Certo che viviamo in un Paese davvero originale, non vorrei dire
strano per non finire col praticare anch'io lo sport più diffuso nel
nostro territorio, ovvero il parlar male del posto in cui viviamo,
senza peraltro ravvedere qualche forma di responsabilità in quello che
non funziona.
A una settimana dalle elezioni europee, consultazioni
attraverso le quali saremo chiamati ad eleggere 72 deputati chiamati a
fare leggi che incideranno profondamente sul nostro quotidiano (come
spieghiamo nello speciale all'interno il 72% delle leggi italiane sono
pura applicazione delle leggi europee), sappiamo mediamente poco o
nulla di questo appuntamento (qualcuno ancora strabuzza gli occhi
quando dico che la scuola sarà chiusa per le europee), men che meno del
referendum del 21 giugno, mentre sappiamo tutto e se possibile di più
di un'adolescente campana di nome Noemi e dei suoi presunti rapporti
con il nostro premier, per la maggior parte degli italiani, mezzi
d'informazione in testa, sicuramente più interessanti dei difficili
meccanismi vigenti a Bruxelles e a Strasburgo.
L'Italia è uno dei Paesi più razzisti dell’Unione europea. Questa è una delle conclusioni di una recente indagine promossa
dall’Agenzia europea per i diritti fondamentali (Fra) sulle esperienze
di discriminazione e crimini razziali subite da gruppi di immigrati e
di minoranze etnico-linguistiche all’interno dei Paesi membri
dell’Unione europea.
Lo studio rivela che i casi di discriminazione, persecuzione e violenza
a sfondo razziale sono molto più diffusi di quanto registrato nelle
statistiche ufficiali. I risultati suggeriscono la presenza di un sentimento di rassegnazione
tra le minoranze e gli immigrati, a cui manca la fiducia nei meccanismi
di protezione delle vittime e che pertanto, o per paura o perché non
pensano di poter essere aiutate, molto spesso non sporgono denuncia.
Il gioco che crea nuovi spazi di ascolto, di maturazione e di condivisione del divertimento, è da sempre per i ragazzi una delle migliori scuole per imparare a capire l’altro e le sue esigenze. Questo l’obiettivo della Festa dei ragazzi, giunta domenica 24 maggio alla sua terza edizione, nel nuovo scenario del Molo IV e con il patrocinio del Comune. Chiunque ricordi i propri giorni di ragazzo sa bene che le esperienze vissute insieme sono il miglior collante di un gruppo e la via più certa per aprire mente e cuore alla presenza dell’altro, che diventa importante e soprattutto amico proprio nella condivisione dei momenti di gioia come dei momenti di maturazione e di riflessione.
Sara Cravagna e Anna Valentino sono le due volontarie della Caritas di
Trieste che nelle scorse settimane si sono recate a Civita di Bagno,
nei pressi dell’Aquila, in servizio presso le tendopoli assegnate al
Coordinamento Caritas del Triveneto. Le abbiamo incontrate insieme a
Stefano Ravalico, che si occupa dell’organizzazione delle persone che
di volta in volta offrono la propria disponibilità a partire per le
zone terremotate.