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Scritto da Redazione   
mercoledì 07 marzo 2007

Presso la Biblioteca del Seminario vescovile di Trieste si trova la raccolta quasi completa e rilegata del settimanale cattolico diocesano "Vita Nuova". Da alcuni anni è stato avviato il progetto Archivio "Vita Nuova", che prevede il recupero digitalizzato delle annate del periodico, al fine di tutelarne la conservazione e di renderlo nel contempo maggiormente fruibile. L'archivio è consultabile presso il Seminario, in via Besenghi 16. Il posteggio è libero e gratuito.

La consultazione dell'Archivio digitale, che comprende attualmente le annate 1920 - 1975, è possibile presso la Biblioteca nei consueti orari di apertura della stessa; esso presenta una navigazione molto semplice, in quanto la ricerca è di tipo sequenziale, per giorno, mese e anno. Si può usufruire anche del servizio di fotoriproduzione e riproduzione digitale, secondo quanto previsto dalla legge.
Per ottimizzare la gestione della postazione di lavoro riservata, è preferibile fissare un appuntamento inviando una mail di richiesta all'indirizzo della Biblioteca ( Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo ) o un fax allo 040 3224043, recante un recapito dell'interessato. Si può inoltre telefonare allo 040 308512 per ulteriori informazioni.

Di seguito, i dettagli del Progetto per la conservazione, la tutela e l'accessibilità della raccolta del Settimanale Cattolico Diocesano "Vita Nuova" presso la Biblioteca del Seminario Vescovile di Trieste.

II settimanale "Vita nuova", voluto da mons. Angelo Bartolomasi, vescovo dl Trieste dal 1919 al 1923, fu pensato fin dalle origini come organo di stampa diocesano e come tale rappresenta un prezioso strumento di studio per la storia religiosa locale, ma consente anche di ricostruire, attraverso la sua cronaca, la storia tormentata di tutto il territorio dal punto di vista di una diocesi "di frontiera", divisa da confini nient'affatto indolori. Per queste ragioni va considerato parte del patrimonio storico culturale della chiesa e della città di Trieste. La sua raccolta quasi completa e rilegata si trova presso la Biblioteca del Seminario Vescovile, dove viene anche abbondantemente consultata dal pubblico, con frequente richiesta di fotocopie.


Ma il trascorrere del tempo e la ripetuta manipolazione dei volumi, spesso di grande e disagevole formato, hanno reso sempre più precaria la "salute' del settimanale e delicata la sua fruizione, soprattutto per quanto riguarda le annate meno recenti.

In città la rivista è presente presso la Biblioteca Civica "A. Hortis", oltre che In altre biblioteche dove però si Imita a periodi più recenti. Interessanti sono inoltre le annate del periodico ospitate presso la Biblioteca del Seminario dl Gorizia nella loro edizione goriziana purtroppo non completa pubblicata negli anni '50
II giornale si conserva naturalmente anche nell'archivio della Redazione stessa, che però nel passato anche recente ha subito varie traversie che ne hanno pesantemente compromesso l'integrità.
La presa di coscienza della situazione e la consapevolezza del rischio cui è esposta la rivista hanno indotto i principali "conservatori" di questo patrimonio storico diocesano la Biblioteca del Seminario Vescovile di Trieste e la Redazione di "Vita Nuova" ad avviare un progetto congiunto per la tutela dei giornale.
Quest'ultima si e in prima battuta impegnata in un intervento di risanamento e recupero della propria raccolta, che e stata riordinata al fine di chiarire il posseduto reale.

La Biblioteca del Seminario dal canto suo, si è attivata a pianificare un progetto teso a salvaguardare il periodico dalla consunzione cui e soggetto il materiale cartaceo, ma a garantirne nel contempo la piena fruibilità.

Grazie ai contributi della Conferenza Episcopale Italiana sono state pertanto avviate le seguenti operazioni d'Intervento:

  • Per la conservazione e la tutela degli originali, essi sono stati sottratti alla manipolazione diretta al fine di rallentane il degrado (che comunque è un processo non arrestabile)
    È stata inoltre avviata, a lotti di annate, la microfilmatura della rivista, che è a tutt'oggi considerato il sistema di conservazione più sicuro.
  • Per garantirne un'agevole consultabilità si è pensato anche ad una copia in formato digitale. Le immagini digitali sono state quindi, trasformate in formato PDF ed elaborate in modo da costituire una copia d'uso che permetta la navigazione per anno, mese e giorno e la stampa delle pagine desiderate. Esse sono consultabili su una postazione dl lavoro dedicata che si trova nella Sala di Lettura "Marcello Labor" della Biblioteca; questa postazione assieme alla macchina per l'elaborazione delle immagini è stata generosamente donata dalla Fondazione CRTrieste.

Ultimo aggiornamento ( lunedì 12 ottobre 2009 )
 
 
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