Diritti, doveri e carta d’identità per i robot: e poi si chiedono perché l’Europa è in crisi

il Parlamento europeo presenta una mozione per dotare i robot di «personalità elettronica», con diritti e doveri. Quando l’Anticristo arriva con le cialtronate.

Bisogna fare un mea culpa generale. Pensando all’Anticristo, ci si era fatti l’idea di una persona seria, che avrebbe capitanato eventi suggestivi, hollywoodiani, ad alto pathos tragico. Si pensava ad uno scontro tra intelligenze, tra dei e semidei, tra eminenze celesti. L’Armageddon lo s’immaginava in modo serioso, quale dramma epico e mitico. Non si pensava certo ad una farsa da quattro soldi, ad una cialtronata.

Ma come la mettiamo se, ad esempio, il Parlamento europeo presenta una mozione per dotare i robot di «personalità elettronica», con diritti e doveri? Di che altra prova di cialtroneria irredimibile abbiamo bisogno, quando apprendiamo che i «lavoratori artificiali» saranno «registrati e muniti di una sorta di carta d’identità, pagheranno per i danni che commettono e contribuiranno – ancora non è ben chiaro come – al welfare delle nazioni che li impiegano»? Così su Repubblica del 24 giugno, che riprende molti altri media.

Sembra che la proposta abbia una probabilità remotissima di tradursi in legge, nonostante l’accecamento europeista contemporaneo, forse per via della piega comica della faccenda. Eppure Mady Delvaux – la parlamentare socialista (neanche a dirlo) redattrice della mozione – parte addirittura «dalla letteratura, citando Frankenstein, Pigmalione, il Golem di Praga fino a Karel Capek, lo scrittore ceco inventore della parola robot». L’idea è di regolamentare, in modo cervellotico, il parco degli automi e delle macchine, sempre più numerosi nell’industria, nella sanità e nell’elettronica.

Si tratta di una bozza di legge in ventidue pagine, dove si auspica che «anche i robot dovranno rispettare le leggi»: innanzi tutto «quelle di Asimov, poi un codice di condotta redatto ad hoc da Bruxelles». Non solo, ma «qualora un automa dovesse infrangere una norma o causare un danno a qualcuno, sarebbe giusto che ne risponda legalmente, soprattutto se dotato di intelligenza artificiale, di capacità di apprendere autonomamente e […] di surclassare l’uomo in quanto a facoltà intellettive».
Persino Repubblica, che fa parte del potere economico e comico in auge, ammette che la notizia della proposta «è stata accolta in rete da parecchi sberleffi».

Si resta insomma un po’ delusi dall’Anticristo. Ci si sarebbe aspettata chissà quale critica a Cristo, chissà quale alate riflessioni, chissà quali argomenti arcani, chissà quali vertiginose altezze speculative.
Una cialtronata no. Era difficile prevederla.



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