Culle vuote e cretini pieni (di sé)

“Fascisti“, “maschilisti“, “sessisti“. Le culle in Italia sono vuote, lo sanno anche i muri, ma evidentemente la mamma del cretino è sempre incinta.E così un’innocua e financo criticabile (dal punto di vista del gusto) pubblicità della Chicco, nota azienda nostrana specializzata nella produzione di articoli per l’infanzia, che invita (come è naturale che sia, dato […]

“Fascisti“, “maschilisti“, “sessisti“. Le culle in Italia sono vuote, lo sanno anche i muri, ma evidentemente la mamma del cretino è sempre incinta.E così un’innocua e financo criticabile (dal punto di vista del gusto) pubblicità della Chicco, nota azienda nostrana specializzata nella produzione di articoli per l’infanzia, che invita (come è naturale che sia, dato il proprio target commerciale) le coppie italiane a fare più figli “per l’Italia” ha subito scatenato le proteste del perennemente indignato popolo delle femministe e del politicamente corretto.
Scempio! Orrore! Tragedia! Come avranno osato affermare una cosa simile?!? Inutile dire che le femministe e i perbenisti scandalizzati sono probabilmente gli stessi che se ne stanno in religioso silenzio ogniqualvolta una donna viene violentata o uccisa da qualche migrante, giacché non sta bene in certi ambienti mostrarsi contrari all’accoglienza indiscriminata.
Anzi, secondo costoro è proprio l’accoglienza senza fine a contrastare il calo vertiginoso delle nascite che sta lentamente spegnendo la società italiana. E guai a parlare di incentivi alla natalità, che sono cose da ventennio e, ovviamente, sessiste, perché la donna mica è una macchina da riproduzione. Per sintetizzare il pensiero di certi ambienti dell’”orgoglio rosa” basterebbe uno slogan: no al fare figli, sì ai muscolosi e aitanti ragazzotti africani scesi dal barcone.
Meno male che ci sono loro, perbenisti e nuove femministe radical chic. Almeno, dato che le culle sono vuote, qualcosa di pieno in questo Paese c’è. Loro, che essendo innegabilmente cretini sono anche, per l’appunto, pieni. Pieni di sé.
di Cristiano Puglisi
Fonte: http://blog.ilgiornale.it



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