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Avvento 2009
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Avvento 2009
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Scritto da Matteo Ferrari*
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martedì 22 dicembre 2009 |
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Nella solennità della Natività del Signore, 25 dicembre, la liturgia
romana propone delle letture ricavandole da quelle usate
tradizionalmente da questa famiglia liturgica in occasione delle
festività natalizie (cfr. Olm, 95). Un interessante accostamento è
costituito dai tre brani proposti come seconda lettura per le tre
celebrazioni “della notte”, “dell’aurora” e “del giorno”.
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Avvento 2009
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Scritto da Natasa Govekar*
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martedì 22 dicembre 2009 |
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Sant’Ignazio nella sua meditazione sull’incarnazione (cf. Esercizi
spirituali, 114) ci invita a immaginare la scena e a coinvolgerci in
essa come se fossimo un’ancella che sta lì, pronta a servire la Santa
Famiglia. La figura della serva pertanto si presta a fare il passaggio
tra i santi personaggi e l’umanità: da un lato partecipa, aiuta la
Madonna, avvolge il Bambino in fasce, ma con l’altra mano coinvolge chi
guarda, invita a fare lo stesso.
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Avvento 2009
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Scritto da Matteo Ferrari*
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giovedì 17 dicembre 2009 |
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L’ultimo personaggio dell’Avvento di cui ci mettiamo in ascolto nel
nostro itinerario fa parte dei poveri e degli ultimi di cui abbiamo già
parlato. È Maria, la Figlia di Sion. A lei, figlia di Israele e
immagine della Chiesa, si rivolgono gli annunci dei profeti: «Dite alla
figlia di Sion: “Ecco, arriva il tuo salvatore; ecco, egli ha con sé il
premio e la sua ricompensa lo precede”» (Is 62,11).
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Avvento 2009
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Scritto da Nataca Govecar*
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giovedì 17 dicembre 2009 |
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I versi di Efrem che riportiamo qui di seguito hanno ispirato l’immagine della “Madonna
delle Spighe”. L’intera composizione è fondata sulla parabola del
seminatore (Mc 4,1-20 e par.), dove il terreno non buono (la strada,
sulla quale il seme viene calpestato, il terreno sassoso, il terreno di
spine) serve a mettere in evidenza la terra buona, fertile. Il seme è
buono, non può non portare frutto perché è la Parola di Dio (cf Is
55,10-11).
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Avvento 2009
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Scritto da Marzio Serbo
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giovedì 17 dicembre 2009 |
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Si sente proclamare con insistenza: accogliere il Cristo che nasce
equivale ad accogliere un dono. Il problema è capire che cosa
significhi davvero “dono”, specialmente nel tempo di Natale, in
occasione del quale lo scambiarsi regali è una tradizione antica e
consolidata. L’attuale crisi economica e il senso comune della gente
fanno sì che spesso il dono natalizio si risolva in qualcosa di utile,
un oggetto o un servizio che non costi molto e che possa davvero
servire.
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Avvento 2009
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Scritto da Matteo Ferrari*
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giovedì 10 dicembre 2009 |
Un altro “personaggio” dell’Avvento, anche in questo caso collettivo, sono i poveri, o gli “ultimi”. Basta pensare nel Primo testamento a chi sono indirizzate le parole di speranza dei profeti. Spesso sono proprio i poveri, gli orfani e le vedove coloro che si sentono destinatari di parole di speranza. Coloro in fondo che non hanno di per sé speranza di futuro, ricevono tutto come dono. Betlemme che è la città “più piccola” si sente rivolgere l’annuncio che da lei uscirà il liberatore (Mi 5,1-4a). Baruc parla di Gerusalemme come di una donna vestita a lutto, chiamata a deporre le vesti della sua afflizione: «Deponi, o Gerusalemme, la veste del lutto e dell’afflizione, rivèstiti dello splendore della gloria che ti viene da Dio per sempre» (Bar 5,1).
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