È davvero difficile commentare un fatto come quello accaduto a
Chioggia, dove un ragazzino tredicenne ha accoltellato il proprio
insegnante di musica. Lo ha fatto a scuola, con un gesto premeditato,
dopo aver portato in classe, da casa, un coltello da cucina. È
difficile ma opportuno fare qualche riflessione perché questa vicenda
estrema in qualche modo coinvolge tutti.
Cosa succede ai ragazzi? Questa è la domanda da porsi con sempre
maggiore serietà, pur senza drammatizzare ed estendere oltre misura
situazioni di disagio e degrado. È interessante leggere, su internet, i
commenti delle persone alla notizia di Chioggia: colpa della tv, della
scuola, dei genitori, della politica e naturalmente di internet; colpa
della cultura di sinistra e del permissivismo, della mancata certezza
della pena, dell’odio che si semina a ruota libera, magari contro gli
immigrati... C’è un po’ di tutto.
C’è anche tanta passione e interesse
insieme però allo sgomento e alla sostanziale resa di fronte a fenomeni
che sembrano non avere soluzione.
Mancano pochi giorni all’apertura in Slovenia del primo “supermercato
per poveri”. La crisi economica ha infatti reso possibile l’iniziativa
della “Sos - Kooperativ”, un’organizzazione no-profit che si occupa
delle fasce socialmente svantaggiate della popolazione. In
collaborazione con l’Ufficio per l’Impiego ed i Servizi sociali, la
cooperativa aprirà una serie di punti vendita dove si potranno
acquistare prodotti ad un prezzo ribassato. Il primo negozio aprirà i
battenti a Lubiana il primo di marzo, quindi sarà la volta di Maribor e
Murska Sobota, comunque in quartieri ed aree interessate da importante
disagio socio-economico.
Un sentiero nel deserto. Molti sentieri che si snodano tortuosi e diritti fra le dune delle incertezze e dei fallimenti o che incrociano oasi di serenità e di pace. Un deserto di ceneri e di pietre aguzze, in mezzo al quale le esistenze degli uomini e delle donne del mondo, come nomadi viaggiatori, vagano in cerca di una meta definitiva. Una destinazione che a volte è ancora da scoprire. E la Quaresima può diventare il percorrere un brevissimo tratto di questo sentiero personale, con la consapevolezza di volersi orientare.
Un’amicizia forte, consolidata da secoli di convivenza, dal più
assoluto rispetto delle diversità reciproche e dalla gioia di sentirsi
uniti nella fede in Cristo. È così che domenica 22 febbraio il vescovo di
Trieste, mons. Eugenio Ravignani, ha descritto il legame che affratella
la Chiesa cattolica locale alla Comunità serbo ortodossa di Trieste,
che festeggiava San Simeone. Per l’occasione, a celebrare la divina
liturgia nella Chiesa di San Spiridione è stato Jovan Pavlovic,
metropolita di Croazia, Slovenia e Italia, autorità religiosa di
riferimento per i cittadini di fede serbo ortodossa dei tre Stati. San
Simeone, al secolo Stefan Nemanja, fu un principe serbo.