli chiedeva di suo fratello: “A me che importa?”.

Proprio in questa indifferenza generalizzata – “Ad essere onesti, la prima pagina dei giornali dovrebbe avere come titolo: “A me che importa?”.” – si sta forse combattendo “a pezzi” la terza guerra mondiale.

Come non andare all’insegnamento del Vangelo di Matteo sul giudizio finale appena letto? “Abbiamo ascoltato: Lui è nel più piccolo dei fratelli: Lui, il Re, il Giudice del mondo, Lui è l’affamato, l’assetato, il forestiero, l’ammalato, il carcerato… Chi si prende cura del fratello, entra nella gioia del Signore; chi invece non lo fa, chi con le sue omissioni dice: “A me che importa?”, rimane fuori.”

Che grande “conversione del cuore” ci chiede papa Bergoglio? “passare da “A me che importa?”, al pianto. Per tutti i caduti della “inutile strage”, per tutte le vittime della follia della guerra, in ogni tempo. Il pianto. Fratelli, l’umanità ha bisogno di piangere, e questa è l’ora del pianto.”

Un pianto che manca agli affaristi della guerra, un pianto che è mancato a Caino la cui ombra si vede nella storia dal 1914, un’ombra che si vede ancora oggi.

Non ha deluso nessuno il suo discorso. Non ha deluso chi si aspettava una chiara presa di posizione contro la guerra, non ha deluso chi, ad esempio, si aspettava una chiara presa di posizione in favore di un intervento militare per fermare le guerre combattute ai giorni nostri. Ci sta tutto nella conversione del cuore che è stata chiesta da Papa Bergoglio, ci sta tutto nel pianto delle persone a cui importano le vite dei propri fratelli.



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