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Nasce a Pola (allora nell’Impero Austro-Ungarico) il 24 agosto 1905, terzo dei nove figli di Francesco, disegnatore tecnico navale, e di Maria Diritti. È battezzato nel duomo il successivo 3 settembre. Causa la guerra, la famiglia deve lasciare la città e portarsi prima a Rovigno (qui Egidio riceve la prima Comunione il 25 marzo 1915) e quindi profuga in Ungheria e in Austria, dove al fanciullo è amministrata la Cresima l’11 giugno 1916. Sono anni di vita stentata per la numerosa famiglia, nei quali Egidio conosce la miseria, cercando di alleviarla in aiuto alla madre e in favore dei fratelli più piccoli.
Terminato il primo conflitto mondiale, entra nel 1918 come apprendista carpentiere nell’arsenale di Pola, passando nel 1921 al cantiere “Scoglio Olivi” come tracciatore navale, e si fa notare per le convinzioni di fede in un luogo diviso da aspre contese sociali non sorrette dall’ideale cristiano. La sera frequenta la scuola di disegno tecnico navale e, fin dal 1920, inizia un apostolato via via più intenso, fervente, convinto e convincente: entra nel Circolo Giovanile “San Francesco” del duomo per l’apostolato catechistico e si fa terziario francescano tra i più entusiasti e intraprendenti, sostenuto da padre Tito Castagna; fonda il gruppo Giovani Esploratori (Scout) e quindi (1923) la sezione Aspiranti di Azione cattolica, seguito spiritualmente da don Antonio Santin, poi suo parroco della cattedrale di Pola; aderisce anche all’Apostolato della Preghiera, trascinando a una più decisa pratica di fede l’intera sua famiglia, la prima a Pola a consacrarsi nel 1921 al Sacro Cuore.
Dal 1925 al 1927 assolve la leva militare nella Marina Italiana a bordo della nave “Dante Alighieri” e vi esplica un singolare apostolato fra gli oltre mille commilitoni, ottenendo significative adesioni di fede con un efficace accompagnamento spirituale, l’esempio di integrità e gioia di vita, la proposta ai giovani della preghiera e dei valori morali del Vangelo: spicca la conversione di Guido Foghin, che alla morte di Egidio ne raccoglierà l’“eredità”, facendosi frate minore e missionario col nome religioso di Egidio Maria.
Di quel periodo e dei suoi fervori per Cristo resta un significativo, semplice e commovente epistolario, documento delle ascensioni spirituali del giovane Bullesi. Nel 1927 torna al lavoro in cantiere, questa volta a Monfalcone come disegnatore navale: anche qui non perde occasione d’impegnarsi a livello ecclesiale, entrando a fare parte della Conferenza di San Vincenzo. Dopo nemmeno un anno, affetto dalla tisi, è costretto a rientrare in famiglia; segue il ricovero nell’ospedale di Pola dove, per otto mesi, offre l’esempio di un sereno abbandono a Dio nell’inesorabile malattia che ne spegne progressivamente la forte fibra fisica, sublimando la tempra del cristiano che si fa missionario di speranza e coraggio fra gli ammalati. La morte, in concetto di santità, sopravviene il 25 aprile 1929. La causa Nel 1974, per iniziativa dell’arcivescovo Antonio Santin, inizia a Trieste il processo informativo diocesano sulla vita, le virtù e la fama di santità del giovane Bullesi, la cui biografia, scritta dal gesuita padre Navone, è da decenni oggetto di divulgazione e lettura. Contemporaneamente, il 4 maggio 1974, i resti di Egidio, traslati dal cimitero di Pola, trovano collocazione nell’isola di Barbana (Grado), presso la cappella dell’apparizione esterna al santuario mariano. Qui vengono custoditi dai Frati minori, i quali si occupano di diffondere devozione e raccogliere la documentazione sul fratello terziario (Centro Bullesi).
Concluso a Trieste nel 1977, il processo entra nella fase “romana”: è del 1990 l’ultimazione della Positio super virtutibus; il 7 luglio 1997, dopo il voto affermativo di nove consultori teologi e dei cardinali e vescovi della Congregazione delle Cause dei Santi, sono definite le “virtù eroiche” di Egidio, con decreto promulgato da papa Giovanni Paolo II: al servo di Dio compete così il titolo di “venerabile”. Al fine della beatificazione, deve essere ora svolta l’indagine canonica su un presunto miracolo da attribuirsi alla sua intercessione. La causa è seguita dalla Postulazione Generale dei Frati Minori Francescani, che hanno ricevuto di recente segnalazione di ben due guarigioni accadute dopo l’invocazione del venerabile a Genova e Napoli.
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