|
|
| |
|
|
|
|
| |
|
|
|
|
|
| |
|
|
|
|
|
|
50° del Santuario mariano |
|
|
|
|
Scritto da Maria Trevisan
|
|
giovedì 24 settembre 2009 |
Ricordo che c’ero anch’io in quel 19 settembre del 1959 nell’ampia distesa piena solo di sassi, dietro la vedetta Italia: indossavo il vestito bianco della Comunione, insieme a centinaia di altri bambini e a una grande folla di persone. Nel cinquantesimo anniversario dalla posa della prima pietra del santuario mariano, alle dieci e mezza del 20 settembre, mons. Eugenio Ravignani ha affiancato i sacerdoti del santuario nella concelebrazione di una Santa Messa partecipata anche da alcuni esponenti politici, oltre che da una folla numerosa.
Nell’omelia ha voluto raccontare di come la sua vita di sacerdote si
sia intrecciata più volte con la ideazione e la costruzione di questa
chiesa, così visibile da tutta la città.
Che questa costruzione rappresenti un ex voto del vescovo Antonio
Santin è abbastanza noto: gli ultimi giorni di aprile del 1945 erano
assai critici per la città, mentre incombevano i titini, c’erano ancora
i tedeschi che avevano già minato il porto. Si ripromise, con un voto
privato, che se Trieste non avesse subito quest’ultimo affronto
distruttivo, avrebbe edificato una chiesa a gloria della Madonna.
Qualche mese prima della posa della prima pietra, in un messaggio
benedicente, Giovanni XXIII propose di intestarlo a Maria, Madre e
Regina. Qualcuno ricorda che la voce del Papa venne anche trasmessa,
quel giorno, sulla spianata di Monte Grisa, in un caldo radiomessaggio
augurale.
In quello stesso anno avveniva, in Italia, la peregrinatio della statua
della Madonna di Fatima — di cui è presente nel santuario oggi una
copia conforme nella navata sinistra — e sembrò naturale che il suo
arrivo a Trieste coincidesse con la posa della prima pietra di un
tempio a lei dedicato.
«Questo santuario mariano è stato un sogno del mio vescovo — ha detto
con commozione mons. Eugenio Ravignani — e io l’ho visto come un segno
e un invito a me, di amare, ancora di più, Maria».
Alla Messa è seguita una piccola processione che si è conclusa nel
piazzale ventoso che spazia sulla città, sulla quale il nostro vescovo
ha impartito una benedizione, consacrandola ancora una volta alla
Madonna.
Dopo il rito, nell’accomiatarsi, il parroco del Tempio mariano ha
espresso pubblicamente la speranza che Eugenio Ravignani continui ad
essere amico di Maria Madre e Regina, anche quando avrà deposto il
timone alla guida della chiesa triestina. Pare di capire che il vescovo
non abbia detto di no...
|
|
Ultimo aggiornamento ( lunedì 05 ottobre 2009 )
|
|
|
|
Archivio |
-
luglio, 2010
-
giugno, 2010
-
maggio, 2010
-
aprile, 2010
-
marzo, 2010
-
febbraio, 2010
-
gennaio, 2010
-
dicembre, 2009
-
novembre, 2009
-
ottobre, 2009
-
settembre, 2009
-
agosto, 2009
|
|
Copyright © 2006 - 2010 - Vita Nuova Trieste
- P.IVA 00524280328
Contatore visitatori: 
|
|
|
|
 |
 |
 |
 |
 |
 |