Dopo 17 anni partono i lavori di ritrutturazione di Cattinara e di trasferimento del Burlo

L’inizio dei lavori è previsto per il prossimo mese di ottobre


A diciassette anni dalla prima pianificazione dell’intervento da parte della Regione, il progetto diventa finalmente realtà: partiranno a novembre i lavori di ristrutturazione dell’Ospedale di Cattinara, al termine dei quali il Burlo Garofolo avrà la sua nuova sede adiacente al nosocomio triestino. Sei gli anni di cantiere preventivati, per un’opera del valore di oltre 140 milioni di euro. È quanto emerso dalla conferenza stampa di martedì 9 maggio, giorno della presentazione delle fasi di realizzazione del progetto esecutivo e il cronoprogramma degli interventi relativi ai due istituti di cura. Presenti nell’affollata aula magna di Cattinara tutte le autorità: dalla governatrice Debora Serracchiani al direttore generale dell’Asuits Nicola Delli Quadri, quindi l’assessore comunale ai Servizi e alle politiche sociali Carlo Grilli, il direttore generale dell’Irccs Burlo Garofolo Gianluigi Scannapieco, l’assessore regionale alla Salute Maria Sandra Telesca, il direttore del Dipartimento universitario clinico di Scienze mediche Roberto Di Lenarda, nonché l’ingegnere Elena Clio Pavan, direttore Strutture area tecnica e amministrativa Asuits e Sandro Zerbin, procuratore di Clea s.c., in rappresentanza dell’azienda vincitrice dell’appalto concernente il progetto.

 

Un intervento atteso e necessario 

Grande soddisfazione e riconoscenza per tutti coloro che, con il loro lavoro, hanno consentito di giungere a questo momento tanto atteso: questo il messaggio emerso all’unanimità dai relatori, che individuano nella ristrutturazione dell’edificio e nella nuova collocazione dell’ospedale pediatrico un grande passo avanti per il miglioramento e l’efficientamento dei servizi, nonché occasione di rilancio degli istituti sul panorama nazionale e internazionale: «Il nuovo progetto Cattinara-Burlo è probabilmente il più importante che la città di Trieste affronterà nei prossimi sei anni»,  ha commentato Debora Serracchiani, la quale ha anche sottolineato proprio quanto sia «importante che il Burlo, con ambizione, acquisisca l’importanza che gli spetta di diritto, ovvero essere un istituto di ricerca di rilevanza internazionale e un ospedale pediatrico che non abbia valenza solo regionale, ma anche sovraregionale e per i Paesi vicini».

Con la firma del contratto di appalto del 6 aprile scorso, sono iniziate le operazioni di caratterizzazione dei materiali e dei terreni del comprensorio, attività preliminari alla progettazione esecutiva. Il progetto di riqualificazione, però, parte da molto prima: come sottolineato dall’ingegnera Pavan, cui è spettato il compito di descrivere l’iter burocratico e pratico che porterà alla ristrutturazione del nosocomio, il primo passo risale ancora al 2000, con la pianificazione dell’intervento da parte della Regione.

Ora, non appena conclusi i sondaggi preliminari, il 15 maggio potrà essere avviata la progettazione esecutiva, da sviluppare nei successivi tre mesi. Seguiranno due mesi di condivisione del progetto con gli enti preposti e, infine, la posa della prima pietra, stimata a ottobre 2017. Quindi l’apertura dei cantieri a novembre.

 

Il progetto

Il progetto prevede tre tipi di intervento: l’edificazione di nuovi edifici (tra i quali la nuova sede del Burlo, nella foto), interventi sull’esistente (con importanti ristrutturazioni anche dal punto di vista normativo) e altri lavori. In particolare si tratterà di ristrutturare le attuali torri di degenza e la sottostante piastra dei servizi (pronto soccorso, radiologia, ambulatori); di realizzare una torre centrale di collegamento, la nuova sede dell’Irccs e un padiglione denominato “servizi” in uso ad entrambe le Aziende (quattro piani di parcheggi, spogliatoi, magazzini e quattromila metri quadrati di laboratori).

La fase di avvio si articolerà su più fronti: la realizzazione del parcheggio provvisorio dei dipendenti, i lavori di attraversamento impiantistico del piazzale, l’avvio degli scavi per la torre di collegamento e l’inizio dei lavori sui cinque piani della torre medica, mentre un piano per i traslochi consentirà di garantire i servizi ad oggi attivi (i dettagli sulle collocazioni provvisorie delle attività verranno diffusi a fine estate nell’ambito di un incontro con la cittadinanza). In particolare, grande attenzione è stata prestata all’area pronto soccorso, il cui spostamento nel fabbricato provvisorio è stato anticipato di un anno (il nuovo spazio sarà quindi fruibile dall’estate 2018) per sopperire alle criticità evidenti già ad oggi.



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