Si discute molto in questi giorni sulla bontà o meno dell’ordinanza antialcol del sindaco di Milano Letizia Moratti, che ha deciso di vietare la vendita e il consumo di alcolici destinati ai minori di 16 anni. Certamente è un bene che la società, gli adulti, riescano ad esprimere dei “no”, perché — tanto per riprendere il felice libro della psicoterapeuta inglese Asha Phillips — siamo tutti consapevoli (o forse non lo siamo tutti e non lo siamo abbastanza) che ci sono “no” che aiutano a crescere, soprattutto se dietro a un “no” c'è un “sì” a qualcosa che vale di più.
E sappiamo bene, perché le cronache sono giustamente impietose, e anche su queste colonne ne parliamo in continuazione, quanti danni produce l’alcol, quanti morti semina, quante famiglie distrugge. Solo a Trieste, lo scrivevamo a fine aprile, ogni giorno una persona muore a causa dell’alcol: si tratta di una vera e propria malattia che coinvolge in numero sempre maggiore donne e giovanissimi.
Tuttavia, di fronte a un divieto che potrebbe farci stare troppo tranquilli, il rischio, che bisogna stare attenti a non correre, è quello di pensare che la legge possa sostituire il rapporto genitori-figli o più in generale adulti-giovani. Il contenimento del danno non basta e l’educazione non si attua per decreto: occorrono tempo, capacità di ascolto, disponibilità al confronto, tutti ingredienti che si trovano solo all’interno di una relazione autentica tra persone.
La signora Wanda. Lei desidera essere chiamata così. Semplicemente.
Come semplice è lei stessa: sguardo azzurro, sereno, volto dolcemente
segnato dall’età, capigliatura innevata come la sua terra d’inverno, il
Carso. Abita in una casetta tranquilla di un popolare sobborgo di
Londra, sola. Ma la solitudine «è una tempesta silenziosa che spezza
tutti i nostri rami morti», sembra ricordare K. Gibran.
Poco traffico, casette basse tutte uguali, giardinetti verdi,
deliziosi: ogni cosa respira la semplicità. Segreto dei grandi destini…
«Non potremo comprenderci finché non ridurremo la lingua a sette
parole» suggeriva il poeta libanese. È appena tornata da una settimana
sul Carso con tutti i figli e i nipoti.
I rischi legali e responsabilità in parrocchia: in un presente dove sempre più spesso i figli sembrano essere pacchi da consegnare e ritirare tali e quali, con genitori spesso iper-apprensivi influenzati dai media, parroci e catechisti devono pensare a tutelarsi in caso di imprevisti, pur cercando di mantenere tutte le componenti educative volte alla crescita dei giovani. Ne parliamo in uno speciale dossier.