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Vita di Giovanni Maria Vianney - introduzione PDF Stampa E-mail
Scritto da Centro Missionario francescano di Pesaro   
giovedì 02 luglio 2009
Il Centro Missionario francescano di Pesaro, per offrire una riflessione durante l’anno che Benedetto XVI ha dedicato ai sacerdoti, ha ristampato l’edizione originale della prima biografia di Giovanni Maria Vianney, il Curato d’Ars, patrono ed esempio per tutti i presbiteri. “Vita Nuova” proporrà ai lettori, per gentile concessione dell’editrice, ogni settimana un capitolo della biografia “ufficiale” del Curato d’Ars, scritta dal gesuita Alfred Monnin e pubblicata a Parigi nel 1861, appena due anni dopo la sua scomparsa. Questo testo permette di attingere ad una fonte imprescindibile per la conoscenza autentica del santo francese. Pubblichiamo di seguito l’introduzione, ricordando che il volume si può ordinare ed acquistare presso il Centro Missionario Francescano e da Leardini Editore, (288 pag. Prezzo 17 €) via mail o telefono: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo ; tel. 333 4165150. I guadagni di questo libro saranno impiegati per aiutare la missione francescana dello Zambia.

Abbiamo pensato utile, in questo 150° anniversario della morte di San Giovanni Battista Maria Vianney, di ridare alle stampe quella che fu la prima vita ufficiale del Curato d’Ars. Autore di questa biografia, che nel corso degli anni ebbe molte edizioni e straordinario successo, fu il gesuita Alfred Monnin. L’abbé Monnin, sacerdote della diocesi di Belley, ebbe la fortuna di conoscere direttamente il santo Curato, di cui fu ospite e confidente. Ma non solo: ebbe anche modo di entrare in confidenza con tutti i personaggi a lui vicini. Raccolse infatti le testimonianze di don Raymond, vicario ad Ars dal 1845 al 1853, e di don Toccanier, coadiutore del Santo e suo successore.

L’Autore conobbe anche Caterina Lassagne, collaboratrice scelta dal Vianney per guidare l’Istituto della Provvidenza, e tanti altri cittadini di Ars, testimoni diretti delle parole e degli esempi del loro straordinario Curato.
Il libro uscito dalla sua penna, pubblicato appena due anni dopo la morte del Santo, conserva tutta la freschezza di una cosa appena vista e ammirata da vicino, toccata con mano e gustata col cuore. La domanda che potremmo facilmente porci è questa: la vita di questo sacerdote dell’Ottocento francese è ancora significativa per noi? Gli ultimi papi ci dicono a chiare lettere di sì.

Evidenziava Paolo VI «Il Santo Curato d’Ars non introduce un nuovo metodo di apostolato adattato al suo tempo e quindi ben presto superato. Egli non annuncia una verità legata al tempo, ma un messaggio eterno, un messaggio che supera i caratteri accidentali d’una epoca, un messaggio sempre attuale. La sua vita non è costituita da una serie di spostamenti, ma da un approfondimento spirituale di un’unica condizione, quella di parroco».

Ci racconta in modo confidenziale Giovanni Paolo II nella sua autobiografia: «Sulla strada del rientro dal Belgio a Roma, ebbi la fortuna di sostare ad Ars. Era la fine di ottobre del 1947. Con grande commozione visitai la vecchia chiesetta dove San Giovanni Maria Vianney confessava, insegnava il catechismo e teneva le sue omelie. Fu per me un’esperienza indimenticabile. Fin dagli anni del seminario ero rimasto colpito dalla figura del parroco di Ars. San Giovanni M. Vianney sorprende soprattutto perché in lui si rileva la potenza della grazia che agisce nella povertà dei mezzi umani.

Mi toccava nel profondo, in particolare, il suo eroico servizio nel confessionale. Quell’umile sacerdote era riuscito, in un difficile periodo storico, a suscitare una sorta di rivoluzione spirituale in Francia e non soltanto in Francia. Migliaia di persone passavano per Ars e si inginocchiavano al suo confessionale. Sullo sfondo della laicizzazione e dell’anticlericalismo del XIX secolo, la sua testimonianza costituisce un evento davvero rivoluzionario. Dall’incontro con la sua figura trassi la convinzione che il sacerdote realizza una parte essenziale della sua missione attraverso quel volontario “farsi prigioniero del confessionale”».

La decisione del Santo Padre Benedetto XVI di indire l’anno sacerdotale nasce proprio in occasione di una memoria del Santo Curato d’Ars, che viene presentato come modello per tutti i presbiteri: «Vero esempio di pastore a servizio del gregge di Cristo». Nel corso di quest’anno giubilare, San Giovanni Maria Vianney, già proclamato da Pio XI nel 1929 Patrono dei Parroci, sarà proclamato Patrono di tutti i Sacerdoti del mondo. Scrive ancora Benedetto XVI: «Dio è la sola ricchezza che gli uomini desiderano trovare in un sacerdote» e il Santo Curato questo tesoro divino non lo ha nascosto, ma lo ha mostrato in pienezza. Il Santo Curato ha ancora molte cose da insegnarci: la piena fiducia in Dio e nella sua Provvidenza, la totale disponibilità all’ascolto del fratello bisognoso del Perdono, il generoso annuncio della Sapienza che viene dalla Parola di Dio, uno sguardo illuminato che sa guardare il Cielo e l’Eternità gioiosa.
Auguriamoci che qualche scintilla del Vianney accenda anche in noi il sano fuoco della Santità.

Ultimo aggiornamento ( giovedì 09 luglio 2009 )
 
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