“Difendere il sacramento del matrimonio dalla cosiddetta ideologia del gender”. L’appello del Papa

“La complementarietà tra uomo e donna è il vertice della creazione divina”, ha detto Francesco

Il Sacramento del matrimonio è “un tesoro tra i più belli”, ha scritto il Papa nel discorso consegnato ai vescovi di Porto Rico (testo completo in spagnolo), giunti a Roma in visita ad limina apostolorum. Ancora una volta – come aveva già fatto abbondantemente nelle udienze del mercoledì e nella visita a Napoli dello scorso marzo – ha denunciato la “cosiddetta ideologia del gender”, che mette “in discussione la complementarietà tra un uomo e una donna, vertice della creazione divina”. Le differenze tra uomo e donna, ha aggiunto Francesco, “non sono per la contrapposizione o la subordinazione, quanto semmai per la comunione e la generazione, sempre a immagine e somiglianza di Dio”. Francesco ha usato le stesse identiche parole pronunziate il 15 aprile durante l’udienza generale, quando definì il gender “espressione di una frustrazione”.  “Senza il reciproco contributo”, ha detto ancora, “nessuno dei due può comprendersi in profondità”. Dinanzi ai “gravi problemi sociali” – quali, ad esempio, la difficile situazione economica, l’emigrazione, la violenza domestica, la disoccupazione, il narcotraffico e la corruzione – “è necessario consolidare la pastorale familiare”, ha chiosato il Papa. Il sacramento del matrimonio, ha osservato Francesco, è “un segno dell’amore di Dio per l’umanità e il dono di Cristo per la sua sposa, la Chiesa”. Da qui, l’invito a preservarlo.

Lo scorso 22 aprile, nella seconda catechesi del mercoledì dedicata alla famiglia, Francesco aveva detto che “se non troviamo un soprassalto di simpatia per questa alleanza, capace di porre le nuove generazioni al riparo dalla sfiducia e dall’indifferenza”, ha detto Francesco, “i figli verranno al mondo sempre più sradicati da essa fin dal grembo materno. La svalutazione sociale per l’alleanza stabile e generativa dell’uomo e della donna è certamente una perdita per tutti. Dobbiamo riportare in onore il matrimonio e la famiglia!”. E proprio sulla questione della differenza tra uomo e donna aveva ricordato che “l’immagine biblica della costola non esprime affatto inferiorità o subordinazione, ma, al contrario, che uomo e donna sono della stessa sostanza e sono complementari” .

di Matteo Matzuzzi

Fonte: http://www.ilfoglio.it



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