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Assemblea pubblica sull'uso della bici a Trieste PDF Stampa E-mail
Scritto da Davide Carboni   
giovedì 01 ottobre 2009
In occasione della Settimana della mobilità sostenibile che si svolge in questi giorni in tutta Europa, l’Ulisse-Fiab, associazione di cicloturisti e ciclisti urbani di Trieste, ha organizzato sabato 26 settembre, a partire dalle 17.30, nello spiazzo antistante la Stazione Rogers sulle rive cittadine, un’assemblea pubblica per informare ciclisti triestini, simpatizzanti della bicicletta e soci su come utilizzare la bicicletta in maniera sicura e rispettosa delle regole. Un appuntamento atteso negli ultimi giorni, a seguito del susseguirsi di diversi casi, sui quali è stata chiesta più volte chiarezza durante l’estate, di sequestri di biciclette da parte della Polizia municipale. Episodi che hanno fatto discutere e hanno sollevato un appassionato dibattito sui giornali locali ed anche sulle testate nazionali.

Grazie all’associazione Ulisse, fondata 13 anni fa e che tutt’oggi capitanata dal suo presidente Luca Mastropasqua vanta più di 150 soci in città e ha fortemente voluto questo momento di riflessione e dibattito, favorevoli e contrari (molto pochi a dire il vero) hanno potuto confrontarsi in un dialogo aperto e schietto con il tenente Mauro Bunz, rappresentante del Comando dei Vigili Urbani di Trieste, al quale va riconosciuto il merito della disponibilità al dialogo e della capacità di chiarire con parole semplici i riferimenti al codice della strada e ai decreti locali, circa l’uso della bicicletta in città. Ha inoltre chiarito come le leggi attuali possono e devono essere migliorate.

In particolare il pubblico intervenuto ha potuto scoprire le novità contenute nel nuovo pacchetto sicurezza che riguardano la bicicletta, conoscere le norme sulla percorribilità in bici delle zone pedonali di Trieste, approfondire il problema dei parcheggi. Si scopre ad esempio, con un pizzico di stupore, che le regole sulla viabilità della città vengono stabilite per decreto del sindaco. Se da una parte le corsie preferenziali per bus e taxi, tipo via Mazzini, non sono ciclabili, le strade pedonali sì. Sembra quasi un controsenso. Un ciclista deve rendersi visibile nelle ore serali, ma l’unico obbligo che gli impone il codice è il campanello. Luci e casco non sono ancora previsti dal codice della strada.

La discreta affluenza di presenze intervenute all’assemblea testimonia certamente come negli ultimi tempi sia aumentata positivamente la sensibilità verso questo mezzo di trasporto, che è decisamente salutare, non inquina e sicuramente riduce i problemi di traffico. Una sensibilità testimoniata dal notevole aumento di biciclette che si vedono in città (nonostante i saliscendi di Trieste non si prestino come terreno ideale per pedalare) e dalla recente attenzione del mondo politico nel favorirne l’uso. I contributi all’acquisto, che sono letteralmente andati a ruba, rappresentano in modo efficace questo quadro.

Ed è per questo che, se aumentano le biciclette, vengono a crearsi nuove problematiche per il traffico, la circolazione stradale e pedonale e per i parcheggi. Il tenente Mauro Bunz ha ascoltato con attenzione tutti i quesiti posti e ha chiarito come il marciapiede sia luogo preposto per i pedoni che hanno il diritto a non essere intralciati. Ha spiegato che il parcheggio su un marciapiede rappresenta comunque una violazione al codice della strada e che la polizia municipale, che si limita a far applicare le leggi, interviene con criterio quando quest’infrazione ostacola effettivamente i passaggi dei pedoni (ad esempio sui pali delle fermate degli autobus).

Ha spiegato che le tante rimozioni avvenute in città (circa 80 in un anno) riguardano nel 95% dei casi biciclette abbandonate, arrugginite e ridotte a carcasse. Per le poche bici restituite ai legittimi proprietari non è stata chiesta, oltre la sanzione amministrativa, la quota aggiuntiva per la restituzione (come avviene per gli autoveicoli), in quanto per questo servizio la Polizia municipale non sostiene costi di rimozione.

 
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