Scriveva il commediografo latino Terenzio, prima che Gesù Buona Notizia
prendesse dimora in mezzo a noi: «Sono un uomo: nulla di ciò che è
umano considero a me estraneo».
Sant'Agostino, qualche tempo dopo, ribadiva: «Ogni uomo ha come
prossimo tutti gli uomini. Ci si guarda come prossimi tra padre e
figlio, tra genero e suocero. Ma non v'è nulla di tanto prossimo come
un uomo e un altro uomo».
Nella seconda metà dello scorso secolo, il Concilio Vaticano II, nella
costituzione pastorale sulla Chiesa nel mondo contemporaneo “Gaudium et
spes” così si esprimeva: «Le gioie e le speranze, le tristezze e le
angosce degli uomini d'oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro
che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le
angosce degli uomini di Cristo, e nulla vi è di genuinamente umano che
non trovi eco nel loro cuore».
Ai nostri giorni Benedetto XVI, nell'enciclica “Deus caritas est”
afferma: «Chiunque ha bisogno di me e io posso aiutarlo, è il mio
prossimo».
Ora è opportuno chiedersi: anche gli stranieri sono uomini, meglio
persone? O questa definizione vale solo per bianchi occidentali
possibilmente padani? Dopo duemila anni di cristianesimo l'umanità che
auspicava Terenzio sembra essere venuta meno a sentire come siamo
capaci di trattare nostri fratelli e sorelle solo perché sprovvisti del
foglio di soggiorno.
La città termale di Mosonmagyaróvár, in Ungheria, da anni beneficia
della costante presenza di cittadini austriaci, attratti dalle acque
termali e dai dentisti a buon mercato. Di recente però la cittadina si
è arricchita di un nuovo elemento di attrazione: l’ipermercato “Tesco”.
Alla tradizionale clientela austriaca si è aggiunta una nuova
componente, sempre proveniente da oltre confine.
Il parcheggio dell’ipermercato è infatti quasi sempre pieno di macchine
targate Bratislava, che dista appena 20 chilometri. Ovunque si sente
parlare slovacco. All’interno del negozio le famiglie gironzolano tra gli scaffali,
guardano i prezzi, li convertono dal fiorino all’euro e riempiono i
carrelli. Quasi tutti i prodotti — dai televisori ai detersivi, dalle
scarpe al caffè, dal burro al formaggio — costano circa il 20% in meno
che in Slovacchia. La situazione è analoga anche lungo la frontiera
slovacca con la Polonia e con la Repubblica ceca.
La montagna, con le sue altezze vertiginose, la sovranità dei suoi picchi e i silenzi dei suoi boschi, evoca quell’irrinunciabile spazio di nudità e purezza che fa da sfondo alle più alte esperienze umane del divino. Che cosa cerca e trova il tormentato spirito dell’uomo nei luoghi alpestri? E soprattutto quali ispirazioni e orientamenti di vita il contatto con la montagna riesce a liberare nell’anima di santi, artisti o semplici camminatori d’alta quota? Ne parliamo nello speciale dedicato alla montagna.