Una Chiesa on line e off line. Questo il compito affidato da Benedetto
XVI ai cristiani, tutti. Una presenza qualificata in entrambi i mondi o
ambienti: nello spazio fisico e non fisico, vale a dire nel mondo
consueto e in quello digitale, per abitare anche questo nuovo "universo
con un cuore da credente, che contribuisca a dare un'anima
all'ininterrotto flusso comunicativo". Perché?
È nella natura di questa
comunità millenaria, fondata da Cristo, porre la sua barca nel mare
aperto, talvolta pure incurante dei marosi e delle tempeste. Ed è l'atto
di fiducia di un Papa, non giovane nell'età ma giovanissimo nella
missione, che esorta senza mezzi termini a cogliere come grazia questo
"passaggio epocale". In fondo questo fluido e immenso "hub" è la terra
stessa. La Chiesa è venuta per stare dentro il mondo e percorrerlo in
lungo e largo.
Ora che questo nostro globo conosca "un enorme allargamento" attraverso
"le frontiere della comunicazione" non può che corrispondere alla
vocazione missionaria della Chiesa. Anzi da sempre il cattolicesimo si è
via via strutturato come una organica rete di persone, di credenti, di
comunità, di siti di cuori religiosi, dove due o tre o più persone
stanno insieme per essere testimoni positivi con la preghiera, la
carità, con la condivisione del bene.
Di fatto attraverso il digitale, che è poi una straordinaria tecnica per
eliminare distanze e tempi nelle relazioni comunicative, si realizza
una forma di cattolicità, di universalità, di grande piazza di
Gerusalemme, dove gli uomini pur parlando diverse lingue si potevano
comprendere.
Carissimi fratelli e sorelle delle Diocesi del Friuli Venezia Giulia,
1 - Con questo Messaggio intendiamo parteciparvi tutta la nostra
preoccupazione di Pastori per la seria situazione di difficoltà in cui
si trova, da un lungo periodo, il mondo del lavoro nella nostra Regione,
aggravata da prospettive future che, nel contesto della crisi
internazionale, non promettono gli auspicati miglioramenti che tutti
attendono con speranza. Anche la nostra terra deve registrare, con ansia
e sconcerto crescenti, il quotidiano avverarsi, in tutti i comparti
produttivi, del licenziamento di lavoratori che entrano in
disoccupazione; un corposo numero di imprese e attività produttive
costrette a chiudere; una oggettiva difficoltà delle Istituzioni a
trovare risposte adeguate a queste difficili situazioni.
Carissimi fratelli e sorelle, arriva puntuale il mese di maggio
che la Chiesa Cattolica, diffusa in ogni parte del mondo, dedica alla
Vergine Maria invocata come Mater Dei e Auxilium christianorum, Madre di
Dio e Aiuto dei Cristiani. Anche la nostra Chiesa che è in Trieste è
chiamata a coltivare questa nobile tradizione spirituale con la
preghiera e la riflessione, affidandosi a Colei che seppe, con
discernimento maturo e semplice insieme, dire il suo Sì a Dio (Lc 1,38),
che La designava a essere collaboratrice speciale del Suo progetto di
salvezza per l’umanità intera.
“Una domenica per un anno di opere”. Potrebbe essere questo uno slogan molto concreto per accompagnare la
Giornata nazionale di sensibilizzazione alla firma dell’otto per mille
alla Chiesa cattolica, che si celebra domenica 2 maggio in tutte le
parrocchie italiane, perché sono proprio le circa 26 mila comunità
parrocchiali del nostro Paese il luogo naturale dove la Giornata
dedicata all’otto per mille è stata avviata e prosegue negli anni, con
la formazione al valore della firma, con la riflessione sul significato
della scelta e sull’importanza di ripeterla liberamente, ogni anno.