giovedì 29 luglio 2010
 
     
 
     
 
Testimoni Digitali
Appuntamenti
 
 
 
San_Giusto
 

Sito ufficiale della
Diocesi di Trieste

Uradna spletna stran
TRŽAŠKA ŠKOFIJA

 
Madonna della salute PDF Stampa E-mail
Scritto da Rita Corsi   
giovedì 26 novembre 2009
Madonna della SalutePreceduta dalla tradizionale Novena, che quest’anno è stata predicata da don Giorgio Giurissi, la festa della Madonna della Salute è contrassegnata come sempre da un eccezionale concorso di popolo nella chiesa di Santa Maria Maggiore. «Già prima delle ore 6», ci dice il parroco don Nino Angeli, «c’erano tre persone in attesa che si aprisse la chiesa e che iniziasse la prima Messa, che ho celebrato io alle 6.30 per i fedelissimi che devono cominciare l’attività lavorativa subito dopo».
Si sa che anche chi normalmente non frequenta la chiesa non può fare a meno in questo giorno di salire i 99 gradini della scalinata per accendere un lume, rivolgere un’invocazione alla Madonna, pregando davanti alla famosa effigie del Sassoferrato. Sabato 21 ha dunque luogo il tradizionale pellegrinaggio cittadino che si ripete da 160 anni, come ricorda alla Messa delle ore 10 il vicario generale, mons. Giampaolo Muggia. Quest’anno l’afflusso è favorito da una temperatura mite, anche se il sole non si fa proprio vedere.

Alle ore 11 la Santa Messa solenne è presieduta dal nuovo vescovo, mons. Giampaolo Crepaldi, che rimane piacevolmente sorpreso davanti a tanta folla. Concelebrano con lui mons. Antonio Dessanti, don Giorgio Giurissi e don Roberto Rosa. Assistono i diaconi Guido e Liberio. Nelle prime file le autorità cittadine: il sindaco Dipiazza con l’assessore Grilli, la presidente della Provincia Bassa Poropat, che è vicina all’assessore della Regione Rosolen.

Nell’omelia l’arcivescovo mons. Giampaolo Crepaldi invoca Maria come “Spes nostra”, nostra speranza: «Ringrazio il Signore di avermi portato in questo luogo mariano, tanto amato dal popolo della città di Trieste, per svolgere il ministero devoto di venerare la Madonna, che vogliamo oggi proclamare come Regina delle nostre vite e nostra amata e implorata Protettrice. (…) Questo Santuario, tuttavia, oltre ad essere il luogo delle memorie passate deve essere, prima di tutto, il luogo dove coltivare, con speranza e dedizione, il nostro futuro. (...) La Madonna della Salute diventa la nostra prophetia futuri che ci invita, con materna dolcezza, a restare e ad essere un popolo fedele a Gesù e al suo Vangelo».

Molte volte ci capita, infatti, di essere senza speranza, quasi smarriti e incapaci di dare una direzione sicura al cammino della nostra esistenza: una crisi spirituale e culturale frutto della nostra pretesa di vivere senza Dio, abbandonandolo anche quando lui non ci abbandona. «Ci rivolgeremo allora alla Madonna della Salute», ha continuato l’arcivescovo, «invocandola perché guarisca le nostre anime, aiutandoci a ritrovare il senso vivo della presenza del Figlio suo Gesù Cristo, il senso vivo della presenza di Dio (...).

In questo senso, Dio è presente nella storia degli umili, dei malati, degli affamati, degli oppressi, degli emarginati, che si sanno amati da Lui e ritrovano con Lui coraggio, dignità, speranza. Dio è presente anche nella storia dei ricchi, degli oppressori, degli uomini senza cuore e senza scrupoli, che non sfuggono al giudizio di Dio e sono invitati anch’essi alla conversione per una vita nel segno della giustizia e della condivisione per entrare nel suo Regno».

Un concetto che vale anche e  soprattutto per la realtà quotidiana: «Ci rivolgeremo alla Madonna della Salute affinché educhi i nostri cuori alla speranza e le nostre mani ai gesti della carità e ci aiuti a tessere la tela di quella fraternità solidale che dà senso e valore alle nostre relazioni interpersonali e a quelle sociali e politiche».
Speranza e amore, dunque, come nostro programma di vita.

E proprio in questo quadro la Madonna rappresenta quella “Spes nostra” capace di aiutarci a vivere il tempo guardando al futuro: «Una speranza cristiana», ha concluso mons. Crepaldi, «che non è soltanto nostalgia del cielo, ma quel vivo e operoso desiderio di Dio che alimenta in noi il coraggio e la forza dell’amore».

Dai Gesuiti ai Francescani, dai Francescani al clero diocesano, i passaggi si susseguono nella storia, ma il popolo rimane nel tempo devoto alla Madonna della Salute. Il problema è come trasmetterla alle nuove generazioni.

Si comincia dai bambini, che vengono portati in chiesa dai genitori o dai nonni, visto che le scuole il sabato pomeriggio sono chiuse: mons. Crepaldi si rivolge a loro, in occasione della benedizione delle ore 15, con parole appropriate per spiegare le motivazioni di tale rito.

Alle ore 16 per la comunità slovena, accorsa numerosa come sempre dalla città e dall’altipiano, mons. Voncina concelebra con don Gerdol; i cori riuniti aiutano a pregare. Alle ore 17 Santa Messa per le vocazioni (un tempo era del seminario), celebrata da don Christian Medos, mentre alle ore 18 l’Eucaristia è presieduta da mons. Eugenio Ravignani.

L’ultima Messa è alle ore 19: la officia il parroco, che alla fine dà la benedizione solenne e dedica la città alla Madonna. Uscendo dalla chiesa mi imbatto nei tanti volontari che per tutto il giorno (ma anche durante la Novena) sono stati presenti nei vari “posti di combattimento” a offrire lumini, libri, calendari, a ricevere offerte per le sante Messe di suffragio o per le iscrizioni alla Confraternita. Colgo nei loro volti, insieme alla comprensibile stanchezza, la gioia di aver prestato il loro prezioso servizio alla Madonna della Salute.
Ultimo aggiornamento ( venerdì 04 dicembre 2009 )
 
< Prec.   Pros. >
 
Menu Principale
Home
Appuntamenti
Chiesa
Approfondimenti
Saperne di più
Interviste e testimonianze
Speciali
Progetto Carcere
Muggia
Archivio storico
Siti consigliati
Mappa del sito
Archivio
Copyright © 2006 - 2010 - Vita Nuova Trieste - P.IVA 00524280328
Contatore visitatori: counter BI@Work