Dove l’aborto è illegale muoiono meno donne. Lo dimostra il Cile

In Cile le morti materne causate dall’aborto sono scese dal 10,8 allo 0,39 su 100 mila nati vivi. Negli Stati Uniti ci sono 17,8 decessi ogni 100 mila nati vivi Nei Paesi dove l’aborto è illegale muoiono meno madri di quelli in cui l’interruzione di gravidanza è stata legalizzata per la “sicurezza delle donne”. Lo […]

In Cile le morti materne causate dall’aborto sono scese dal 10,8 allo 0,39 su 100 mila nati vivi. Negli Stati Uniti ci sono 17,8 decessi ogni 100 mila nati vivi

Nei Paesi dove l’aborto è illegale muoiono meno madri di quelli in cui l’interruzione di gravidanza è stata legalizzata per la “sicurezza delle donne”. Lo confermano i dati del Cile, dove l’aborto è stato proibito nel 1989 in seguito dopo un periodo di legalizzazione. Il Paese sudamericano, infatti, per quanto riguarda la qualità della salute materna supera gli Stati Uniti dove il numero di decessi legati alla gravidanza è in costante aumento: da 7,2 morti materne ogni 100 mila nati vivi nel 1987, si è passati a 17,8 decessi ogni 100 mila nati vivi nel 2009 e nel 2011. In Cile invece i decessi sono attualmente 0,39 ogni 100 mila.

Secondo una nuova ricerca del Melisa Institute, condotta da Elard Koch, dopo che l’aborto è stato vietato in Cile la mortalità materna è diminuita, insieme al numero delle donne che si sottopongono ad aborti illegali. Lo studio, che analizza i dati degli ultimi 50 anni, mostra come la mortalità materna sia diventata un fenomeno eccezionale in termini epidemiologici (0,4 morti materne causate dall’aborto ogni 100 mila nati vivi). Tra il 1979 e il 1989 il tasso di mortalità materna si è abbassato da 23,4 a 10,8 morti materne su 100 mila nati. Dopo il cambiamento della legge nel 1989, le morti sono diminuite ancora, passando da 10,8 a 0,39 morti materne ogni 100 mila nati vivi (una riduzione del 96,3 per cento in soli 20 anni).

Cosa dire dell’aborto clandestino? Secondo i dati del ministero della Salute cileno, riportati in una precedente ricerca del medesimo autore, il Paese registra una continua riduzione dei ricoveri per complicazioni dovute ad aborto clandestino, con un tasso del 2 per cento all’anno costante dal 2001. Emerge infine che le donne che desiderano abortire presentano un profilo di vulnerabilità dovuto a coercizione o paura (quasi il 70 per cento delle ragioni date da chi vuole interrompere una gravidanza). Ma i numeri suggeriscono anche che i programmi di sostegno rivolti alle donne vulnerabili possono prevenire gli aborti clandestini: tra il 69 e il 94 per cento delle donne aiutate hanno portato a termine la gravidanza, dando il bambino in adozione o meno.

di Benedetta Frigerio

Fonte: http://www.tempi.it



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