Crisi di governo e principi non negoziabili

Bisognerebbe provare a valutare la crisi di governo anche dal punto di vista dei cosiddetti principi non negoziabili, espressione con cui si intende soprattutto il diritto alla vita, la protezione della famiglia e la libertà di educazione. I governi andrebbero valutati anche – o forse soprattutto – su queste cose. Anche du Iva e Imu, […]

Bisognerebbe provare a valutare la crisi di governo anche dal punto di vista dei cosiddetti principi non negoziabili, espressione con cui si intende soprattutto il diritto alla vita, la protezione della famiglia e la libertà di educazione. I governi andrebbero valutati anche – o forse soprattutto – su queste cose. Anche du Iva e Imu, ma anche per esempio sulla legge sull’omofobia che il governo Letta ha favorito e che sarà una legge distruttiva. Credo che possa essere valutata in questo senso anche la scissione (non ancora formalizzata ma molto probabile) del PDL. Sappiamo che la sinistra – in linea di massima – è per aprire alle leggi contrarie alla famiglia e alla vita.  In parlamento gli unici che si sono battuti contro la legge sull’omofobia sono stati Sacconi, Roccella e Pagano, che militavano nel PDL. Se si leggono i nomi di chi ha rotto il cordone ombelicale con Berlusconi, troviamo coloro che certamente non è possibile chiamarli cattolici, ma che comunque sono sensibili a proteggere la vita e la famiglia, non sono laicisti esasperati. Coloro che invece sono rimasti con Berlusconi si possono chiaramente definire laicisti, come Bondi e Galan, che avevano già aperto alla possibilità di riconoscere le coppie gay. Dal punto di vista quindi dei riferimenti valoriali la scissione porta una certa chiarezza. Il problema è cosa faranno costoro per poter contare qualcosa politicamente. Formare un Partito popolare agganciato al Partito popolare europeo? Vedremo.



Un commento su “Crisi di governo e principi non negoziabili

  1. Stefano ha detto:

    Ma chi mai dovremmo votare. Il cattolicissimo Formigoni? Fattosi imbucare in Senato per evitare gli scandali lombardi? Oppure il “salta sul cavallo vincente” Casini? Ho citato solo due degli alfieri del cattolicesimo. Vogliamo affidarci a queste figure? Nessuno di questi assomigliano, ma neanche lontanamente a Gesù’ Cristo unico vero faro. In politica il Cristiano e’ un perdente perché dovrebbe stare dalla parte degli ultimi. Sa forse indicarmi, direttore, un politico che abbia fatto la scelta di farsi ultimo? Di perdere la sua vita per quelli che dovrebbe servire? Mi dispiace, ma preferisco la netta posizione del M5S, criticabile fin che si vuole, ma chiara, che i giochi politici che si travestono di pecore, ma sono lupi rapaci. Dovremmo saper guardarci da questi. Hanno portato l’Italia allo sfascio. Che Dio benedica noi è l’Italia tutta.

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